giovedì 18 ottobre 2018

Recensione libro: “Il morso della reclusa” di Fred Vargas

15 febbraio 2018 by · Commenta 

Seduto su uno scoglio del molo, al porto, Adamsberg guardava i marinai di Grimsey che rientravano dalla pesca quotidiana, attraccavano, sollevavano le reti. Lí, su quella isoletta islandese, lo chiamavano «Berg». Vento dal largo, undici gradi, sole opaco e puzza di scarti di pesce. Non ricordava più che poco tempo prima era un commissario, a capo di ventisette agenti all’Anticrimine di Parigi, tredicesimo arrondisement. Gli era caduto il cellulare negli escrementi di una capra, che ce l’aveva sepolto dentro con un’impeccabile colpo di zoccolo, senza aggressività. Un modo inedito di perdere il cellulare, e Adamsberg l’aveva apprezzato come meritava.

L’autrice di bestseller francese Fred Vargas – 650000 copie vendute solo in Francia con l’ultimo “Tempi glaciali” – torna con “Il morso della reclusa” (Einaudi) a raccontarci le indagini del commissario Adamsberg, iniziate ben 25 anni fa con “L’uomo dei cerchi azzurri“. Questa volta il commissario viene richiamato d’urgenza dall’Islanda, dove lo avevamo lasciato nell’ultimo romanzo, per risolvere l’omicidio di una donna investita da un 4X4. Durante le indagini un’altra vicenda attira però la sua l’attenzione: nel sud della Francia 3 ottuagenari sono morti dopo essere stati morsi da un ragno velenoso, la reclusa del titolo. Cosa piuttosto strana, dato che, come suggerisce il nome, il ragno è una specie che vive isolata e lascia raramente il fondo del nido. Spesso, fra l’altro, inietta il veleno solo dopo aver dato un primo morso “di avvertimento”. Secondo Adamsberg le 3 morti non sono casuali e, contro tutto e tutti, soprattutto il suo razionalissimo e coltissimo vice Danglard, decide di indagare.

Fred Vargas, regina indiscussa del poliziesco europeo, dopo l’ultima avventura di Adamsberg in Islanda, con “Il morso della reclusa” ci consegna uno dei suoi noir più ambiziosi, unendo le sue più disparate conoscenze in un cocktail unico. Vi troviamo sia la medievista in un inatteso percorso  a ritroso nel tempo, che la scienziata nell’indagine scientifica sugli aracnidi, che la romanziera – psicologa, in un viaggio fra i meandri più sperduti della mente umana.

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