sabato 26 maggio 2018

Recensione libro “L’ anello mancante” di Antonio Manzini

27 aprile 2018 by · Commenta 

“Una sfiga tremenda”. Italo era nell’ufficio di Schiavone insieme a Caterina.
“Non è sfiga, Italo. Se uno va in pieno inverno a scalare una montagna di 4000 e passa metri può succedere. Sfiga è uno che attraversa la strada per andare a fare la spesa e gli cade un vaso in testa”.

Appare Rocco Schiavone e le conseguenze sono, come sempre, imprevedibili.
Antonio Manzini, sceneggiatore, attore e autore celebre per i romanzi “Sangue marcio” e “La giostra dei criceti”, torna a raccontarci le gesta del vicequestore Schiavone in “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone”.
Il personaggio, introdotto per la prima volta nel racconto “L’accattone”, del 2012, è un dirigente del commissariato Cristoforo Colombo dell’EUR che viene forzatamente trasferito da Roma ad Aosta per motivi disciplinari. Proprio ad Aosta, città che detesta profondamente, troverà una nuova squadra e una nuova vita, dopo essere stato in lutto per molti anni a causa della morte di sua moglie.
Schiavone è talmente amato, che i racconti che lo vedono protagonista, editi da Sellerio, sono stati trasformati in una fortunata serie televisiva. È un eroe bizzarro e atipico, ruvido e manesco, che fuma spinelli di prima mattina, al posto del caffè, per carburare, e insiste ad indossare Loden e Clarks anche nel clima tutt’altro che mite di Aosta. Sembra, insomma, il più improbabile dei poliziotti, spinto verso la divisa un po’ dal caso e un po’ dalla necessità di non finire a fare il ladro o lo spacciatore come tutti i suoi amici d’infanzia. È però incredibilmente acuto, geniale e assetato di giustizia, anche se, talvolta, tende ad amministrarla per proprio conto. Resta in lui, infatti, quel gusto della giustizia fai-da-te che è stato il motivo del suo esilio. Non è propriamente integerrimo il nostro Schiavone, permeato di humor nero, ma con un’incredibile umanità, dote che dimostra una volta di più in questa nuova antologia che raccoglie cinque racconti precedentemente pubblicati in altre raccolte: L’anello mancante, Castore e Polluce, Palla al centro, Senza fermate intermedie e L’eremita.
Un mosaico di indagini, tutte ambientate ad Aosta, che aiuta chi già è un fan del vicequestore ad approfondirne la psicologia, le abitudini, le indagini, e chi ancora non lo conosce, ad innamorarsene.

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