sabato 26 maggio 2018

Recensione del libro: “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio

Recensione del libro: “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio

25 maggio 2018 by · Commenta 

Restò a guardare svagatamente l’animazione di signore e serve, che chiuse in scialli o in informi mantelle, si accalcavano attorno alle bancarelle. Il passo sfrontato e il ciuffo di capelli ricci- che, per civetteria o distrazione, usciva prepotente da sotto un cappellino a cuffietta di una giovane donna – attrassero la sua attenzione. Come rispondendo a un muto richiamo la donna si voltò verso di lui, sostenendo a lungo, e senza imbarazzo, il suo sguardo, e sorridendogli ammiccante infine. Lei! L’aveva già incontrata, nell’ufficio passaporti di Marsiglia…Le era quasi caduto addosso, entrando; si era galantemente scusato, dicendole che quello scontro poteva diventare l’inizio di un incontro.

Maria Attanasio in “La ragazza di Marsiglia”, recupera e rivaluta una figura storica ormai quasi del tutto dimenticata, quella di Rosalia Montmasson Crispi.

Siamo in pieno Risorgimento e la spedizione dei Mille è di là da venire quando il giovane Crispi incontra, per le strade di Marsiglia, un’affascinante fanciulla che lo attrae irrefrenabilmente. La ragazza è  Rose Montmasson, nota come Rosalia, fuggita dalla Savoia e dal padre violento e approdata a Marsiglia, dove si mantiene grazie al lavoro di stiratrice. Di lì a poco tra i due inizierà una relazione passionale che alimenterà un altro fuoco che arde…continua a leggere

Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

25 maggio 2018 by · Commenta 

Qualcuno supera il limite per un semplice flirt, altri stanno invece cercando una via di fuga definitiva. L’infedeltà può essere una futile ribellione, innescata da disaffezione, desiderio di novità o dal bisogno di scoprire se si è ancora attraenti. Ma può anche regalare sensazioni mai provate, un amore travolgente che è impossibile negare. E, per quanto possa sembrare paradossale, c’è chi tradisce per proteggere la propria unione. D’altro canto, quando una relazione diventa violenta, la trasgressione può essere una forza generativa. La sbandata può essere il segnale d’allarme di un bisogno urgente di attenzioni, oppure la campana a morto che segue l’ultimo rantolo di una relazione.

Esther Perel, psicoterapeuta belga trapiantata a New York, già autrice di “L’intelligenza erotica”, torna a parlarci dei problemi di coppia in “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà”, incentrato sulla tematica del tradimento, sulle sue conseguenze e sulle potenzialità come catalizzatore della rinascita di un matrimonio. Il saggio non offre una serie di risposte  per superare la scoperta di una relazione extraconiugale, al contrario, aiuta a riconsiderare tutte le configurazioni mentali e i preconcetti culturali e sociali che ci spingono a condannare a priori l’infedeltà, incamminandoci immediatamente sulla strada del divorzio, spesso senza nemmeno considerare la possibilità di…continua a leggere

Recensione libro: “Pastorale americana” di Philip Roth

Recensione libro: “Pastorale americana” di Philip Roth

23 maggio 2018 by · Commenta 

Lo Svedese. Negli anni della guerra, quando ero ancora alle elementari, questo era un nome magico nel nostro quartiere di Newark, anche per gli adulti della generazione successiva a quella del vecchio ghetto cittadino di Prince Street che non erano ancora così perfettamente americanizzati da restare a bocca aperta davanti alla bravura di un atleta del liceo. Era magico il nome, come l’eccezionalità del viso. Dei pochi studenti ebrei di pelle chiara presenti nel nostro liceo pubblico prevalentemente ebraico, nessuno aveva nulla che somigliasse anche lontanamente alla  mascella quadrata e all’inespressiva maschera vichinga di questo biondino dagli occhi celesti spuntato nella nostra tribù con il nome di Seymour Irving Levov.

“Pastorale americana” è uno dei capolavori di Philip Roth, autore di spicco della letteratura americana recentemente scomparso. L’opera, che gli è valsa il Pulitzer nel ’97, racconta la storia di Seymour Levov, lo Svedese, così soprannominato perché, a dispetto del suo essere un ebreo del New Jersey, ha tratti nordici, occhi azzurri e capelli biondi, una struttura fisica longilinea e muscolosa al tempo stesso. Nathan Zuckerman, di professione scrittore e narratore di questa storia, lo idolatra da quando era un ragazzino…continua a leggere

Recensione libro: “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale” di Alessandro Leogrande

Recensione libro: “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale” di Alessandro Leogrande

22 maggio 2018 by · Commenta 

Caro straniero, per quanto l’uomo non sia affatto instancabile e qualche volta sia costretto a fermarsi, ciò che egli produce, spesso insensatamente, ha il potere di sfidare ad armi pari il logorio del tempo. La fabbrica non dorme mai. È un concetto, questo, che ho fisso in testa, credo da sempre. L’imponenza degli altiforni, il loro eterno lavorio, è un’immagine costante delle notti tarantine, quando il cielo in profondità si tinge di rosso e le stelle, ormai da anni, non si vedono più.

Alessandro Leogrande è stato un grande intellettuale del nostro tempo. Già autore di “La frontiera” e “Fumo sulla città” Leogrande è stato giornalista,  studioso, ma soprattutto profondo conoscitore della sua città d’origine, Taranto. Quest’opera, “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale”, raccoglie proprio gli scritti imperniati su Taranto, sui suoi politici, il modo in cui si è dissennatamente sviluppata negli anni ’60 e ’70 e sull’Ilva, che ancora oggi miete vittime tra i suoi lavoratori. Leogrande passa…continua a leggere

Recensione libro: “La ferita, quella vera” di François Bégaudeau

Recensione libro: “La ferita, quella vera” di François Bégaudeau

22 maggio 2018 by · Commenta 

La voce nasale dello speaker alla radio dice da dietro le casse il titolo della prossima canzone, Julie salita fuori senza aspettare l’immobilizzazione totale. Yesterday I got so young I felt like I could die. I calzoncini di jeans le modellano le natiche e io le guardo appena, stordito dalla mia infinita piccolezza. Ho cominciato i Pensieri di Pascal, sono comunista tendente leninista e arrossisco quando una ragazza dice «godere».

François Bégaudeau ci racconta la fragilità, i desideri e  i voli pindarici di un adolescente degli anni ’80 in “La ferita, quella vera”.  Il protagonista è un ragazzo, François, che da bambino viveva a Saint-Michel-en-l’Herm e all’età di otto anni è trasferito con la famiglia a Nantes. Da allora torna nella sua vecchia casa solo per le vacanze estive che trascorre tra scorribande in bicicletta, tennis e improbabili approcci con l’altro sesso. Ma nell’estate dell’86 tutto cambia, François ora ha quindici anni e due ossessioni, la prima è il partito comunista, la seconda perdere la verginità. Decide che tutta la sua estate…continua a leggere

Recensione libro: “La donna alla finestra” di A.J. Finn

Recensione libro: “La donna alla finestra” di A.J. Finn

21 maggio 2018 by · Commenta 

Chi non ha familiarità con la psicoterapia dà spesso per scontato che il terapista sia pacato e sollecito; ti spalmi sul suo divano come burro su una fetta di pane tostato e ti sciogli. Non è necessariamente così. Prova numero 1: il dottor Julian Fielding. Tanto per cominciare, non c’è alcun divano. Ci sediamo ogni martedì nella biblioteca di Ed, il dottor Fielding nella poltrona accanto al caminetto, io nella bergère davanti alla finestra. E malgrado parli con calma, e la sua voce scricchioli come una vecchia porta, lui è preciso e pignolo, come dovrebbe essere ogni buon psichiatra. «Il tipo che esce dalla doccia per pisciare» l’ha definito Ed più di una volta.

New York, Anna Fox era una psichiatra infantile, sposata e con una figlia. Ora è un’agorafobica che non esce di casa da dieci mesi e ha l’abitudine di spiare i vicini con una Nikon D5500. Inizia così la storia che AJ Finn ci racconta in “La donna alla finestra”. Il libro è già un best seller e i suoi diritti sono stati venduti alla FOX che realizzerà un film che avrà come protagonista Amy Adams, vincitrice di due Golden Globe .

 Anna è una donna intelligente, affascinante e tormentata. Dieci mesi fa è accaduto…continua a leggere

Recensione libro: “La vita fino a te” di Matteo Bussola

Recensione libro: “La vita fino a te” di Matteo Bussola

18 maggio 2018 by · Commenta 

Nella primavera del 1986 mia sorell­a decise di farmi diventare paninaro. Credo la irritasse il fatto di avere un fratello disadattato, completamente non alla moda, che girava ancora coi risvoltoni alti quindici centimetri sui jeans senza orlo di marca ignota. Diventare paninaro comportava: i calzini a quadri, i risvoltini piccoli, tonnellate di gel in testa e la felpa con le scritte. Questo, solo per cominciare. Dopo la cura, ero oggettivamente più bellino e questo va detto. Però non ero io. Ricominciai a girare sulla mia Vespa grigia col parafango ammaccato, i capelli liberi e lunghi, indossando maglioni a rombi di mia nonna e cantando la sigla di Hurricane Polimar in giapponese (secondo me).

 Dopo “Notti in bianco e baci a colazione” e “Sono puri i loro sogni”, Matteo Bussola torna a narrare di amore e bellezza in “La vita fino a te”.

 Il libro è un insieme di tanti piccoli brani, ognuno autonomo, che chi segue l’autore sul web ha già potuto leggere e apprezzare. Istantanee colte in famiglia, nel lavoro, ma anche per strada e in stazione.

 Con il consueto stile scorrevole ed ironico, Bussola… continua a leggere

Recensione libro: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman

Recensione libro: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman

17 maggio 2018 by · Commenta 

“Il tempo è scaduto, temo” disse, facendo un passo indietro per ammirare la sua opera. Mi porse uno specchietto. Quasi non mi riconobbi. La cicatrice era praticamente invisibile e gli occhi erano pesantemente sottolineati e orlati di carboncino, ricordandomi un programma che avevo visto recentemente sui lemuri.

“Be’, cosa ne pensi?”

“Assomiglio a un piccolo primate del Madagascar, o forse a un procione dell’America settentrionale”, commentai. “è incantevole!” Lei rise così forte che dovette accavallare le gambe, dopodiché mi scacciò dallo sgabello e mi indicò la porta. “Dovrei tentare di venderti i prodotti e i pennelli”, disse. “Se ne vuoi qualcuno, torna domani e chiedi di Irene!”

Annuii e salutai con un cenno. Chiunque fosse Irene, c’erano letteralmente più probabilità che da lei comprassi plutonio per la fabbricazione di armi nucleari.

 “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman è il caso editoriale dell’anno. Pubblicato in 35 paesi e da mesi in vetta alle classifiche, il romanzo racconta la storia di Eleanor, una trentenne di Glasgow con una routine molto rigida: ogni giorno si sveglia, va a lavoro, torna a casa e cura Polly, la pianta con la quale ha intense conversazioni. Non parla con nessuno, a pranzo fa le parole crociate, non esce mai e, quel che è peggio, dice sempre la verità. Eleanor, infatti, sembra… continua a leggere

Recensione libro: “Inarrestabile. La mia vita fin qui” di Maria Sharapova

Recensione libro: “Inarrestabile. La mia vita fin qui” di Maria Sharapova

17 maggio 2018 by · Commenta 

Stabilimmo un programma senza un giorno di pausa né per me né per lui, l’ozio era bandito. Ci alzavamo ogni mattina prima dell’alba, facevamo colazione al buio, stabilendo gli obiettivi della giornata, le componenti del mio gioco su cui lavorare, la concentrazione da tenere. Poi andavamo all’accademia, Jurij pedalava e io stavo seduta dietro. Una volta ci fermò la polizia perché ero senza casco. Mio padre, che viveva a centocinquanta chilometri da Černobyl’ quando era esploso il reattore, ne rimase sorpreso.

Maria Sharapova condivide con i lettori la sua storia in “Inarrestabile. La mia vita fin qui”. La celebre tennista che ha battuto Serena Williams vincendo il torneo di Wimbledon a soli diciassette anni, non è che una bambina esile con una racchetta troppo grande quando lascia l’Unione Sovietica per  trasferirsi negli Stati Uniti con il padre, Jurji. I due non hanno soldi in tasca né garanzie, ma inseguono un sogno: quello di far diventare Maria la numero uno del tennis. La storia della Sharapova ha dell’incredibile, e inizia quando… continua a leggere

Recensione libro: “Divorare il cielo” di Paolo Giordano

Recensione libro: “Divorare il cielo” di Paolo Giordano

15 maggio 2018 by · Commenta 

˗ Hai mai visto una pianta che sta per morire? Magari di sete?

La Kenzia dei nostri vicini a Torino si era seccata sul balcone, i proprietari erano andati in vacanza senza preoccuparsene. Annuii.

­˗ A un certo punto le foglie si accartocciano, – proseguì, – i rami si afflosciano e la pianta diventa una cosa misera. La vita l’ha già abbandonata. Lo stesso succede ai nostri corpi quando l’anima li lascia, – mi viene un po’ più vicino con la testa. ˗  Ma c’è qualcosa che non ti hanno insegnato al catechismo. Noi non moriamo, Teresa, perché le anime migrano. Ognuno ha molte vite alle spalle e molte altre davanti a sé, come uomo, donna, animale. Anche queste povere rane.

 Sono passati dieci anni da quando un giovanissimo Paolo Giordano ha vinto il Premio Strega 2008 con il suo romanzo di esordio, “La solitudine dei numeri primi”. A distanza di quattro anni dalla sua ultima opera, Giordano torna per raccontarci la giovinezza e il desiderio di trasgredire in “Divorare il cielo”, edito da Einaudi.

In questa nuova opera incontriamo Teresa, adolescente torinese di origini pugliesi, costretta a trascorrere le estati con la nonna e il padre a Speziale. Passare le vacanze in Puglia tra ulivi e mandorle da sgusciare le sembra estremamente noioso, fino a che… continua a leggere

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