martedì 21 agosto 2018

Recensione libro: “Macbeth” di Jo Nesbø

4 maggio 2018 by · Commenta 

 Perché gli uomini, anche i più onesti a apparentemente incorruttibili, sono come argilla bagnata, si lasciano plasmare dall’occasione, dal movente e dalle parole. Domani potrebbero fare tranquillamente ciò che fino a ieri sarebbe stato impensabile. Sì, quella era l’unica cosa inconfutabile, l’unica di cui si potesse essere certi: il cuore è avido.

Jo Nesbø torna con “Macbeth“, il suo ultimo thriller. Lo scrittore norvegese, già autore di “Sete“, “L’uomo di neve” e “La ragazza senza volto“, narra in quest’opera i crimini e i delitti di una città lasciata allo sbando, prendendo spunto da uno dei drammi più celebri di Shakespeare, Macbeth. Come noto, l’opera shakespeariana è la storia di un Lord scozzese che, dopo essere venuto a conoscenza di alcune profezie, decide di commettere un regicidio spinto e fomentato dalla propria moglie, Lady Macbeth, cupa e fatalmente attratta dal potere. Questo delitto ne scatenerà tanti altri, in un crollo del sistema costituito che vedrà Macbeth diventare re, ma, al tempo stesso, trasformarsi da prode difensore della Scozia in uomo paranoico, solo e sconfitto.

Nel Macbeth di Jo Nesbø la Scozia dell’ XI secolo diventa una città industriale degli anni ’70, dilaniata dal crimine e sull’orlo del baratro, in cui nemmeno le forze dell’ordine sono del tutto rette e ligie alla giustizia. Molti poliziotti, infatti, sono stati comprati dai grandi spacciatori di droga che cercano di mantenere il loro monopolio sul mercato. Una città spaccata, nella quale nessuno può dirsi al sicuro, un quadro stranamente familiare che ricorda moltissimo Gotham City in Batman.

In questo contesto di corruzione e pericolo, il poliziotto migliore è Macbeth, ex tossico dal fosco passato e incline alla violenza. È lui a guidare la retata per sgominare una banda di trafficanti di droga nella zona del porto operazione che lo porta, finalmente, alla promozione tanto auspicata. Macbeth vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi tutto ciò che ha sempre sognato: una carriera prestigiosa, il potere, una vita migliore. Ma la tragedia è dietro l’angolo. Funestato dai dubbi e dalla paranoia, Macbeth, come il protagonista shakespeariano, comincia a ripiegarsi su sé stesso, consumato dall’ambizione che fa emergere tutta l’oscurità della sua anima. Il male che lo affligge pregiudica ogni aspetto della sua vita, anche il grande amore per Lady, personificazione della sua bramosia di elevarsi al di sopra della coltre delle persone comuni. Jo Nesbø riesce a rappresentare la più profonda oscurità dell’uomo assorbito dal proprio desiderio di grandezza, in un crime che lascia col fiato sospeso ed insinua nei lettori più di un dubbio sulla reale bontà e purezza dell’animo umano.

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