sabato 26 maggio 2018

Recensione libro: “La misura eroica” di Andrea Marcolongo

9 maggio 2018 by · Commenta 

Le leggi della fisica sono diverse da quelle della vita. La risorsa di un corpo umano immerso nell’acqua è quella di poter galleggiare senza fare proprio nulla – saper nuotare non conta.  Il principio di Archimede non si applica però all’esistenza: stare a galla per giorni, mesi, persino anni cullandoti in insicure certezze, in false convinzioni, in giochi di parole da poco significa essere infelici, impotenti – saper nuotare conta eccome in questo caso.

La misura eroica. Il mito degli argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare” di Andrea Marcolongo non descrive solamente il viaggio di Giasone con gli Argonauti, né l’amore del giovane per la bella Medea.  Al contrario è un’opera che, toccando un argomento che abbraccia tutta la storia dell’umanità, racconta il tragitto interiore che ognuno di noi percorre verso l’età adulta. Dopo l’amatissimo “La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco“, Marcolongo torna a stupirci intrecciando la storia di Giasone, già raccontata da Apollonio Rodio nelle Argonautiche, con la prosa disadorna di How to Abandon a Ship, un manuale inglese del 1942 che, a dispetto del suo titolo, fornisce molte indicazioni utili per sopravvivere ai naufragi in quel mare in tempesta che è la vita. In una forma narrativa che alterna il romanzo e il saggio, La misura eroica affronta con leggerezza e onestà alcuni sentimenti importantissimi  che nel corso della traversata ci si trova ad affrontare. Due in particolare:  paura e solitudine. Queste emozioni, molto temute degli esseri umani e fonte di profonda vergogna, andrebbero, invece, vissute appieno, ricordando che esse saranno il tramite del nostro mutamento. Infatti, alla fine del viaggio, saremo persone diversissime, viaggiatori  che hanno trovato una nuova dimensione di loro stessi.

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