giovedì 18 ottobre 2018

Recensione libro: “La scomparsa di Stephanie Mailer” di Joël Dicker

14 maggio 2018 by · Commenta 

Avevo pensato di trascorrere la mia ultima settimana da poliziotto passeggiando nei corridoi e bevendo caffè con i colleghi, in attesa dell’addio definitivo. Ma da tre giorni me ne stavo chiuso nel mio ufficio dalla  mattina alla sera, sprofondato nel fascicolo dell’indagine sul quadruplice omicidio del 1994, che avevo riesumato dagli archivi. L’incontro con quella Stephanie Mailer mi aveva scosso: riuscivo a pensare solo all’articolo che mi aveva dato e alla frase che mi aveva detto: “La risposta è sotto ai suoi occhi… Solo che non l’ha vista.”

 Joël Dicker concede una vacanza a Marcus Goldman, celebre protagonista di “La verità sul caso Harry Quebert” e “Il libro dei Baltimore”, e colloca il detective Jesse Rosenberg al centro del suo nuovo romanzo, “La scomparsa di Stephanie Mailer”.

 Tutto comincia nell’estate del 1994 quando, durante un festival teatrale, la cittadina di Orphea viene sconvolta da un quadruplice omicidio. A risolverlo sono due ambiziosi e giovanissimi agenti, Jesse Rosenberg  e  Derek Scott. Vent’anni dopo, Jesse, ora capitano della polizia, sta andando in pensione anticipata con il 100% di casi risolti. Ma è proprio durante i festeggiamenti in suo onore che Rosenberg viene avvicinato da Stephanie Mailer, una giornalista che sostiene, con un pizzico di malignità, che la sua perfetta media di indagini risolte sia stata intaccata da un unico errore commesso proprio vent’anni prima. Infatti, la giovane è convinta di avere le prove dell’innocenza dell’uomo indicato dal detective come responsabile dei quattro omicidi di Orphea. Il vero colpevole sarebbe ancora a piede libero. Rosenberg viene quindi messo di fronte ad una scelta: sfruttare il tempo che gli rimane per indagare o andare serenamente in pensione ignorando le supposizioni di Stephanie? Ma il dubbio è un tarlo che corrode la sua mente e la sua sicurezza spingendolo a riaprire un caso già chiuso. Il detective ricomincia a studiare il fascicolo, esaminando ogni pagina, ogni dettaglio, ogni possibile errore. È impegnato in questa frenetica ricerca quando viene informato della scomparsa di Stephanie Mailer. La sensazione che la ragazza si sia avvicinata troppo a qualcosa o a qualcuno convince il detective a tornare ad Orphea per investigare sul campo, nella speranza di ritrovare la giornalista e risolvere finalmente il vecchio caso.

Il libro appartiene al genere principe di Dicker che, dopo essersi cimentato in un romanzo storico, “Gli ultimi giorni dei nostri padri”, torna al crime, anche se in modo singolare, con un romanzo corale focalizzato non tanto sui delitti quanto sui rapporti tra i vari personaggi che concorrono, ognuno con un proprio personalissimo contributo, alla risoluzione dell’indagine. Scorrevole nonostante la sua mole (sono più di 700 pagine) “La scomparsa di Stephanie Mailer” è un thriller adrenalinico che cattura l’attenzione del lettore e la trattiene fino al suo sbalorditivo epilogo.

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