martedì 21 agosto 2018

Recensione libro: “Divorare il cielo” di Paolo Giordano

15 maggio 2018 by · Commenta 

˗ Hai mai visto una pianta che sta per morire? Magari di sete?

La Kenzia dei nostri vicini a Torino si era seccata sul balcone, i proprietari erano andati in vacanza senza preoccuparsene. Annuii.

­˗ A un certo punto le foglie si accartocciano, – proseguì, – i rami si afflosciano e la pianta diventa una cosa misera. La vita l’ha già abbandonata. Lo stesso succede ai nostri corpi quando l’anima li lascia, – mi viene un po’ più vicino con la testa. ˗  Ma c’è qualcosa che non ti hanno insegnato al catechismo. Noi non moriamo, Teresa, perché le anime migrano. Ognuno ha molte vite alle spalle e molte altre davanti a sé, come uomo, donna, animale. Anche queste povere rane.

 Sono passati dieci anni da quando un giovanissimo Paolo Giordano ha vinto il Premio Strega 2008 con il suo romanzo di esordio, “La solitudine dei numeri primi”. A distanza di quattro anni dalla sua ultima opera, Giordano torna per raccontarci la giovinezza e il desiderio di trasgredire in “Divorare il cielo”, edito da Einaudi.

In questa nuova opera incontriamo Teresa, adolescente torinese di origini pugliesi, costretta a trascorrere le estati con la nonna e il padre a Speziale. Passare le vacanze in Puglia tra ulivi e mandorle da sgusciare le sembra estremamente noioso, fino a che non incontra Nicola, Bern e Tommaso. La prima volta che Teresa li vede stanno nuotando in piscina, nudi, e c’è qualcosa in loro che la cattura e quasi la ipnotizza. Si ferma ad osservarli, turbata dai loro corpi e dal legame che sembra unirli. I tre ragazzi “della masseria” sono diversissimi da lei, non vanno a scuola, vivono in una sorta di comune, sono fortemente legati alla loro terra. Ma Teresa è attratta da quella alterità come da una calamita, ed inizia a trascorrere con loro ogni istante di quell’estate e di quelle che seguono, bevendo birra allo Scalo, correndo in mezzo all’erba secca, esplorando i canneti. La ragazza, legatissima ad ognuno dei tre ragazzi, finisce per innamorarsi di Bern, il più ribelle e selvaggio, e costruisce con lui una relazione che, si illude, possa durare per sempre. Ma la vita, si sa, è imprevedibile e non sempre giusta, e i giovani non sanno quanto lontano li porterà gli uni dagli altri.

Divorare il cielo racconta l’amore e l’amicizia, il legame profondo tra fratelli non di sangue ma di spirito, che trovano gli uni negli altri la famiglia e la stabilità che non hanno mai avuto. Nel libro, le trasgressioni, il desiderio e l’urgenza di distanziarsi dal modo di vivere dei propri padri si intrecciano con la necessità di provare un senso di appartenenza, quell’innato bisogno di fare parte di qualcosa che pervade ognuno di noi, in una contraddizione che esprime con lucidità e chiarezza l’incongruenza della vita.

Acquista ora “Divorare il cielo” con il 15% di sconto!

Share

Commenti