giovedì 18 ottobre 2018

Recensione libro: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman

17 maggio 2018 by · Commenta 

“Il tempo è scaduto, temo” disse, facendo un passo indietro per ammirare la sua opera. Mi porse uno specchietto. Quasi non mi riconobbi. La cicatrice era praticamente invisibile e gli occhi erano pesantemente sottolineati e orlati di carboncino, ricordandomi un programma che avevo visto recentemente sui lemuri.

“Be’, cosa ne pensi?”

“Assomiglio a un piccolo primate del Madagascar, o forse a un procione dell’America settentrionale”, commentai. “è incantevole!” Lei rise così forte che dovette accavallare le gambe, dopodiché mi scacciò dallo sgabello e mi indicò la porta. “Dovrei tentare di venderti i prodotti e i pennelli”, disse. “Se ne vuoi qualcuno, torna domani e chiedi di Irene!”

Annuii e salutai con un cenno. Chiunque fosse Irene, c’erano letteralmente più probabilità che da lei comprassi plutonio per la fabbricazione di armi nucleari.

 “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman è il caso editoriale dell’anno. Pubblicato in 35 paesi e da mesi in vetta alle classifiche, il romanzo racconta la storia di Eleanor, una trentenne di Glasgow con una routine molto rigida: ogni giorno si sveglia, va a lavoro, torna a casa e cura Polly, la pianta con la quale ha intense conversazioni. Non parla con nessuno, a pranzo fa le parole crociate, non esce mai e, quel che è peggio, dice sempre la verità. Eleanor, infatti, sembra non saper riconoscere le convenzioni sociali che invitano a tenere i propri pensieri per sé, il tatto per lei è solo assenza di sincerità. È precisa, non capisce i sottintesi né l’ironia e può sembrare presuntuosa e disadattata, ma finirete per innamorarvene. È un personaggio alla Sheldon Cooper, talmente fuori dal mondo da risultare, nel complesso, tenera e adorabile, convinta com’é di vivere bene all’interno della sua collaudata routine. Ma le basta assistere ad un atto casuale di autentica gentilezza che il suo sistema di valori comincia a creparsi e si instilla in lei il dubbio che ci sia molto altro nella vita che la sicurezza di un sistema ben consolidato. Grazie a questo evento riaffioreranno tutti i ricordi del passato della ragazza e avremo, finalmente, la risposta alle domande: dov’è finita la sua famiglia? Come si è bruciata il viso? E perché insiste nell’avere conversazioni telefoniche con una madre che la insulta e cerca di farla sentire miserabile e inetta?

 Il romanzo è un up-lit ed è facilissimo identificarsi nella sua protagonista, da subito le si vuole bene e si tifa per lei. “Eleanor Oliphant sta benissimo” è un libro vivace e piacevole, che aiuta ad apprezzare le altrui stramberie  e, perché no, le proprie.

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