sabato 22 settembre 2018

Recensione libro: “La donna alla finestra” di A.J. Finn

21 maggio 2018 by · Commenta 

Chi non ha familiarità con la psicoterapia dà spesso per scontato che il terapista sia pacato e sollecito; ti spalmi sul suo divano come burro su una fetta di pane tostato e ti sciogli. Non è necessariamente così. Prova numero 1: il dottor Julian Fielding. Tanto per cominciare, non c’è alcun divano. Ci sediamo ogni martedì nella biblioteca di Ed, il dottor Fielding nella poltrona accanto al caminetto, io nella bergère davanti alla finestra. E malgrado parli con calma, e la sua voce scricchioli come una vecchia porta, lui è preciso e pignolo, come dovrebbe essere ogni buon psichiatra. «Il tipo che esce dalla doccia per pisciare» l’ha definito Ed più di una volta.

New York, Anna Fox era una psichiatra infantile, sposata e con una figlia. Ora è un’agorafobica che non esce di casa da dieci mesi e ha l’abitudine di spiare i vicini con una Nikon D5500. Inizia così la storia che A.J. Finn ci racconta in “La donna alla finestra”. Il libro è già un best seller e i suoi diritti sono stati venduti alla FOX che realizzerà un film che avrà come protagonista Amy Adams, vincitrice di due Golden Globe .

 Anna è una donna intelligente, affascinante e tormentata. Dieci mesi fa è accaduto qualcosa che l’ha spinta a rinchiudersi in sé stessa e nella sua casa e da allora sopravvive solo grazie alle consegne a domicilio e al suo inquilino del seminterrato, David. Per passare il tempo gioca a scacchi on line, aiuta le persone con qualche disturbo psichiatrico in chat e spia i vicini. Ormai li conosce tutti a menadito: le loro abitudini, i vizi, le storie extraconiugali. Ma ci sono dei nuovi dirimpettai, i Russel, una coppia con un figlio adolescente, Ethan. Sembrano gentili, la signora Russel manda addirittura il figlio a casa di Anna perché le porti un regalo. La donna quasi si annoia a spiarli, finché una sera, annebbiata dal vino che consuma in grandi quantità, si affaccia alla finestra e vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Terrorizzata, Anna chiama la polizia che non la ritiene molto affidabile, al contrario, si convince del fatto che sia mezza matta. Ma la sua mente di psichiatra le dice che anche se psicofarmaci e vino non sono di certo una combinazione vincente, non possono averla indotta ad immaginare qualcuno che non esiste. Sceglie quindi di indagare per proprio conto, ma sembra che la verità continui a sfuggirle. Quasi si convince di essere fuori di senno. Ma se non fosse lei la pazza? Se fosse qualcuno così malato e perverso da riuscire a far credere alla polizia che lei abbia immaginato tutto?

“La donna alla finestra” è un noir alla Hitchcock, inquietante come il grande Psycho, sottile come La finestra sul cortile, ti porta dentro alla mente contorta e annebbiata della protagonista. Il romanzo incalza il lettore in un crescendo di ansia e di dubbio fino alla fine, che lascia, semplicemente, senza parole.

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