lunedì 17 dicembre 2018

Recensione libro: “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale” di Alessandro Leogrande

22 maggio 2018 by · Commenta 

Caro straniero, per quanto l’uomo non sia affatto instancabile e qualche volta sia costretto a fermarsi, ciò che egli produce, spesso insensatamente, ha il potere di sfidare ad armi pari il logorio del tempo. La fabbrica non dorme mai. È un concetto, questo, che ho fisso in testa, credo da sempre. L’imponenza degli altiforni, il loro eterno lavorio, è un’immagine costante delle notti tarantine, quando il cielo in profondità si tinge di rosso e le stelle, ormai da anni, non si vedono più.

Alessandro Leogrande è stato un grande intellettuale del nostro tempo. Già autore di “La frontiera” e “Fumo sulla città” era giornalista, studioso, ma soprattutto profondo conoscitore della sua città d’origine, Taranto. Quest’opera, “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale”, raccoglie proprio gli scritti imperniati su Taranto, sui politici, il modo in cui si è dissennatamente sviluppata negli anni ’60 e ’70 e sull’Ilva, che ancora oggi miete vittime tra i suoi lavoratori. Leogrande passa da un argomento all’altro con grande maestria e competenza, ma soprattutto con quella capacità di approfondire eventi complessi senza diventare dogmatico e illeggibile. È un libro godibile a livello stilistico, ma che ha la forza di un pugno nello stomaco, perché a leggere i brani di questa raccolta uno di seguito all’altro, si capisce finalmente quanto il tessuto della società tarantina, e italiana, sia formato da un intreccio di corruzione, mafia ed illegalità infiltrato in ogni cosa, dall’edilizia alla politica. Ma nei quadri dipinti da Leogrande non c’è solo politica, ma anche la gente comune, così difforme da chi dovrebbe rappresentarla, con le sue opinioni, il suo modo di fare, la sua onestà.

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