sabato 22 settembre 2018

Recensione libro: “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio

25 maggio 2018 by · Commenta 

Restò a guardare svagatamente l’animazione di signore e serve, che chiuse in scialli o in informi mantelle, si accalcavano attorno alle bancarelle. Il passo sfrontato e il ciuffo di capelli ricci- che, per civetteria o distrazione, usciva prepotente da sotto un cappellino a cuffietta di una giovane donna – attrassero la sua attenzione. Come rispondendo a un muto richiamo la donna si voltò verso di lui, sostenendo a lungo, e senza imbarazzo, il suo sguardo, e sorridendogli ammiccante infine. Lei! L’aveva già incontrata, nell’ufficio passaporti di Marsiglia…Le era quasi caduto addosso, entrando; si era galantemente scusato, dicendole che quello scontro poteva diventare l’inizio di un incontro.

Maria Attanasio in “La ragazza di Marsiglia”, recupera e rivaluta una figura storica ormai quasi del tutto dimenticata, quella di Rosalia Montmasson Crispi.

Siamo in pieno Risorgimento e la spedizione dei Mille è di là da venire quando il giovane Crispi incontra, per le strade di Marsiglia, un’affascinante fanciulla che lo attrae irrefrenabilmente. La ragazza è  Rose Montmasson, nota come Rosalia, fuggita dalla Savoia e dal padre violento e approdata a Marsiglia, dove si mantiene grazie al lavoro di stiratrice. Di lì a poco tra i due inizierà una relazione passionale che alimenterà un altro fuoco che arde in entrambi, quello della rivoluzione. La coppia diventerà ben presto inseparabile a Londra, dove saranno intimi di Mazzini, a Parigi e a Malta, dove Rosalia, ormai moglie di Crispi, incontrerà altri esuli italiani e parteciperà alle riunioni incentrate sul comune obiettivo di costruire un’Italia unita.

Rosalia non è il tipo di donna che si adatta al ruolo di angelo del focolare, al contrario collabora mettendo in pericolo la sua stessa vita per  consegnare messaggi, volantini e armi ai cospiratori, ed è una presenza così preziosa da ottenere da Giuseppe Garibaldi il permesso di partire, unica donna, con la spedizione dei Mille. Il ruolo che ricopre è principalmente quello di infermiera: a Calatafimi soccorrerà i rivoluzionari anche durante la battaglia, guadagnandosi il soprannome di “angelo di Calatafimi”. Il suo matrimonio con Crispi, però, non sarà sempre fervore rivoluzionario e passione, Rosalia sarà infatti costretta a subire le molte infedeltà del suo coniuge, i figli illegittimi e la relazione di lunga durata con Lina Barbagallo che spingerà Crispi, ormai uomo di governo, ad appigliarsi a ridicoli cavilli legali per invalidare l’unione con la sua prima moglie. Madame Crispi, da quel momento, vivrà una vita ritirata, dimenticata dall’Italia che lei stessa aveva contribuito a creare.

Nel corso del romanzo si rimane stupiti dalla tenacia della protagonista, poco incline a sottomettersi al volere altrui, men che meno a quello del marito, e si finisce per provare una forte indignazione per il trattamento riservatole in vita e l’oblio a cui è stata costretta nella morte.

Acquista ora “La ragazza di Marsiglia” con il 15% di sconto!

Share

Commenti