lunedì 17 dicembre 2018

Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

25 maggio 2018 by · Commenta 

Qualcuno supera il limite per un semplice flirt, altri stanno invece cercando una via di fuga definitiva. L’infedeltà può essere una futile ribellione, innescata da disaffezione, desiderio di novità o dal bisogno di scoprire se si è ancora attraenti. Ma può anche regalare sensazioni mai provate, un amore travolgente che è impossibile negare. E, per quanto possa sembrare paradossale, c’è chi tradisce per proteggere la propria unione. D’altro canto, quando una relazione diventa violenta, la trasgressione può essere una forza generativa. La sbandata può essere il segnale d’allarme di un bisogno urgente di attenzioni, oppure la campana a morto che segue l’ultimo rantolo di una relazione.

Esther Perel, psicoterapeuta belga trapiantata a New York, già autrice di “L’intelligenza erotica”, torna a parlarci dei problemi di coppia in “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà”, incentrato sulla tematica del tradimento, sulle sue conseguenze e sulle potenzialità come catalizzatore della rinascita di un matrimonio. Il saggio non offre una serie di risposte per superare la scoperta di una relazione extraconiugale, al contrario, aiuta a riconsiderare tutte le configurazioni mentali e i preconcetti culturali e sociali che ci spingono a condannare a priori l’infedeltà, incamminandoci immediatamente sulla strada del divorzio, spesso senza nemmeno considerare la possibilità di un dialogo chiarificatore.

Le difficoltà iniziano già a partire dal tentativo di definire il tradimento: Il porno è venir meno alla fedeltà? Avere rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso quando si è eterosessuali è una violazione della fiducia? E le avventure emotive? Queste, come insegna Perel, sono questioni che andrebbero chiarite all’interno della coppia, che può talvolta scegliere una monogamia più fluida di quella tradizionale. “Sesso e sotterfugi creano un cocktail delizioso” scrive la giornalista Julia Keller, ma se non si è d’accordo sul concetto di fedeltà, la mistura può diventare esplosiva e in grado di far detonare rovinosamente anni di recriminazioni represse e rancore malcelato. Quello che Perel consiglia di fare, in questo caso, è sfogarsi, recuperare la calma, cercare di perdonarsi, e guardare al proprio rapporto con lucidità per capire se ci sia qualcosa da salvare, o, viceversa, cercare di accettare quanto più serenamente possibile la fine di un amore senza per forza demolire ciò che di buono c’è stato. A tal proposito la psicoterapeuta sottolinea l’importanza dei riti, fondamentali nel celebrare l’inizio di un amore o di una vita insieme e necessari anche per marcarne la fine e preservare la memoria del tratto di strada compiuto insieme. Importante è, infine, non cercare di preservare un rapporto mettendo sé stessi e il partner sotto un campana di vetro, privandosi di amici attraenti, di impegni mondani o di opportunità di evasione, perché una relazione dovrebbe arricchirci e contribuire alla nostra serenità, non essere una forma di prigionia.

Nel complesso Esther Perel fornisce una guida non per superare il tradimento, ma per comprenderlo, per affrontare il dolore e il rimorso in modo costruttivo e ottenere dal proprio rapporto ciò di cui si ha realmente bisogno.

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