sabato 22 settembre 2018

Recensione libro: “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” di Edoardo Montolli

29 maggio 2018 by · Commenta 

Le due agende di Giovanni Falcone raccontano molto degli ultimi mesi di vita del giudice. In particolare dei suoi stretti rapporti all’interno delle istituzioni, quelli con Calogero Mannino, Salvo Andò, Claudio Martelli, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti, tutti cerificati da Genchi negli appuntamenti, dai numeri di telefono e dai tabulati. Eppur, nei periodi immediatamente successivi alla strage, ma anche negli ultimi anni a venire, si dirà tutt’altro.

Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta, ha analizzato le agende per otto lunghi anni e in “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” collega gli appunti del magistrato con i fatti noti e le testimonianze dei pentiti, sottolineando incongruenze e mancanze e tracciando un quadro che sembra collocare l’omicidio di Falcone, della moglie e della sua scorta, all’interno di un progetto di destabilizzazione più ampio.

La strenua battaglia intrapresa contro la mafia da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino ha riempito le pagine della cronaca per anni: i due magistrati, originari dello stesso quartiere di Palermo e amici fin dall’infanzia, collaborarono a lungo con il pool antimafia inseguendo il sogno di restituire la Sicilia ai cittadini onesti. Contrastare la mafia, però, è un lavoro pericoloso e furono proprio i loro successi a metterli nel mirino di Cosa nostra che li fece assassinare nel 1992 nelle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Le agende personali che Falcone e Borsellino erano soliti tenere sono quindi documenti dalla capitale importanza: quella di Borsellino è scomparsa nel nulla, e quelle di Falcone, esaminate dai periti Gioacchino Genchi e Luciano Petrini, nonostante presentino interruzioni sospette, fanno emergere alcuni importanti interrogativi: Come poteva la mafia essere a conoscenza delle date e degli orari precisi del viaggio di Falcone da Roma a Palermo? Chi aveva incontrato il magistrato a Washington tra il 28 aprile e il primo maggio di quell’anno? Cosa era emerso dagli incontri tra il giudice e i funzionari russi organizzati per indagare sui finanziamenti clandestini del Pcus al Pci?

Montolli, in questa sua analisi, evidenzia molte delle zone d’ombra ancora esistenti e invita a riconsiderare il valore giudiziario delle agende che potrebbero essere in grado di far luce su alcune questioni tuttora irrisolte.

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