lunedì 17 dicembre 2018

Recensione libro: “Due sirene in un bicchiere” di Federica Brunini

4 giugno 2018 by · Commenta 

Dana era china sul tagliere di frutta e verdura che avrebbe presto sminuzzato, centrifugato e miscelato con spezie e polveri fino a farne uno dei suoi celebri beveroni detox. Era convinta che il cibo fosse, prima di tutto, nutrimento dell’anima e che dovesse essere preparato con tutto l’amore e la gioia possibili. “Non c’è nulla di peggio di un piatto triste, per quanto buono” spiegava sempre a Tamara. Era contenta che nel gruppo ci fosse anche una cuoca come Olivia, con la quale sperava di poter condividere qualche segreto e ricetta. Nel complesso, le sembrava che gli ospiti avessero brillantemente superato il primo schema nel gioco delle geometrie umane.

Esiste un posto dove si può rifugiare chi è stanco della propria vita e Federica Brunini ce lo racconta nel suo ultimo romanzo “Due sirene in un bicchiere”. Al B&B delle sirene stanche non si va per piacere o turismo, né per intraprendere un viaggio culturale. Recarsi in questo luogo sperduto è una scelta che si compie per cambiare vita, sfogarsi, liberarsi dallo stress, ricostruire la propria esistenza, soddisfare la necessità di respirare dopo una vita trascorsa in apnea. Per questo Dana e Tamara, le due donne che lo gestiscono, non hanno un sito internet, non sono su Facebook né su Instagram, non ricevono prenotazioni online. Per soggiornare nel loro B&B situato su uno sperduto isolotto  del Mediterraneo, occorre scrivere una lettera vergata a mano, nella quale vengano chiarite le motivazioni del soggiorno, e attendere pazientemente che una risposta si presenti in una busta azzurro mare sigillata da una sirena. È così che i nostri protagonisti si ritrovano a condividere un soggiorno che ha lo scopo di dare nuovo slancio alla loro esistenza. Jonas è un pilota australiano che ha appena perso la madre per una leucemia, Olivia una chef con un divorzio doloroso e un ex-marito che si è rifatto una vita ma insiste a condividere con lei la proprietà del suo ristorante, Eva è una giornalista a caccia di uno scoop e Lara e Lisa sono due gemelle che non si somigliano in nulla, ossessionata dai social e superficiale la prima, triste e devastata da un matrimonio mancato la seconda. Sono persone diversissime, accomunate solo dal dolore della perdita che in qualche modo li ha spezzati, privandoli delle emozioni e dei sogni che non sono più in grado di coltivare. Il loro è un percorso di scoperta e rinascita e a guidarli con meditazione, yoga e centrifugati bio sarà proprio Dana, trentaduenne direttrice della locanda con la vocazione di raddrizzare le vite degli altri. Con Tamara invece la storia è ben diversa, anche lei gestisce il B&B ma è la prima a violarne le regole, si è nascosta su quell’isola che è per lei come un carapace, rifiutandosi di affrontare il passato o fare progetti per il futuro. Ma cosa succede quando passato e futuro entrano in rotta di collisione? Tamara e i suoi ospiti non potranno più negare gli avvenimenti che li hanno condotti sull’isola e dovranno guardare in faccia i loro errori e le loro mancanze per permettere al futuro di germogliare anche sull’arida roccia.

“Due sirene in un bicchiere” è un romanzo leggero, ma non privo di verità, che prima di tutto ci insegna che accettare ciò che siamo e ad abbracciare ciò che è stato come un vecchio amico che ci conosce tanto bene da mettere a nudo le nostre fragilità.

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