lunedì 17 dicembre 2018

Recensione libro: “L’unico ricordo di Flora Banks” di Emily Barr

4 giugno 2018 by · Commenta 

La musica è troppo alta, la sala troppo affollata, e sembra che in questa casa ci siano più persone di quante possa conoscerne un essere umano. Le note basse mi vibrano nelle ossa. È un po’ che sono rintanata in un angolo: faccio un respiro profondo e mi faccio largo tra gente che non conosco. Mi guardo la mano. C’è scritto FESTA in grosse lettere nere. Fin qui ci arrivo, ma non so come mai sono qui.

Chi di noi riesce ad immaginare di svegliarsi una mattina privato dei propri ricordi, senza nemmeno sapere dove si trova e perché? È precisamente così che vive la protagonista del romanzo di Emily Barr “L’unico ricordo di Flora Banks”. Flora è una diciassettenne della Cornovaglia che dall’età di dieci anni vive con la memoria a breve termine danneggiata e dimentica ogni cosa in brevissimo tempo. Solo i ricordi della sua infanzia sono intatti, tutto il resto viene cancellato e la ragazza, per ricordarlo, deve scriverlo su un quaderno e, all’occorrenza, su braccia e mani, dove già spicca un tatuaggio che recita “Ti chiami Flora Banks. Sii coraggiosa”. Le uniche persone di cui si ricorda sono quelle che conosce fin dall’infanzia: i genitori, il fratello Jacob e Paige, la paziente migliore amica che la assiste assicurandosi che niente di brutto le possa accadere.

L’esistenza di Flora si riduce a questo, almeno fino a quando ha un incontro casuale con Drake, il ragazzo di Paige. Lui la avvicina, lei lo riconosce solo grazie ad un appunto sulla mano. Quando Drake all’improvviso la bacia, Flora per la prima volta non si sente più una bambina di dieci anni, ma un’adolescente in piena tempesta ormonale. Peccato solo che sia condannata a dimenticare l’episodio nel giro di poche ore. O forse no? La ragazza, infatti, si sveglia la mattina successiva con la mente rivolta a quell’unico bacio rubato e al fidanzato della sua amica, ormai lontano. Di tutti gli avvenimenti perduti che il suo cervello si ostina a non ricordare, il bacio è l’unico incredibilmente vivido, scintillante e reale, assurdamente scolpito nella sua memoria. Flora comincia quindi a porsi delle domande, per la prima volta ha un segreto che appartiene solo a lei e non vuole condividerlo né con i suoi genitori, né con Paige, per ovvi motivi. La ragazza sa bene a chi vorrebbe raccontare l’episodio, ma suo fratello è in Francia, lontano centinaia e centinaia di chilometri. È proprio lui, però, a lanciarle un inaspettato e involontario salvagente che le permetterà di esplorare le sue capacità cognitive. All’improvviso Jacob scopre di essere malato e i suoi genitori decidono di lasciare Flora in Cornovaglia e andare a Parigi per assisterlo. La giovane si trova quindi fuori dalla morbida bambagia nella quale sua madre l’ha costretta a vivere e può assaporare una libertà inedita che le consente lo spazio per ricercare la verità: sulle sue reali condizioni, sui sentimenti che Drake, ormai partito per le sperdute isole Svalbard, sostiene di provare per lei e sul suo passato, in modo da cercare di costruirsi un’esistenza nuova che ricolleghi la bambina che è stata con l’adolescente smemorata che è.

“L’unico ricordo di Flora Banks” è un libro emozionante, complesso, che unisce la  resa degli intensi sentimenti adolescenziali alle emozioni di un mystery. Perché per scoprire cosa le sia davvero successo tanti anni prima, Flora dovrà improvvisarsi detective e riprendersi ogni singola informazione perduta.

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