martedì 21 agosto 2018

Recensione libro: “Mamme coraggiose per figli ribelli” di Giada Sundas

7 giugno 2018 by · Commenta 

Il nostro pediatra è il sogno erotico di tutte le madri del circondario. Arriva in sella a una Harley-Davidson nera lucida con l’adesivo HASTA IL PARACETAMOLO SIEMPRE; indossa pantaloni di pelle e camicia sbottonata anche a gennaio, avido di vitamina D; sull’avambraccio ostenta orgoglioso un tatuaggio col bastone di Asclepio, mentre al collo porta uno stetoscopio di platino impreziosito da charms Pandora a forma di supposte di glicerina; nella valigetta trasporta magia e bastoncini abbassalingua. Se gli viene posta una qualsiasi domanda, risponde citando gli annali dell’OMS in rime baciate.

  Giada Sundas ha una figlia di tre anni, Mya, ed è la mamma più famosa del web con la sua pagina Facebook da 32000 followers. Il successo è arrivato all’improvviso quando Giada ha cominciato a condividere le gioie  e i dolori dell’essere una mamma imperfetta, stanca, con i capelli spettinati e una casa in cui sembra sia esplosa una bomba. Una mamma ribelle che si oppone allo stereotipo che vorrebbe tutte le donne genitrici eccezionali, sorridenti, sempre pazienti e, come se non bastasse, compagne perfette. Nell’arco di poco più di anno la pagina è cresciuta ed è stata il punto di partenza per il suo romanzo d’esordio, “Le mamme ribelli non hanno paura”. Ora Giada torna con il suo secondo libro “Mamme coraggiose per figli ribelli”, in cui racconta, con grande ironia, la sua vita di mamma a tempo pieno attraverso aneddoti divertenti nei quali ogni mamma può rispecchiarsi e che insegnano che il ruolo del genitore si impara sul campo, un errore dopo l’altro, senza farsi condizionare dalle opinioni degli altri né permettendo a chicchessia di fare sentire le mamme “normali” inadeguate perché poco aderenti all’immagine patinata di riviste o telefilm.

Nessuno può minare l’innocenza dei bambini delle mamme social: per questo sono andate in comune a firmare un documento programmatico intitolato Noi il salame lo vogliamo a fette, per fermare lo scempio prima che i bambini tornino a casa deviati e vestiti di rosa, con le Hogan ai piedi e a cavallo di un pony arcobaleno.

 Così, tra un’accidentale diretta su fb attivata da Mya che mostra a 2000 persone la mamma in mutande, un viaggio in traghetto interminabile in cui la bambina è talmente eccitata da sembrare sotto l’effetto di qualche droga e un compagno che alla richiesta di trovare un medico alle tre di notte cerca il numero di Batman, Sundas riesce a far ridere e piangere quelle persone che, come lei, hanno scelto una versione più veritiera della maternità, dove se l’imperfezione è sempre presente, la accompagna la gioia di essere sé stesse e non il soggetto di una pubblicità anni ’50.

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