mercoledì 19 settembre 2018

Recensione libro: “La signora nel furgone e le sue conseguenze” di Alan Bennett

15 giugno 2018 by · Commenta 

Ottobre 1987. Sono stato all’estero a fare un film.

«Quando era in Iugoslavia ha visto la Vergine Maria?» mi ha chiesto Miss S. «No, direi di no».  «Ma se lì appare tutti i giorni, da un sacco di anni…». Insomma, mi sono perso la più grande attrazione locale.

È il 1969. Alan Bennett è un eclettico commediografo con molte opere in scena nel West End. Quando si trasferisce a Camden Town, la zona è popolata di attori, registi ed eccentrici di ogni genere che comprano bellissime villette vittoriane e le sventrano per farne moderni e ariosi open space. Ma è pochi mesi dopo il suo trasferimento che Bennett conoscerà un dirimpettaio talmente bizzarro da eclissare tutti gli altri: in Gloucester Crescent arriva, infatti, Mrs Shepherd, un’anziana senzatetto che decide di parcheggiare il suo scalcinato van Bedford proprio davanti alla casa del nostro autore. Anche se il vicinato tollera a malapena la donna, Bennett, in un istante di follia, decide di proporle di parcheggiare il furgone nel suo vialetto, in modo da metterla a riparo da bulli e vandali e darle un indirizzo fisso che le consenta di chiedere un sussidio. Un accordo che dovrebbe durare pochi mesi si trasforma così in un’amicizia assolutamente anticonvenzionale che continuerà per ben quindici anni, fino alla morte della donna.

 Mrs S. non è una vecchina dolce e gentile: è burbera, ingrata, odia i bambini e tollera a malapena tutti gli altri. Ma c’è qualcosa in lei che suscita la curiosità di Bennett, forse la sua vena umoristica, le sue idee bizzarre, come quella di attaccare la moquette sul tetto del van per attutire il rumore della pioggia o i segreti che nasconde, il passato che non vuole rivelare. Per quale motivo, altrimenti, una signora di buona famiglia, educata nelle migliori scuole, dovrebbe decidere di abbandonare la sua esistenza precedente per condurne una completamente diversa vivendo in un furgone e spostandosi per il paese senza fissa dimora?

Miss S. vuole mettere una coperta sul tetto del furgone (oltre alla moquette) per attutire il rumore della pioggia. Le faccio presente che tra qualche settimana sarà marcia. «Ma no», dice «solo un po’ stagionata». Stamattina è seduta nel furgone con lo sportello aperto. Mentre lo aggiro butta fuori una scatola vuota di Ariel. La coperta, stesa su uno dei suoi passeggini, è cosparsa di detersivo. «L’ha rovesciato?» domando. «Ma no!» risponde spazientita. «È detersivo! Così appena piove la coperta si lava, no?» Mentre lavoro, seduto al mio tavolo, la vedo china sul passeggino: sta distribuendo uniformemente le scaglie sulla coperta. Per ora non sono previsti rovesci.

 Solo dopo la morte della donna il commediografo avrà l’occasione di scoprire alcuni dei segreti di Mrs S., svelati dalle suore che avevano condiviso con lei il periodo nel noviziato (poi abbandonato). Ma nonostante i due non si confidino mai, la loro amicizia è basata su autentico affetto, celato sotto strati e strati di british humour. Quando la donna si ammala, Bennett si prende cura di lei come può, cercando in lei una forma di riscatto dal senso di colpa che lo attanaglia per non essere riuscito ad accudire la madre, malata di demenza.

Ne “La signora nel furgone e le sue conseguenze”, l’autore delinea un personaggio vividissimo e spassoso, inconsueto e surreale che ha ispirato il film omonimo del 2015 che vede Maggie Smith nel ruolo di Mrs S. Il libro, introdotto da un brano inedito di Bennett, affianca il romanzo alla sceneggiatura del film, e il confronto tra i due testi fa emergere, ancora più prepotentemente, l’originalità e l’irriverenza di un personaggio che è emblema di quegli istanti in grado di modificare il corso del nostro destino per sempre.

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