mercoledì 18 luglio 2018

Recensione libro: “Ricordati di sorridere” di Daniele Di Benedetti

Recensione libro: “Ricordati di sorridere” di Daniele Di Benedetti

17 luglio 2018 by · Commenta 

Non possiamo cambiare ciò che non accettiamo. Se non ci assumiamo la responsabilità di ciò che accade, ci mettiamo in condizione di non poter intervenire. Al contrario, dal momento in cui accettiamo una cosa come vera, reale, possiamo influenzarla.

Daniele Di Benedetti ama definirsi “un risvegliatore”, un generatore di risvegli interiori, in grado, con i suoi video, libri, eventi di destare una coscienza dormiente indirizzandola su nuovi binari, che portino alla realizzazione dei propri obiettivi e alla serenità. È proprio su questo argomento che è incentrata la sua ultima pubblicazione “Ricordati di sorridere” edita da Mondadori. Nel libro, Di Benedetti, già autore di “La salute è il primo passo verso il successo. Strategie per ritrovare e mantenere il benessere fisico e mentale”, sostiene che la felicità non sia un traguardo che si avrà la possibilità di raggiungere solo grazie ad una carriera sfolgorante o ad una serie di traguardi conseguiti, ma una stato mentale che…continua a leggere

Recensione libro: “La lettera d’amore” di Lucinda Riley

Recensione libro: “La lettera d’amore” di Lucinda Riley

17 luglio 2018 by · Commenta 

Un cigolio alle sue spalle distrasse Joanna, che si voltò e vide aprirsi la porta della chiesa. L’usciere entrò spingendo qualcuno su una sedia a rotelle, che abbandonò proprio accanto alla fila di panche su cui era seduta. Mentre l’uomo si allontanava udì un rantolo e la sua tosse le parve improvvisamente cosa da poco. La signora accanto a lei sembrava essere preda di un attacco di asma. Guardava oltre la spalla della ragazza, con lo sguardo fisso sulla persona che era appena arrivata.

Quella che Lucinda Riley ci racconta in “La lettera d’amore” è una storia nella quale si mescolano la realtà  e la finzione, in un mondo che vede un principe, terzo in successione al trono inglese innamorarsi di una bellissima attrice dal passato non proprio immacolato (non è una situazione che vi risulta familiare?) e una giornalista cercare di scoprire i segreti e gli intrighi che la famiglia Harrison nasconde da sempre.

Joanna è una reporter alle prime armi. Per questo, nonostante l’influenza, viene mandata a seguire il funerale di un celeberrimo attore, morto alla veneranda età di novantacinque anni, Sir James Harrison. Il suo compito dovrebbe essere quello di tentare di ottenere un’intervista con Zoe, la nipote/attrice del defunto, ragazza-madre di un bambino di dieci anni la cui paternità non è mai stata resa pubblica, o Marcus, il suo scapestrato fratello, pecora nera della famiglia. Ma, quando l’anziana Rose ha un mancamento e chiede alla giovane giornalista del Morning Mail di accompagnarla a casa…continua a leggere

Recensione libro: “Ogni respiro” di Nicholas Sparks

Recensione libro: “Ogni respiro” di Nicholas Sparks

12 luglio 2018 by · Commenta 

L’uomo le andava incontro con il passo agile ed elegante di un felino. Indossava jeans scoloriti e una camicia bianca sportiva con le maniche arrotolate. Mentre le si avvicinava, Hope notò che era sbottonata sul davanti, e lasciava intravedere i muscoli del petto.  Evidentemente faceva parecchio esercizio fisico e una vita attiva. Aveva gli occhi azzurro scuro, il colore del cielo nel tardo pomeriggio, e i capelli neri che cominciavano a ingrigire sulle tempie. Quando le sorrise timido, Hope notò una fossetta sul mento e un’inspiegabile familiarità nella sua espressione, come se lo conoscesse da una vita.

Nicholas Sparks, cantore dell’amore romantico torna con “Ogni respiro”. Tru è una guida di safari in Zimbabwe, proviene da una famiglia ricca, anzi, ricchissima, e suo nonno, il Colonnello, ha costruito l’attività di famiglia con il sangue e l’intimidazione. Per questo Tru, dopo la morte della madre, ha scelto di abbandonare la casa di famiglia e rifugiarsi nella savana, facendo un lavoro che prevede di avere sempre il fucile in spalla. La sua vita scorre tra leoni, zebre, chitarre e disegni, una passione ereditata dalla madre, quando, all’improvviso, riceve una lettera dal padre che non ha mai conosciuto, un americano, con un biglietto aereo per il North Carolina. L’uomo, gravemente malato, ha appreso solo di recente dell’esistenza del figlio, e vorrebbe conoscerlo. Tru non ha mai visitato gli Stati Uniti, ma decide di affrontare un viaggio lunghissimo per conoscere il genitore.  È a Sunset Beach, nella contea di Brunswick, da appena mezza giornata quando, scendendo in spiaggia, incontra una donna, Hope. Lei è del tutto diversa da lui, un’infermiera incastrata in una relazione…continua a leggere

Recensione libro: “Anatomia di uno scandalo” di Sarah Vaughan

Recensione libro: “Anatomia di uno scandalo” di Sarah Vaughan

11 luglio 2018 by · Commenta 

Olivia è il ritratto dell’innocenza, o quanto meno sembra più innocente di quanto ci si aspetterebbe da una giovane donna di quasi trent’anni che si è messa con un uomo sposato. Indossa un vestitino semplice, con il colletto piatto. Forse ha un po’ esagerato, eppure funziona. È abbastanza magra da sembrare quasi androgina, eterea; un corpo del tutto asessuato. I piccoli seni – brancicati e addentati, come tra poco sosterrà la pubblica accusa – sprofondati nel tessuto blu scuro; le lunghe gambe nascoste dalla sponda di legno. Non il minimo accenno ad una sessualità esplicita, tentatrice.

James Whitehouse ha una vita perfetta. È sottosegretario al ministero dell’Interno, ha una moglie splendida, Sophie, conosciuta al college e due bambini adorabili. È un uomo bello, potente, realizzato. Ma forse anche uno stupratore. Questa è l’accusa che gli viene mossa da una delle sue assistenti, Olivia. La ragazza, con cui Whitehouse avrebbe avuto una relazione, scatena un pandemonio denunciando il fatto che, dopo la loro rottura, lui avrebbe approfittato di lei dentro ad un ascensore nonostante la ragazza l’avesse implorato più volte di fermarsi. Il processo si prevede difficile per l’accusa, sostenuta da Kate, un’avvocatessa molto famosa per la sua tenacia e per l’inflessibilità, che ha già fatto la conoscenza di Whitehouse molto tempo prima…continua a leggere

Recensione libro: “Hippie” di Paulo Coelho

Recensione libro: “Hippie” di Paulo Coelho

11 luglio 2018 by · Commenta 

Karla si fermò a comprare dei fiori. Senza chiedere che glieli confezionassero, ne prese alcuni e li infilò tra i suoi capelli e quelli di Paulo. Era un gesto che, lungi dall’apparire ridicolo, intendeva celebrare una piccola conquista della vita, proprio come i greci facevano millenni or sono con i vincitori e gli eroi, sostituendo l’oro con corone di lauro – anche se appassivano, i serti erano leggeri e non richiedevano una sorveglianza attenta. Molti giovani portavano fiori tra i capelli , e sembravano offrire al mondo una nuova speranza.

Paulo Coelho, autore record da 150 milioni di copie vendute, si racconta nel più autobiografico dei suoi lavori, “Hippie” edito da La nave di Teseo.

Paulo è un ragazzo brasiliano alla ricerca di sé stesso. Fin da giovanissimo ha rifiutato la cultura borghese che i suoi genitori avevano cercato di imporgli con una forza tale da considerare la sua ribellione una malattia mentale e da sottoporlo all’elettroshock, per curarla. Ormai ben più che maggiorenne, Paulo decide di sposare la filosofia hippie girando per il mondo con l’autostop, visitando ciò che capita, ma tenendo a mente due mete immancabili: piazza Dam, ad Amsterdam e Piccadilly Circus, a Londra. Nel corso delle sue peregrinazioni incontra persone di ogni nazionalità, tutte in cerca di qualcosa: pace, amore, completezza. Quando finalmente approda ad Amsterdam…continua a leggere

Recensione libro: “Le sorelle Donguri” di Banana Yoshimoto

Recensione libro: “Le sorelle Donguri” di Banana Yoshimoto

11 luglio 2018 by · Commenta 

Siamo le sorelle Donguri. Siamo due sorelle che esistono solo tra queste pagine. Vi succede mai di sentirvi meglio dopo aver scambiato con qualcuno messaggi su cose di poca importanza? Scriveteci quando volete. Avete a disposizione un numero limitato di caratteri ma potete scriverci tutto ciò che vi passa per la testa. Potrebbe volerci del tempo ma risponderemo a tutti.

Guriko è la voce narrante di “Le sorelle Donguri” ultimo romanzo della celebre autrice Banana Yoshimoto. La ragazza è una trentenne di Tokyo, malinconica e con una leggera agorafobia, rimasta orfana giovanissima. Sua sorella maggiore, Donko, è completamente differente: espansiva ed energica, risoluta e volitiva, non è possibile immaginare due sorelle più diverse. Ma una cosa in comune ce l’hanno, gestiscono insieme un sito di posta del cuore, Le sorelle Donguri, dato dalla fusione dei loro nomi…continua a leggere

Vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

Vincitore del Premio Strega 2018: “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

9 luglio 2018 by · Commenta 

La piccola Gerda nel costume alla marinaretta, il piccolo seno che svanisce tra le righe, le palpebre serrate, la bocca aggricciata, sembra un bambino che non si può toccare. Andrè farfuglia qualcosa in ungherese, pianissimo. «Cosa?» «Niente.» «Lo sai, non vale.» «Èletem. Si usa come ‘mein Schaltz’… più o meno.» Gerda lo scruta mentre gli ripete la parola con una serenità traslucida. «Andava bene?» «Perfetto» «Facile per essere magiaro. Che cosa ho detto?» «Vita mia» risponde Friedmann e prende fiato.

Friedmann è Robert Capa, fotografo di guerra saltato in aria su una mina nel 1954, in Vietnam, Gerda è Gerda Taro, al secolo Gerta Pohorylle, fotografa di guerra tedesca finita, non ancora ventisettenne, sotto il cingolato di un carro armato. La storia della giovane raccontata in “La ragazza con la Leica” è quella della prima fotografa donna a cadere sul campo di battaglia, sconosciuta a molti. Gerda, infatti, è passata alla storia come l’amore della vita di Robert Capa, ma era molto più di questo. Donna rivoluzionaria, precorritrice dei tempi, incredibilmente moderna, una polacca di origine ebrea fuggita dalla Germania negli anni ’20 che per mantenersi aveva fatto un’infinità di lavori, modella, dattilografa, contabile, per approdare infine, proprio grazie alla vicinanza di Capa, alla fotografia, sua vera vocazione. Dai ricordi di chi l’ha conosciuta emerge un ritratto potente ed incisivo…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “Resto qui” di Marco Balzano

Cinquina finalista Premio Strega: “Resto qui” di Marco Balzano

9 luglio 2018 by · Commenta 

Le campane suonavano in lontananza e, chissà, forse quando rintoccano per l’ultima volta fanno un suono diverso, perché quella mattina mi sembrava che intonassero una musica in cui ripercorrevo la mia vita a Curon, che è stata una vita dura ma sopportabile perché anche i dolori più osceni come la tua scomparsa li ho vissuti insieme a tuo padre e non mi sono mai sentita sconfitta fino a voler dare la vita ai cani. Ci avessero domandato quel giorno qual era il nostro desiderio più grande, avremmo risposto che era continuare a vivere a Curon, in quel paese senza possibilità da dove i giovani erano scappati e tanti soldati non erano più tornati.

La storia che Marco Balzano racconta in “Resto qui”, romanzo che si è piazzato al secondo posto al Premio Strega 2018, è triste e, purtroppo, vera. Riguarda il borgo di Curon, in Val Venosta, che fino agli anni quaranta era costituito da masi, stalle, una chiesetta e un’osteria. La lingua parlata era il tedesco, la religione quella cristiana. La vita scorreva semplice e senza complicazioni per i contadini e gli artigiani della valle, impegnati a fare ciò che in quei luoghi si era  fatto per generazioni. Poi erano arrivati i fascisti e la loro assurda idea di costruire una diga e allagare la valle dove si trovava il paese. È contro questa decisione incomprensibile e completamente incurante della popolazione residente che Trina e Erich, protagonisti del romanzo, si scontrano per…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “Questa sera è già domani” di Lia Levi

Cinquina finalista Premio Strega: “Questa sera è già domani” di Lia Levi

9 luglio 2018 by · Commenta 

I provvedimenti contro gli ebrei continuavano a cadere a scansione lenta, come quei goccioloni radi ma già carichi che preludono alla tempesta. Si ritrovarono fradici senza neanche essersene accorti. Le Leggi diventarono operative ancor prima che fossero pubblicate. La lettera intestata della Demografia e razza la portò a casa Rimon un grosso carabiniere ansante per aver fatto le scale a piedi. Marc scrutò la busta, si lasciò andare sulla prima sedia che gli capitò e rimase a lungo muto, con il foglio che rischiava di sfuggirgli di mano. «Espulsione» scandì all’improvviso rompendo un silenzio che già si era fatto protettivo.

Quella della quale Lia Levi racconta in “Questa sera è già domani” è una famiglia ebrea come tante: Marc, un padre immigrato, una madre, Emilia, rigida ed attaccata alla sua terra oltre ogni logica, un figlio, Alessandro, considerato un piccolo genio. Sono persone comuni e la loro vita, in altre circostanze, sarebbe potuta scorrere con relativa tranquillità, appena sfiorata dagli avvenimenti storici circostanti. Non fosse per il fatto che è il 1938, e gli ebrei tedeschi ed austriaci stanno cercando un posto nel quale rifugiarsi perché l’occupazione tedesca e l’antisemitismo ormai dilagano. Trentadue paesi si riuniscono per capire come arginare questa diaspora improvvisa, ma nessuno si offre volontario. Gli italiani hanno ben poca percezione di questi avvenimenti perché…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” di Sandra Petrignani

Cinquina finalista Premio Strega: “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” di Sandra Petrignani

9 luglio 2018 by · Commenta 

Prima di tutto, Leone l’aveva esortata a scrivere racconti e romanzi perché aveva visto chiaramente in lei la natura dell’artista, del narratore. Ogni tanto lei dubita del proprio talento e pensa che non riuscirà più a scrivere. Ma poi succede qualcosa, sempre, che la riporta a se stessa, al suo mestiere, «per quanto piccolo, per quanto pulce o zanzara di scrittore» possa ritenere di essere, lei è sicuramente uno scrittore.

Sandra Petrignani racconta Natalia Ginzburg in “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” edito da Neri Pozza e finalista del Premio Strega 2018.  Nata a Palermo e cresciuta a Torino, la Ginzburg è stata una gran donna, scrittrice, consulente editoriale, ma anche un personaggio singolare, che ha vissuto ben più di una vita, e tutte con incredibile intensità. Figlia di Lidia e Giuseppe Levi, risulta un’anomalia fin da ragazzina, una somara negli studi, ma con un mondo interiore vasto e senza confini che la spinge verso la scrittura e la poesia. Non possiede la bellezza dirompente di sua sorella Paola, non condivide con la madre la passione per la moda e i salotti borghesi, al contrario si diverte a vestire male, con scarpe slabbrate…continua a leggere