mercoledì 18 luglio 2018

Recensione libro: “Hippie” di Paulo Coelho

11 luglio 2018 by · Commenta 

Karla si fermò a comprare dei fiori. Senza chiedere che glieli confezionassero, ne prese alcuni e li infilò tra i suoi capelli e quelli di Paulo. Era un gesto che, lungi dall’apparire ridicolo, intendeva celebrare una piccola conquista della vita, proprio come i greci facevano millenni or sono con i vincitori e gli eroi, sostituendo l’oro con corone di lauro – anche se appassivano, i serti erano leggeri e non richiedevano una sorveglianza attenta. Molti giovani portavano fiori tra i capelli , e sembravano offrire al mondo una nuova speranza.

Paulo Coelho, autore record da 150 milioni di copie vendute, si racconta nel più autobiografico dei suoi lavori, “Hippie” edito da La nave di Teseo.

Paulo è un ragazzo brasiliano alla ricerca di sé stesso. Fin da giovanissimo ha rifiutato la cultura borghese che i suoi genitori avevano cercato di imporgli con una forza tale da considerare la sua ribellione una malattia mentale e da sottoporlo all’elettroshock, per curarla. Ormai ben più che maggiorenne, Paulo decide di sposare la filosofia hippie girando per il mondo con l’autostop, visitando ciò che capita, ma tenendo a mente due mete immancabili: piazza Dam, ad Amsterdam e Piccadilly Circus, a Londra. Nel corso delle sue peregrinazioni incontra persone di ogni nazionalità, tutte in cerca di qualcosa: pace, amore, completezza. Quando finalmente approda ad Amsterdam sente di aver posato una pietra miliare: è lì, al centro di una città fulcro di una linea di pensiero, dove la libertà sessuale è comunemente accettata e la droga facilmente rintracciabile, dove è possibile recarsi da un “santone” che ti racconta gli straordinari e trascendentali effetti dell’eroina poco prima di mostrarti come ci si infila un ago nel braccio.

Un giorno, Paulo incontra Karla, un’olandese di Rotterdam che sogna di intraprendere un viaggio sul Magic Bus che, attraverso l’Europa e l’Asia, porta fino in India, perché anche lei sta cercando qualcosa, una spiegazione ad una miriade di rapporti sbagliati, di breve durata, che la lasciano svuotata. Paulo, allora, decide d’istinto di seguirla e di intraprendere un viaggio che si rivelerà carico di sorprese e novità, mistico e insieme carnale. Coelho ci racconta in questo romanzo la filosofia hippie, il desiderio di spostarsi, assaporare, vedere come tramite per trovare o riscoprire sé stessi.

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