venerdì 16 novembre 2018

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

30 agosto 2018 by · Commenta 

Saffron e la sua nuova amica Chessi von Schöndorf avevano fatto un accordo, poco dopo essere diventate amiche: Chessi avrebbe insegnato il tedesco a Saffron e in cambio lei le avrebbe insegnato lo swahili, cosicché, per usare le sue parole, «Potrò dare ai miei genitori il più forte degli shock! Mi hanno mandato qui in Inghilterra perché imparassi meglio l’inglese, ma adesso fingerò di stare qui alla Roedean parlando solo africano. Non capiranno cosa è successo.»

Wilbur Smith torna a raccontarci la storia della famiglia Courteney in “Grido di guerra”, edito da Longanesi. I protagonisti di questo quattordicesimo capitolo della saga sono Leon Courteney, ricco imprenditore kenyota, e sua figlia Saffron, rimasta orfana di madre alla tenera età di sette anni e cresciuta nel Kenya degli anni venti in compagnia della popolazione Masai per la quale nutre un profondo affetto. Siamo nel 1938: Leon è riuscito, con molte difficoltà, a superare la morte dell’amatissima moglie Eva, si è risposato con una donna adorabile e dal pugno di ferro, Saffron è ormai adulta, ha vent’anni e studia ad Oxford. Padre e figlia sono entrambi volitivi, testardi e avventurosi, ma vanno incontro ad uno dei periodi più bui della storia dell’umanità: Hitler sta per invadere la Polonia, dichiarando guerra a chiunque si opponga ai suoi folli propositi e alla sua ideologia della razza pura. Per questo le persone cominciano a guardare con sospetto i tedeschi, tutti tranne Saffron, che nel corso di un improvvisato weekend a St Moritz si scontra con un giovane tedesco, Gerhard von Meerbach. Tra i due scoppia una passione immediata. Incurante del fatto che il fratello di lui sia un ricco industriale e aperto sostenitore del Führer e che le loro due nazioni siano ormai schierate l’una contro l’altra in una guerra che sarà devastante e dolorosa per tutti, i due sceglieranno di restare insieme, seppur a distanza, sostenendo ognuno la propria patria. Ma Saffy e Ger ancora non sanno che le loro famiglie sono legate da un segreto impronunciabile e che alcuni dei loro parenti non si faranno scrupoli ad usarlo per danneggiare ciò che di bello e di buono c’è tra di loro.

Riusciranno i due giovani a sopravvivere al conflitto più feroce e sanguinoso della storia?

Wilbur Smith, maestro del romanzo d’avventura, crea in questo libro un intrico di eventi, muovendo i personaggi su di una linea immaginaria che collega l’Inghilterra al Kenya, la Germania a Il Cairo e dimostrandoci, ancora una volta, che spesso chi cerca di ferirci mortalmente porta nelle vene il nostro stesso sangue.

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