giovedì 18 ottobre 2018

Recensione del libro: “Nina sente” di Claudia Elasti De Lillo

26 settembre 2018 by · Commenta 

Rientrata a casa fece una doccia, indossò un paio di jeans neri, una maglietta bianca pulita, la giacca di pelle e i soliti anfibi. Si pettinò rapidamente i capelli corti, non si truccò. Tanto a suo padre non importava nulla dell’aspetto esteriore. Erano uguali: badavano alla sostanza.

La protagonista di “Nina sente”, Nina Forte, è una tosta: è sopravvissuta al tradimento di Matteo, il suo compagno nonché padre di suo figlio, un ipocrita senza rimedio che si proclama convinto comunista fino a che questa definizione non lede i suoi interessi. Dopo averlo scoperto, Nina è tornata a vivere dai suoi cadendo in una profonda depressione e sperimentando una spaventosa perdita d’identità: non è più una compagna, non è una studentessa perché funestata da continui attacchi di panico e non si è costruita una carriera, preferendo assecondare Matteo nella sua idea della perfetta mogliettina casalinga. Decide così di rilevare la licenza di autista NCC da suo padre, ammalatosi di demenza senile precoce, e cominciare a guidare la sua automobile ottenendo anche un contratto di collaborazione con Banca Sempre, un istituto di credito che le assicura un discreto flusso di clienti. Nella stessa banca lavora anche Guido, amico di vecchia data che da sempre ha un debole per lei e che ha avuto, in tempi non recenti, la sfortunata idea di fondare una società con Matteo, esperienza che l’ha lasciato indebitato con un personaggio losco e poco raccomandabile. Nina lo vede sempre con piacere, anche se talvolta stenta a riconoscerlo preso com’è dalla sua vita complicata che contempla una moglie, due figlie, un’amante e un lavoro messo in serio pericolo da un’acquisizione ostile da parte di una banca cinese. Troppi guai per una persona sola, ma nonostante questo Guido resta sempre il ragazzo dolce che ha conosciuto al liceo, l’amico di mille spinelli, l’uomo che andava a trovarla quando, dopo la separazione da Matteo, si era rintanata in un buco nero dal quale non sembrava più poter emergere. Per questo quando Nina rinviene il corpo senza vita dell’amico è devastata ad un punto tale da non voler ricercare il colpevole. Si colpevolizza, non capisce e si rinchiude nuovamente nel suo dolore. Ma per fortuna ci sono le sue amiche e suo fratello Giovanni che la spingono a collaborare con la polizia, utilizzando ogni singola informazione in suo possesso per smascherare il colpevole. Quello che scoprirà mettendo insieme le tessere del puzzle, però, è che in quella banca lavorano personaggi maligni, oscuri, sciocchi e un insospettabile manipolatore, un burattinaio occulto, responsabile della tragica catena di eventi che ha condotto il suo amico alla tomba.

Con grande maestria, Claudia Elasti De Lillo traccia i contorni di una protagonista confusa ed impaurita che fatica a trovare il suo posto del mondo e che sente su di sé il peso di tutte le scelte passate, che si trascina appresso come un macigno. È un personaggio vivido, che sembra fare capolino tra le pagine armato di un’encomiabile cocciutaggine e ferocemente devota ai propri principi.

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