lunedì 17 dicembre 2018

Recensione di “Balle mortali” di Roberto Burioni

Recensione di “Balle mortali” di Roberto Burioni

12 ottobre 2018 by · Commenta 

Le bugie raccontate a chi è malato,o anche a chi solo crede di esserlo, sono terribili. Prima di tutto perché vengono propinate a persone estremamente vulnerabili. Quando la medicina dice «Ti aspetta una cura dolorosa e difficile, e non sono sicuro che guarirai», chi dice «Non hai nulla e starai benissimo semplicemente cambiando la tua dieta» ha gioco facile: sta dicendo al paziente quello che lui desidera sentirsi dire e quello che vuole credere. Ma l’altro motivo per cui le menzogne nel campo della salute sono particolarmente gravi è che le loro conseguenze possono essere catastrofiche. Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo, come vi racconterò in questo libro.

Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia  presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano è diventato piuttosto famoso per alcune risposte date sui social ad impenitenti no-vax che insistevano nel cimentarsi nella scienza medica pur non avendone titolo. Per usare un eufemismo. Burioni, con educazione e senza insulti, cosa che, nel mondo dei social, non è così scontata come si potrebbe pensare, si limita a rispondere, spiegando i fondamenti scientifici di determinate pratiche e ricevendo…continua a leggere

Recensione di “Un capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò

Recensione di “Un capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò

8 ottobre 2018 by · Commenta 

Quando inizia la sua avventura alla Roma io sono preparato al fatto che Antonio sia matto, ma sinceramente non pensavo così matto. D’altra parte sapevo anche che era forte, ma davvero non pensavo così forte. Per essere chiari, Cassano è la mia fotocopia. E non solo: potrei spingermi a definirlo un mio clone, perché non si limita a giocare come me. Lui pensa come me, anche. In ogni partita di verificano situazioni nelle quali mi viene naturale cercare una soluzione imprevedibile. Per come sono girato, per la posizione degli avversari, per la difficoltà del passaggio, nessuno  si aspetta che io metta la palla lì. Nessuno tranne Antonio, che immancabilmente si fa trovare nel posto in cui arriva. Sono combinazioni che con altri non riuscirebbero nemmeno se spiegassi loro dove piazzarsi, con tanto di lavagna; fra me e lui invece basta un’occhiata, a volte nemmeno quella. Telepatia calcistica, mai più provata a quell’intensità.

Totti, Er Pupone, il Capitano. Siamo abituati a vedere calciatori che cambiano squadra, un giorno fanno parte di un club e giurano di non lasciarlo mai, quello successivo si vendono al migliore offerente. Fa parte del gioco, del business. Ma proprio per questo Totti è diverso, fedele fino all’ultimo tanto alla sua maglia quanto alla sua città, ha trascorso tutta la sua vita da professionista con addosso un’unica divisa, quella della Roma. Questa sua peculiarità ha fatto sì che i tifosi si affezionassero a lui in modo autentico come ad uno di famiglia e che si rispecchiassero nel suo attaccamento per la Città Eterna, perché il romano doc, Roma, non la lascerebbe mai.  Francesco comincia così a raccontarsi, a partire da un’unica domanda: Che cosa devi fare per essere degno di un amore così folle, così assoluto, così esagerato?…continua a leggere

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

3 ottobre 2018 by · Commenta 

Quella sera, per Charlotte, fu straziante  vedere il dolore sul viso di Ruby mentre salutava Thomas. Dopotutto, anche lei era innamorata e non voleva neanche pensare all’idea di rinunciare a Lucien. E non solo capiva quanto fosse profondo l’amore tra Ruby e Thomas: si chiedeva se Ruby avesse mai amato davvero Marcel, o piuttosto non avesse scambiato per amore il semplice desiderio di avere una vita propria e di sentirsi desiderata. A volte due persone sono fatte per stare insieme, punto e basta.

La protagonista di “Farò di tutto per tornare da te” è Ruby, una giovane americana cresciuta nella California del sud e trapiantata a New York dove sta per concludere i suoi studi universitari. Sogna una vita diversa da quella dei genitori e le sue fantasticherie sembrano concretizzarsi quando in una giornata d’inverno incontra Marcel, un autentico parigino che lavora come mercante d’arte. L’intesa tra i due è istantanea e pochi mesi dopo Ruby, diventata ormai la moglie di Marcel, si trasferisce con lui a Parigi. È il 1938. La vita parigina della ragazza è un susseguirsi di feste, champagne, salotti mondani e danze, ma la situazione politica muta rapidamente: l’ascesa di Hitler è inarrestabile e la guerra che suo padre le aveva profetizzato è ormai una certezza. Ma suo marito insiste sulla necessità di non preoccuparsi, giacché nulla cambierà; in fondo loro sono cittadini francesi, la libertà è insita nel loro status. Ed è così che scoppia la guerra, i tedeschi entrano a Parigi e il mondo fino ad allora conosciuto va in frantumi. Ruby vorrebbe trovare un modo per rendersi utile, ma…continua a leggere

Recensione di “The Game” di Alessandro Baricco

Recensione di “The Game” di Alessandro Baricco

2 ottobre 2018 by · Commenta 

Due mondi. Il termometro con il mercurio e quello digitale. Il vinile e il CD. La pellicola cinematografica e il DVD. Calciobalilla e videogame. Due mondi. Un possibile difetto del secondo (quello digitale) è che non è in grado di registrare tutte le sfumature del reale: lo registra a salti, una volta ogni tanto: per capirci, la lancetta sull’orologio del campanile si muove di un moto continuo, colma ogni micro istante del tempo, così come il mercurio, cambiando volume nel termometro, si spostava nella colonnina colmando ogni microlivello di temperatura: ma il vostro orologio digitale non lo fa, magari vi conta i secondi, magari anche i decimi o i centesimi, ma poi a un certo punto smette di contare e salta alla cifra dopo: lì, in mezzo c’è una porzione di mondo (infinitesimale) che il sistema digitale si perde per strada.

Alessandro Baricco torna con “The Game”, un ideale proseguimento del suo “I barbari” del 2006. The Game: è così che Baricco chiama la nostra realtà, sempre più digitale e social e questo libro si propone di spiegarla, agendo come una mappa, una guida per orientarsi nel  mondo affermatosi dopo un cambiamento epocale largamente annunciato ma dai molti risvolti inaspettati. Il viaggio parte dalla Silicon Valley, un luogo che a visitarlo non trasmette molto il concetto di rivoluzione con le sue villette a schiera, ma che ne è impregnato, perché tra quelle villette c’è anche quella il cui garage ha ospitato due giovani visionari: Steve Jobs e il grande e potente Wizard of Woz, Steve Wozniak, fondatori della Apple…continua a leggere