domenica 09 dicembre 2018

“…che Dio perdona tutti”: il primo romanzo di Pif

23 novembre 2018 by · Commenta 

Un single felice non sarà mai felice come una coppia felice.
Avevo sempre creduto a questa frase, tuttavia in trentacinque anni di vita non ero mai riuscito a metterla in pratica. Neanche la passione per il sesso era riuscita a dare un impulso decisivo, anche perché credo di aver anticipato di molti anni quel sorpasso che di solito avviene in vecchiaia, cioè quando l’interesse per il cibo supera quello per l’accoppiamento. Uno sciù alla ricotta mi provocava più emozione di una bella ragazza.

Pif, l’amatissimo conduttore e regista palermitano, fa il suo esordio in libreria, pubblicando per Feltrinelli “…che Dio perdona tutti”: un romanzo che parla d’amore, cattolicesimo e dolci siciliani.
Arturo ha trentacinque anni e un lavoro da agente immobiliare. È single e nel tempo libero gioca in porta in una squadra di calcio a cinque con gli amici. La sua vera passione è però una sola: le pasticcerie. Un bel giorno, proprio davanti alla vetrina di una pasticceria, Arturo si convince di aver incontrato la donna della sua vita. La divina creatura porta il nome di Flora ed è nientemeno che la titolare dell’attività. Uniti dagli sciù alla ricotta, Flora ed Arturo si scoprono però divisi su un altro fronte: quello religioso. Flora è infatti una fervente cattolica, non disposta a tollerare lo scarso entusiasmo religioso di lui. Per conquistarla, Arturo si cimenterà persino in un’esilarante e un poco blasfema interpretazione di Cristo nella Via Crucis.

Fu alla sesta tappa che io, Arturo, caddi come Gesù, anzi feci un tonfo. Ormai i miei tentativi per nascondere il naso gocciolante erano vani. Oltre a non essere rispettoso nei riguardi di Gesù, il fatto era anche storicamente falso. Almeno non ricordavo di aver mai visto nessun dipinto o scultura con un Gesù in croce vittima di raffreddore. Ripiegato sulla croce e accartocciato per via del muco, vidi infine i piedi di una donna, facente parte delle pie donne che accompagnano il Cristo, avvicinarmisi. La sua mano gentile mi porse un panno, e pensai: “Finalmente qualcuno che ha capito il mio dramma!”. Lo afferrai ringraziandola: “Grazie, pia donna, questo raffreddore sta diventando una seconda croce”, e soffiai espellendo tutto quello che potevo. Quando fui libero di sollevare il capo, mi resi conto che la pia donna che mi aveva appena aiutato era Lei. Il velo in testa esaltava i suoi meravigliosi lineamenti, le labbra e gli occhi. Tutto magnifico, tranne la sua espressione: di condanna.

La questione si fa per Arturo più seria del previsto; per far funzionare la sua relazione non gli resta che fare un voto al Signore e un patto con se stesso: metterà in pratica davvero la parola di Cristo per tre settimane. E chissà che alla fine non cominci a credere sul serio.

…che Dio perdona tutti” è un romanzo sorprendente, scritto da Pif con la stessa autoironia scanzonata che abbiamo imparato ad amare nel “Testimone”. Il suo umorismo sottile smaschera contraddizioni e ipocrisie, e c’invita a mettere in discussione – anche con qualche risata – quella morale da italiani quasi-cattolici, credenti solo all’occorrenza, e convinti che tanto, in fin dei conti, Dio perdona tutti!

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