domenica 09 dicembre 2018

“Ogni cosa è fulminata”: il nonsense quotidiano secondo Luciana Littizzetto

3 dicembre 2018 by · Commenta 

Perché esistono gli apribottiglie senza alette? Se mi spiegate il perché giuro che vi pago. Poco ma vi pago. Mi riferisco a quelli a forma di T con la maniglia orizzontale di legno e il fusillone di ferro. Quelli che li pianti nel sughero del tappo di Barolo e cento volte su cento il tappo si disintegra. Fa l’effetto delle navicelle spaziali quando entrano nell’atmosfera. Non esplodono ma quasi. Diciamolo una volta per tutte. È impossibile stappare una bottiglia di vino con quei cavatappi lì. Ci riesce solo il dio Thor. Secondo me li hanno inventati gli uomini per far vedere quanto sono forti. A differenza di quelli con le alette che li hanno inventati le donne per far vedere quanto sono furbe.

Ogni cosa è fulminata. Alla ricerca delle Picicì (Piccole Cose Certe)” è il nuovo libro della peperina Luciana Littizzetto appena uscito per Mondadori.

Avete presente tutte quelle piccole cose fastidiose che ci complicano quotidianamente la vita? I tovagliolini del bar che non asciugano, i tubetti di pomata che schizzano, la pellicola che non si strappa mai nel punto giusto, la linguetta della scatoletta di tonno che quando la tiri puntualmente si stacca… La vita è piena di cose mal pensate, fastidiose e contrarie a ogni buon senso. E, a un tipino come Luciana Littizzetto, non potevano certo passare inosservate! La comica torinese sceglie in questo libro di essere la voce che si leva dal basso – «un po’ per questioni fisiche e un po’ per scelta ideologica e sociale» – e che denuncia una buona volta tutte le minuzie che intossicano il nostro tran tran abituale. Non sono solo le scocciature a richiamare la sua attenzione: c’è spazio anche per cose innocue ma oggettivamente prive di senso logico, come i nomi, per così dire,“originali” delle cialde del caffè.

Io vorrei conoscere personalmente l’addetto al battezzo delle cialde. Amico, quali sinapsi misteriose abitano il tuo cervello? Quale scecheraggio strano hanno subito i tuoi neuroni per farti partorire dei nomi così assurdi? Ve ne elenco qualcuno: Volluto, Livanto, Linizio, Fortissio. Ma che lingua è? Mi sembrano le parole scivolate che dicono gli ubriachi. “Questo spritz era davvero Fortissio… a Linizio mi sentivo benissimo, e poi ho Volluto esagerare…” Da poco c’è anche il Carmelito, mi auguro non ispirato al caffettino della D’Urso. Quello alla vaniglia, colpo di genio, originalità assoluta, si chiama… Vanilio.
[…] Idea. Potrebbero dare i nomi ai caffè anche in base allo stato d’animo. “Giulivio”, “Allagro”, “Girazio”, “Scoglionio” e “Incazzio”. Se sei proprio giù invece del Nespresso prendi il “Depresso”, e se sei ancora più giù vai di “Cicuta” in tazza grande.

 “Ogni cosa è fulminata” di Luciana Littizzetto è una lettura esilarante, che vanta anche le belle illustrazioni in bianco, nero e arancione di Michela Fabbri. Un piccolo dizionario del nonsense di tutti i giorni, che ci farà sentire meno soli nelle nostre piccole tragedie quotidiane.

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