domenica 09 dicembre 2018

“Vuoto”: una nuova indagine per i bastardi di Pizzofalcone

5 dicembre 2018 by · Commenta 

L’aula in cui avrebbero dovuto incontrare coloro che potevano fornire informazioni sulla Fimiani era uno stanzone vuoto e freddo, rischiarato da una luce livida che filtrava attraverso un finestrone opaco e sporco. In fondo c’era una vecchia lavagna, su cui si intravedevano formule matematiche e parole cancellate male.
Lojacono non avrebbe saputo spiegare perché, ma quell’ambiente gli dava i brividi. Avrebbe dovuto essere pieno di ragazzi e di risate, di carte geografiche e di matite, di banchi scarabocchiati e di chewing-gum attaccati sotto le sedie; invece era deserto, e i passi sul pavimento un po’ sconnesso producevano un’eco beffarda. […]
Vuoto, riflettè Lojacono. Questo posto è vuoto. Di un vuoto più grande di quello che sembra, più grande di tutto. Vuoto di sogni.

Torna con una nuova indagine la celebre squadra del commissariato napoletano di Pizzofalcone, creata da Maurizio De Giovanni: dopo “Buio”, “Gelo”, “Cuccioli”, “Pane” e “Souvenir“, il nuovo libro, appena uscito per la collana Stile Libero Big di Einaudi, s’intitola “Vuoto”.

Vuoto come quello lasciato dalla scomparsa di Chiara Fimiani, una brava e riservata professoressa di Lettere in un Istituto Tecnico di un quartiere difficile di Napoli. Il marito della donna, un imprenditore molto in vista in città, non sembra preoccuparsi della sparizione, e così neppure i colleghi dell’istituto: tutti tranne una, una prof di matematica a cui la Fimiani era particolarmente legata e che si dice decisamente preoccupata per l’amica. Cos’è successo alla donna? Giuseppe Lojacono, Francesco Romano, Alex Di Nardo, Luigi Palma, Ottavia Calabrese e il re del trash Marco Aragona proveranno a scoprirlo. E non saranno soli perché, mentre il vicecommissario Pisanelli è momentaneamente fuori gioco a causa di una malattia troppo a lungo trascurata, arriva direttamente dal Piemonte una bellissima e spregiudicata sostituta.

L’unica che aveva già visto la Martini era Ottavia, qualche minuto prima sullo schermo del computer, ma dovette ammettere che le foto non le rendevano giustizia. Aveva una figura slanciata, il fisico atletico, una chioma rosso scuro e lineamenti perfetti: era letteralmente stupenda. Non poteva passare inosservata. La Calabrese si sentì all’improvviso orribile e si domandò irritata, guardando Palma che teneva gli occhi bassi, perché diavolo una così non facesse la modella, lasciando la piazza libera alle comuni mortali.
I maschi reagirono ognuno in maniera diversa, Lojacono mantenendo un’assoluta immobilità. Romano aggrondando le sopracciglia. Aragona con un sorriso estatico e con l’asportazione plateale degli occhiali; gli mancava solo un filo di bava all’angolo della bocca.
Alex si appoggiò allo schienale, ammirandola compiaciuta.
La Martini passò in rassegna tutti senza soffermarsi su nessuno, e disse:
– Buongiorno. A quanto pare dovremo lavorare insieme.

Vuoto per i bastardi di Pizzofalcone” è un libro che si divora, una nuova indagine costruita alla perfezione intorno a una squadra di irresistibili personaggi a tutto tondo. Il tutto farcito dal giusto pizzico di ironia.

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