martedì 19 febbraio 2019

“Magnifici perdenti”: il magnifico e vincente esordio di Joe Mungo Reed

18 Gennaio 2019 by · Commenta 

Più tardi, accanto al pullman, mentre passo in rassegna il mio equipaggiamento, mi si avvicina Fabrice sulla bicicletta. «Ci sono due uomini in un bar che guardano il Tour» dice.
«Okay».
«Piove, e i corridori stanno per salire in montagna». Fabrice si strofina i capelli e sorride. «Tempo davvero orrendo».
«Conosco il genere» dico.
«“Perché lo fanno?” dice uno dei due. Non capisce. Scuote la testa. “Il primo vince mezzo milione di euro” dice l’altro». Fabrice aspetta. Mi guarda con l’accenno di un sorriso. «“Lo so” dice il primo, “ma perché lo fanno gli altri?”»

Magnifici perdenti” di Joe Mungo Reed è appena arrivato nelle librerie italiane per Bollati Boringhieri ed è senz’altro una delle uscite più interessanti di quest’inizio 2019.

La storia è ambientata in pieno Tour de France ed è raccontata in prima persona da Solomon, un ciclista professionista sulla soglia dei trent’anni. Come il suo allenatore Rafael non si scorda mai di ripetergli, Sol non corre per vincere: il suo scopo è quello di assistere e favorire Fabrice, il capitano della squadra. È lui il campione. Sol questo lo sa, e gli sta bene.
Da qualche anno Solomon ha una moglie che ama molto. Il suo nome è Liz e hanno un bambino di pochi mesi. Liz ha un assegno di ricerca come genetista e segue la gara ogni giorno dal televisore di casa. Può individuare il casco di suo marito al primo colpo, anche tra quelli identici dei suoi compagni.
Fin qui tutto bene. Ma le cose si complicano quando l’allenatore propone alla squadra l’uso di piccole dosi di doping, non rilevabili dai test; un innocuo aiutino, dice. Le cose si complicano, e si complicano ancora di più quando Rafael chiede di trasportare fialette e sacche di sangue proprio a Liz… Di lì in avanti la situazione potrà solo precipitare, come due ruote fuori controllo su una rovinosa discesa.

«Tua moglie passerà dall’E17?»
«No» dico.
«Non passa da lì?»
«No» dico. «Non farà quello cui stai pensando».
«Non sto pensando a nulla» dice Rafael. «Ti sto solo facendo qualche domanda innocente».
«Stai pensando a qualcosa».
«Okay» dice Rafael. «Si ferma un attimo in autostrada, incontra un mio contatto, prende il carico. Niente di più facile».
«No» ripeto.
«Pensaci».

Joe Mungo Reed getta nel calderone con sapienza dialoghi impeccabili, tensione, leggerezza, e poi dramma, conflitto interiore e tragedia. Dà una bella rimescolata ed eccolo lì, l’intruglio perfetto, che il lettore assuefatto non potrà più smettere di trangugiare. Un gran romanzo, da non perdere.

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