martedì 19 febbraio 2019

Speciale Giornata della Memoria: la nuova edizione Mondadori del “Diario” di Anne Frank

25 Gennaio 2019 by · Commenta 

Un nascondiglio, ma dove saremmo andati, in città, in campagna, in una casa, in una capanna, quando, come, dove?…. Tante domande che non potevo fare ma che lo stesso mi tormentavano. Io e Margot abbiamo iniziato a radunare lo stretto necessario dentro la cartella, la prima cosa che ci ho infilato è stato questo quaderno cartonato, poi bigodini, fazzoletti, libri di scuola, un pettine, vecchie lettere, pensavo al nascondiglio e per quello ho riempito la cartella delle sciocchezze più assurde, e non mi rincresce, ci tengo di più ai ricordi, che ai vestiti.

Si avvicina la Giornata della Memoria e, come ogni anno, in libreria non mancano le uscite dedicate al tema della Shoah. Per l’occasione, Mondadori ha ripubblicato quello che è forse il racconto per eccellenza di quel periodo buio e drammatico del Novecento: il “Diario” di Anne Frank.

Tutti noi abbiamo letto almeno una pagina del diario di Anne Frank a scuola. Eppure, forse, non tutti sanno che Anne di quel diario scrisse due versioni. Il primo era un documento intimo, spontaneo, incurante dello stile; il secondo un vero e proprio memoriale strutturato, arricchito da massime, proverbi e generalizzazioni, che facevano della propria esperienza di “scolaretta di tredici anni” un racconto esistenziale e universale. Ciò che spinge Anne a riscrivere daccapo il suo diario intimo è una notizia sentita alla radio: il ministro Bolkesteyn annuncia che dopo la fine della guerra si raccoglieranno lettere e diari, come testimonianza della sofferenza del popolo olandese. Anne non è sciocca, sa cosa questo potrebbe significare, e inizia quindi ad adoperarsi per trasformare i suoi appunti in un testo pubblicabile, il suo grande lascito al mondo.

Pensa come sarebbe interessante poter pubblicare un romanzo della Casa sul retro, solo dal titolo la gente penserebbe che si tratti di un giallo.

Diario. Le stesure originali” riporta in sequenza la prima e la seconda versione che Anne scrisse del suo diario. Lo fa, grazie al lavoro di Antonio De Sortis e Alberto Cavaglion, con grande accuratezza filologica, e con rispetto degli originali. Leggendo in ordine queste due stesure si può apprezzare come il lavoro di riscrittura di questa giovane ragazza non abbia niente da invidiare al labor limae di un grande scrittore. Persino, o forse tanto più, in una situazione estrema come quella che Anne stava vivendo; la situazione di chi scrive «sul confine dell’abisso».

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