sabato 24 agosto 2019

Un avvertimento di Madeleine Albright: il fascismo resta una minaccia

15 Febbraio 2019 by · Commenta 

Perché secondo il rapporto di Freedom House la democrazia appare sempre più «sotto minaccia e in regressione»? Perché molti centri di potere cercano di minare la fiducia dell’opinione pubblica nel voto, nella giustizia, nei media e, fatto fondamentale per il futuro del pianeta, nella scienza? Perché si è assistito senza reagire al formarsi di divari così gravi tra ricchi e poveri, centri e periferie, cittadini istruiti e cittadini a bassa scolarizzazione? Perché gli Stati Uniti hanno abdicato almeno per il momento alla loro leadership in materia di relazioni internazionali? Perché, infine, a questo punto del Ventunesimo secolo, si è tornati a parlare di fascismo?

Grazie all’editore Chiarelettere arriva in Italia “Fascismo. Un avvertimento”, un saggio della politica e diplomatica statunitense Madeleine Albright.

La prima donna ad aver ricoperto la carica di Segretario di Stato degli Stati Uniti, scrive un libro che come recita il sottotitolo è “un avvertimento”, un invito a non abbassare la guardia e a tenere gli occhi bene aperti. Perché mentre il termine “fascista” è usato sempre più di frequente e a sproposito, la conoscenza reale dei fascismi del XX secolo si fa più sfumata e con essa la capacità critica di comprendere con quali forme il fascismo sopravviva e/o rinasca al giorno d’oggi. La vittoria elettorale di Donald Trump è solo una delle ragioni per cui l’autrice sceglie con vigore di pubblicare questo libro: perché, dopo alcuni decenni di salute, la democrazia, in molte parti del mondo, è in crisi. E anche se Hitler e Mussolini ci sembrano solo un brutto ricordo lontano, il presente ha in comune col passato molto più di quel che siamo abituati a credere…

Il fascismo avanzava perché milioni di italiani detestavano quanto stava accadendo nel paese e temevano ciò che il mondo stava osservando nella Russia bolscevica. Discorso dopo discorso, Mussolini delineò un’alternativa. Esortò i braccianti a voltare le spalle al capitalismo che voleva asservirli, al socialismo che era intenzionato a sconvolgere le loro vite e ai politici vili e corrotti che continuavano imperterriti a discutere mentre la loro amata patria affondava. Anziché aizzare alla contrapposizione di classe, propose a tutti gli italiani – lavoratori, studenti, soldati e imprenditori – di costruire un fronte unito contro lo straniero. Prospettò ai suoi seguaci uno scenario in cui coloro che avessero aderito al suo movimento si sarebbero protetti a vicenda, mentre i parassiti che frenavano il progresso del paese – stranieri, deboli, politici inaffidabili – sarebbero stati abbandonati a se stessi. Delineò un avvenire in cui l’Italia sarebbe stata prospera perché autosufficiente e rispettata perché temuta. Ecco come il fascismo fece il suo ingresso nel Ventesimo secolo: attraverso un leader carismatico che promise il paradiso sfruttando il malcontento diffuso di un popolo.

Fascismo. Un avvertimento” di Madeleine Albright è un canto d’amore alla democrazia e insieme una richiesta accorata ai lettori di tutto il mondo: la richiesta di non cedere mai all’indifferenza e di non smettere mai di credere che tutto questo riguardi direttamente ciascuno di noi. Solo così si potrà impedire l’avvento di un nuovo Fascismo.

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