martedì 19 marzo 2019

“La versione di Fenoglio”: l’ultimo romanzo di Carofiglio è anche un manuale di scrittura e d’investigazione

22 Febbraio 2019 by · Commenta 

– Quindi si potrebbe dire che l’arte di investigare è l’arte di costruire storie?
Fenoglio ci pensò un po’ su.
– È una buona definizione, ma forse ne sceglierei un’altra. Direi che l’investigazione è l’arte di guardarsi attorno; sia in senso materiale che in senso metaforico.

La versione di Fenoglio” è il nuovo libro di Gianrico Carofiglio fresco fresco di stampa per i tipi di Einaudi: un romanzo che ha come protagonista il maresciallo Fenoglio, ma anche una raccolta di racconti con cornice, un dialogo filosofico e un manuale del buon investigatore.

Pietro Fenoglio, noto ai lettori dai tempi di “Una mutevole verità” (2014) e “L’estate fredda” (2016), si trova ormai in prossimità della pensione. Gli anni passano anche per lui, maresciallo torinese trapiantato a Bari, e i primi acciacchi si fanno sentire. Durante le sedute di fisioterapia per la sua anca operata di artrosi, Fenoglio simpatizza con Giulio, un ragazzo poco più che ventenne, in riabilitazione da un brutto incidente d’auto. Il ragazzo è prossimo alla laurea in legge, ma ammette senza troppe difficoltà di aver le idee abbastanza confuse circa il proprio futuro. Se solo potesse scegliere, però, farebbe lo scrittore. Quella semplice confessione del ragazzo è l’inizio di un appuntamento fisso, in cui, tra una pedalata di cyclette e un allungamento alla spalliera, Fenoglio racconta a Giulio alcune delle storie più incredibili accumulate in anni di carriera investigativa. Ogni racconto è un’occasione buona per i due per riflettere tanto su come si costruisce una buona storia, quanto su come si conduce una buona indagine; oltre che, in definitiva, su come è più giusto vivere questa nostra vita.

L’impasto delle buone indagini è fatto di errori, improvvisazione e, appunto, fortuna.
Una delle differenze fra gli investigatori bravi e quelli mediocri sta in questa consapevolezza. Il bravo investigatore sa che la fortuna è importante e cerca di mettersi nelle condizioni perché gli eventi propizi siano più probabili. Ed esiste una sola tecnica per fare questo, nelle indagini e in generale nella vita: moltiplicare le occasioni. Cioè moltiplicare i tentativi, senza preoccuparsi del fatto che molti di essi saranno dei fallimenti. I migliori sono quelli che sanno fallire rapidamente, con eleganza e senza conseguenze. Sono quelli che sanno usare l’errore e il dubbio come strumenti di lavoro.

In “La versione di Fenoglio” è come se Carofiglio avesse messo a dialogare due parti di sé: il vecchio e il giovane, il maestro e l’allievo, il magistrato e lo scrittore. Il risultato è questo libro.

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