sabato 19 ottobre 2019

“Le parole di Sara”: continua la serie noir di Maurizio De Giovanni con la poliziotta in pensione Sara Morozzi

25 Marzo 2019 by · Commenta 

«A proposito dei Servizi interni, so che hai rivisto Morozzi. Non era in pensione?»
Colta alla sprovvista, Teresa balbettò:
«È… è un’amica, avevo voglia di… Ci siamo sentite…».
Lembo scosse la testa, triste:
«Amica. Che buffa parola, nel nostro ambiente. Conoscenti, amanti, d’accordo: ma addirittura amiche… Era la compagna di Tamburi, no? Me la ricordo. Una donna notevole, ma davvero singolare. Sembrava sciatta, insignificante, quasi invisibile: e invece, quando ti guardava negli occhi… Ah, che occhi, Morozzi. Be’, se ti capita di incrociarla ancora, non salutarmela. Mi dava i brividi».

L’ultima fatica del creatore dei Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni è da poco in libreria per Rizzoli: s’intitola “Le parole di Sara” e continua la serie noir dedicata alla poliziotta in pensione Sara Morozzi.

L’abbiamo già conosciuta in “Sara al tramonto” e ormai lo sappiamo bene: nessuno come Sara è in grado di interpretare il linguaggio del corpo e la mimica. Sara sa fa farsi invisibile e osservare; coglie le parole dette in un sussurro e comprende il sottotesto di ogni conversazione. L’anonimato per lei è un’arma, che ne “Le parole di Sara” sarà chiamata a usare ancora. Questa volta per aiutare una vecchia conoscenza.
Sara e Teresa si conoscono da anni, da quando, molto tempo prima, erano colleghe nella stessa unità segreta di polizia. Come allora, si chiamano ancora a vicenda Mora e Bionda – anche se i capelli di Sara, oramai, sono grigi da un pezzo. Quando Bionda le chiede di incontrarla, Sara capisce subito che si tratta di qualcosa di serio. La preoccupazione che turba la sua abituale freddezza non può certo sfuggire a occhi attenti come i suoi. Teresa le sta chiedendo d’indagare sulla sparizione di un ragazzo, uno stagista del distretto e ricercatore all’Università. Di lui da 48 ore non si hanno più notizie e Teresa è l’ultima persona ad averlo visto, in circostanze non esattamente professionali. Che fine può aver fatto? E quale legame lo unisce a quella poliziotta bella, sicura e molto più grande di lui?
Sara lavorerà al caso con l’aiuto del goffo detective Davide Pardo e di Viola, l’ultima compagna di suo figlio che l’ha da poco resa nonna. Ma ciò che verrà alla luce non le piacerà affatto.

Amore, un tempo credevo di poterlo cambiare io, il mondo, usando gli strumenti che mi davano la legge, la logica e la filosofia. Ero un ragazzo ed ero pieno di ardore, per me contava solo il futuro, il futuro, il futuro. Non capivo che l’avvenire non esiste, amore mio. Esiste solo questo dannato, infinito presente, la gente muore e noi stiamo qui a parlare, parlare, parlare.

Le parole di Sara” è un noir scritto col piglio inconfondibile di Maurizio De Giovanni: il suo è un universo letterario variegato e schietto, dove ogni personaggio naviga nel suo mare burrascoso fatto di tormenti e pensieri.

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