domenica 18 agosto 2019

“Km 123” di Andrea Camilleri: un pastiche pieno d’ironia dove il detective è il lettore

1 Aprile 2019 by · Commenta 

Ieri, poco dopo mezzanotte, una Panda con alla guida il ben noto imprenditore Giulio Davoli, mentre percorreva la via Aurelia verso Roma, all’altezza del chilometro 123 veniva speronata da un’altra auto che sopravveniva a forte velocità.
L’auto investitrice ha proseguito la folle corsa, mentre Davoli, perduto il controllo del suo mezzo, precipitava lungo una scarpata. Soccorso da una macchina di passaggio, e trasportato all’ospedale, l’imprenditore vi è stato ricoverato in prognosi riservata.

La collana Il Giallo di Mondadori festeggia i suoi novant’anni. Per l’occasione in libreria tornano alcuni grandi classici del genere, accompagnati da una novità del maestro Camilleri: “Km 123” è un’indagine che mescola dialoghi, stralci di giornale e sms, dove il principale detective è proprio il lettore.

Al chilometro 123 dell’Aurelia un’auto finisce fuori strada: a bordo un noto imprenditore romano, Giulio Davoli, che sopravvive all’incidente quasi per miracolo. Nel frattempo, Anselmo Corradini, suo soccorritore, dichiara che, da ciò che ha visto coi suoi occhi, l’auto del Davoli è stata speronata di proposito. Tentato omicidio dunque? Mentre la polizia avvia le sue indagini, il lettore segue in presa diretta un garbuglio di conversazioni, a voce, al telefono o via messaggio. Chi mente e chi dice il vero? E, se si è trattato d’un tentato omicidio, chi poteva desiderare così ardentemente la morte dell’impresario romano?

«Sei sicuro che tutto andrà bene?»
«Sicurissimo.»
«Io ho una paura terribile.»
«Non fare la sciocca, dài!»
«E se va male?»
«Ci riproveremo.»

Km 123” è un giallo che si divora, nel quale Andrea Camilleri lascia a riposo il suo Montalbano per incaricare noi – stavolta più che mai – di risolvere il caso.

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