lunedì 19 agosto 2019

“Vento in scatola”: un romanzo scritto a quattro mani da Marco Malvaldi e Glay Ghammouri ambientato in carcere.

24 Maggio 2019 by · Commenta 

Vento in scatola

Gli orari della casa circondariale «Antonio Gramsci» non cambiano mai, qualsiasi sia il giorno. Ore 8:00: conta. Ore 8:30: apertura delle celle. Ore 9-11: passeggi, sala polivalente, chiostro interno, a seconda del braccio in cui sei.
Ore 11-13: socialità, il che significa ora d’aria.Dalle ore 13 alle 17:30 apertura delle celle. Alle 18, distribuzione cena. Alle ore 20, chiusura delle celle. Tutti i giorni sono uguali. Ma alcuni giorni sono più uguali degli altri, e alcune ore più significative.

Vento in scatola” è un romanzo di Sellerio editore scritto a quattro mani da Marco Malvaldi, lo scrittore creatore della fortunata serie del Bar Lume, e Glay Ghammouri, detenuto della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa, conosciuto dallo scrittore durante un corso di scrittura creativa organizzato proprio nella Casa Circondariale.

La storia di “Vento in scatola”, pensata da Ghammouri, è un misto fra un romanzo di formazione che ha il carcere come ambientazione e una commedia all’italiana.
Protagonista del romanzo è Salim Mohammed Salah, ventinovenne tunisino detenuto in carcere ingiustamente per traffico di stupefacenti, un carcerato insolito: laureato in economia, è intelligente e scaltro, e ha guadagnato ben centomila euro prima del suo arrivo in Italia grazie a una truffa ben orchestrata.
Salim sa che una cifra del genere può essere di grande aiuto nel suo soggiorno in carcere, decide quindi di corrompere Cattaneo, impiegato amministrativo della struttura: i proventi saranno divisi equamente, Cattaneo dovrà solo seguire le istruzioni di Salim per trovare i soldi e farli fruttare grazie a degli investimenti.
Ma nel carcere anche le informazioni più segrete viaggiano velocemente, l’informazione infatti arriva anche a Gaetano Quarello, boss mafioso che propone a Salim di diventare l’amministratore dei suoi loschi affari, e a Buscaino, altro detenuto che è in realtà un agente sotto copertura.
Sarà proprio Buscaino a proporre a Salim un patto: il tunisino potrà guadagnarsi la libertà come collaboratore di giustizia, se lo aiuterà a distruggere l’organizzazione tracciando il flusso del denaro.
Tenersi il malloppo o uscire dalla galera? Questo è il dilemma che Salim si troverà costretto ad affrontare.

Vento in scatola” mostra la quotidianità del carcere, le sue giustizie ed ingiustizie, senza avere però l’intento di impietosire il lettore, ma quello di fargli conoscere una realtà spesso poco raccontata e farlo divertire grazie agli intrighi della trama.

L’aria della piccola cella era una carezza di odori. Coriandolo, cumino, curcuma, noce moscata, prezzemolo, cannella. Tutti aromi che a Gualtiero Molisano, presi singolarmente, facevano schifo. Ma messi in mano a Salim, e messi in padella da Salim, cominciavano una conversazione davanti al fuoco, che sfociava in quel misterioso e indescrivibile sapore di paradiso.

“Vento in scatola” di Marco Mavaldi e Glay Ghammouri ci insegna che non si può imprigionare l’umanità che è in ciascuno di noi, così come non si può imprigionare il vento in scatola.

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