martedì 18 giugno 2019

“Il respiro del sangue” di Luca D’Andrea: un emozionante thriller ambientato nelle valli altoatesine

31 Maggio 2019 by · Commenta 

Il respiro del sangue Luca D'Andrea

La ragazza alla guida dell’Enduro indossava pantaloncini che lasciavano scoperte gambe lunghe e snelle e una canotta di un rosso squillante su cui era disegnata una stella, ma non fu il suo abbigliamento ad allarmare Tony al punto da spingerlo a mettere il San Bernardo al riparo dietro di sé. Fu il coltello a serramanico. In base alla sua esperienza gli individui che sentivano il bisogno di portare con sé un attrezzo del genere non nutrivano quasi mai buone intenzioni.

È da pochi giorni uscito in libreria per Einaudi “Il respiro del sangue”, l’ultima fatica dello scrittore Luca D’Andrea, amato dai lettori italiani e internazionali per i precedenti best seller “La sostanza del male” e “Lissy”.

Il protagonista del nuovo romanzo di D’Andrea è Antonio Carcano, scrittore bolzanino autore di stucchevoli romanzi rosa amati dal pubblico ma osteggiati dalla critica, un uomo ligio alla sua routine e all’amore per il suo San Bernardo Freddy.
È proprio durante una passeggiata con Freddy che accade qualcosa che sconvolgerà per sempre la sua vita: una Yamaha si avvicina improvvisamente, la guida una ragazza che sembra pronta a pugnalarlo con un coltello a serramanico.
Ma la ragazza invece si ferma e porge allo scrittore una busta contenente una foto che riporta immediatamente Antonio al passato: è il 22 marzo 1999, un Antonio ventenne sorride alla fotocamera davanti al cadavere di Erika Knapp, detta anche Erika la Stramba, la sua prima e unica inchiesta nella storia della sua brevissima carriera come giornalista.
La ragazza della Yamaha, Sibylle Knapp, figlia della defunta Erika, chiede furiosa allo scrittore perché stava ridendo nella foto. Antonio è come paralizzato e la ragazza subito dopo averlo schiaffeggiato sfreccia via piena di profondo disgusto.
Morso da terribili sensi di colpa lo scrittore decide di contattare Sibylle e di aiutarla a far luce sulla morte della madre, all’epoca catalogata come un suicidio.

[…] Tony era giunto alla conclusione che, gli piacesse o no, c’era un’ unica cosa da fare: andare a Kreuzwirt. Di persona. Lo doveva a Erika. A Sibylle. A sé stesso.

I due scopriranno che qualcosa di molto oscuro si nasconde dietro alla morte di Erika, una scia di sangue che macchia la piccola cittadina di Kreuzwirt e che sembra essere collegata alla mitica figura del Wanderer.

D’Andrea ritorna ancora alle atmosfere del Sud Tirolo e delle sue valli per regalare un romanzo pieno di azione e suspense, un thriller che terrà i lettori incollati fino all’ultima pagina.

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