lunedì 16 settembre 2019

Speciale Premio Strega 2019: “La straniera” di Claudia Durastanti

24 Giugno 2019 by · Commenta 

La straniera Claudia Durastanti

La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato. Scrivere te stessa significa ricordare che sei nata con rabbia e sei stata una colata lavica densa e continua, prima che la tua crosta si indurisse e si spaccasse per lasciare affiorare una specie di amore, o che la forza inutile del perdono venisse a levigarti e ad appiattire ogni tuo avvallamento.

Continua la nostra piccola rubrica sui finalisti del premio Strega: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (di cui abbiamo parlato qui), “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario, “Fedeltà” di Marco Missiroli (ne abbiamo parlato qui), “La straniera” di Claudia Durastanti e “Addio Fantasmi” di Nadia Terranova.
“La straniera” di Claudia Durastanti, edito da La nave di Teseo, è il romanzo di cui andremo a parlare oggi. Durastanti ha già vinto il premio Mondello giovani con il suo romanzo d’esordio “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra”, mentre uno dei suoi ultimi lavori pubblicati è “Cleopatra va in prigione”.

“La straniera” è il memoir della vita dell’autrice, costruito attraverso le categorie che solitamente compongono un oroscopo: famiglia, viaggi, salute, lavoro & denaro, amore. Si parte così dal racconto e dalla minuziosa analisi della famiglia dell’autrice, una famiglia di per sé atipica perché formata da due genitori sordi. In particolare viene tratteggiato il ritratto della madre, che fin da piccola viene lasciata alle cure di un istituto perché i genitori decidono di emigrare negli States, crescendo praticamente da sola e diventando una donna indipendente e passionale.

In collegio mia madre ha imparato la lingua dei segni. L’ha usata con le suore che le facevano da maestre, con le amiche sorde, più tardi con mio padre anche se lui detestava fare gesti, ma mai con gli altri udenti. Non ha mai chiesto ai suoi genitori o ai suoi tre fratelli di impararla, non lo ha mai chiesto ai suoi figli.

La Durastanti nasce a Brooklyn e qui trascorre la sua infanzia: i suoi genitori hanno deciso infatti di raggiungere i parenti e di andare a vivere a New York, per poi trasferirsi nuovamente in un piccolo paesino della Lucania quando la Durastanti ha sei anni. Una sorta di migrazione al contrario che lascia il segno sull’autrice, rendendola allo stesso tempo fragile ma capace anche di diventare la straniera, una figura che, per un motivo o per l’altro, non smette mai di spostarsi e di tracciare nuove rotte.

“La straniera” di Claudia Durastanti non racconta solo la storia dell’autrice e della sua famiglia, non è soltanto la narrazione di una geografia personale, ma è anche un libro sulle diversità, sulle distinzioni sociali, un’ analisi sul sentirsi sempre stranieri e ubiqui, su un senso di smarrimento non solo personale, ma ormai diventato generazionale.

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