lunedì 22 luglio 2019

“Falso in bilancia”: il divertente racconto della personale guerra contro il peso di Selvaggia Lucarelli

8 Luglio 2019 by · Commenta 

Selvaggia Lucarelli - Falso in bilancia

Io ho la fame di tutti i neonati del mondo. Inutile raccontare la storia di chi, perfettamente in salute, vi dice che ha uno squilibrio ormonale, una vita sedentaria, una fame nervosa. Io ho una vita sedentaria, in effetti, ed è perché trascorro un terzo della mia esistenza seduta a tavola. La mia fame è indubbiamente nervosa, nel senso che quando vado al supermercato e il mio gelato al caramello salato preferito è “in assortimento” mi incazzo.

Selvaggia Lucarelli dopo “Dieci piccoli infami” e “Casi umani” è da poco ritornata in libreria con “Falso in bilancia”, libro edito da Rizzoli in cui la nota opinionista, giornalista e conduttrice televisiva racconta la sua personale sfida contro la nemica numero uno di molti italiani: la bilancia.

Selvaggia fin da piccola ha sempre avuto una grandissima fame e non si è mai preoccupata più di tanto del suo peso, fino al grande momento rivelatore: a dodici anni la sua amica Anita le presta dei pantaloncini per giocare a pallavolo, peccato però che questi si fermino alla metà coscia di Selvaggia. Da allora Selvaggia è consapevole di rientrare in quella categoria di persone a cui spesso viene detto “ forse dovresti dimagrire un po’ ”. Nelle pagine di questo libro viene raccontato l’amore di una donna per il cibo e la sua sfida personale contro il peso, resa ancora più ardua nell’adolescenza e nell’infanzia da una madre che si sazia brucando porzioni di insalata infinitesimali e che ha deciso spesso di seguire Marco Pannella nei suoi scioperi della fame. Tra le maledizioni al Sommo Creatore del Metabolismo e tra i chili di troppo presi in gravidanza nella speranza di partorire un piccolo budda, quando invece si partorisce un esserino gracile, Selvaggia Lucarelli racconta di avere provato ogni tipo di dieta: dalla Dunkan alla dieta delle otto ore, per arrivare alla dieta visiva, una dieta che, grazie all’uso di occhiali dalle lenti blu, riesce a farci vedere disgustoso ogni squisito manicaretto. Risultato finale? Selvaggia che gratta il fondo di un contenitore termico da dodici chili di gelato gusto puffo.

È dunque probabile che quel “Stay hungry, stay foolish!” di Steve Jobs tradisse ancora una volta il suo tratto visionario: Jobs aveva previsto che noi affamati saremmo stati tutti abbastanza scemi e folli da arricchire, più che la sua mela morsicata, chi ci avrebbe ordinato di sopravvivere ventiquattro ore morsicando, al massimo, una mela.

Per non parlare poi dei danni che i social network hanno fatto agli amanti del buon cibo, soprattutto a quelle donne che, come Selvaggia, sono spesso sotto i riflettori: quando in una foto si mostrano con qualche chilo in più parte subito inarrestabile la shitstorm contro di loro, colpevoli di non essere schiave del jogging in spiaggia e di non saper resistere ad una pizza.

In “Falso in bilancia” Selvaggia Lucarelli si racconta con lo stile ironico e tagliente che da sempre caratterizza la sua scrittura, raccontando allo stesso tempo il rapporto che abbiamo oggi con il cibo e con la nostra immagine. Meglio entrare qualche volta in più in pasticceria che ossessionarsi nel raggiungere la taglia 40, parola di Selvaggia Lucarelli che, non a caso, ha scelto come compagno un cuoco e non un personal trainer.

Acquista “Falso in bilancia” con il 15% di sconto!

Commenti