domenica 15 dicembre 2019

Addio ad Andrea Camilleri, il grande scrittore siciliano

17 Luglio 2019 by · Commenta 

Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano.
(Andrea Camilleri)

Oggi è un giorno triste per la letteratura italiana e per i lettori italiani (e non solo): si è spento Andrea Camilleri, l’uomo che ci ha regalato le avventure del commissario Montalbano e che a 93 anni non si era ancora deciso ad andare in pensione, continuando a raccontare le storie della sua Vigata, a dispetto dei suoi anni e della malattia che l’aveva reso cieco.

Nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925, ha esordito nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, ma Camilleri nella sua lunga carriera non è stato solamente scrittore, ma anche drammaturgo, regista radiofonico, autore televisivo e teatrale: ha iniziato a lavorare come regista teatrale nel 1942, nel 1952 si diploma all’Accademia nazionale d’arte drammatica come regista e nel 1957 entra in Rai lavorando come delegato alla produzione. È stato insegnante al Centro sperimentale di cinematografia di Roma dal 1958 al 1965 e poi dal 1968 al 1970, oltre ad essere stato titolare della cattedra di regia dell’Accademia nazionale d’arte drammatica dal 1977 al 1997.
Indimenticabile la sua impersonificazione dell’indovino Tiresia nel 2018 al Teatro Greco di Siracusa, personaggio scelto perché come lui cieco ma capace di rischiarare l’oscurità con le proprie parole. Camilleri era un creativo instancabile: soltanto pochi giorni prima dell’arresto cardiorespiratorio e del ricovero all’ospedale Santo Spirito di Roma stava infatti lavorando allo spettacolo “Autodifesa di Caino” che si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle terme di Caracalla.

Ma soprattutto Camilleri è stato un fervente antifascista che ha sempre creduto nel potere salvifico della letteratura e che ha usato qualsiasi mezzo per esplicitare le sue posizioni: è proprio il suo personaggio più amato, il commissario Montalbano, diventato negli anni ormai quasi un suo alter ego e interpretato magistralmente nella serie tv Rai da Luca Zingaretti, a farsi portatore delle posizioni dell’autore: nei suoi romanzi infatti appaiono spesso temi critici della nostra contemporaneità come ad esempio la corruzione, l’immigrazione, la mafia. Quella con Montalbano è un’avventura iniziata con “La forma dell’acqua”, il primo romanzo in cui appare il commissario pubblicato da Sellerio nel 1994, a cui è seguito negli anni un grandissimo successo di pubblico e di critica. L’ultimo romanzo della serie Montalbano ad oggi è “Il cuoco dell’Alcyon” (2019), ma potrebbe non essere questa la fine del commissario: nel 2006 lo scrittore ha consegnato a Sellerio il finale di Montalbano, chiedendo che venisse pubblicato dopo la sua morte.

Penso al paradiso: il paesaggio rasenterebbe la sicilianità visiva, che pace! Montalbano me lo immagino disoccupato, circondato da un placido volteggiare di anatre. E una tazzina di caffè fumante.

Con questo breve post vogliamo salutare e celebrare il Maestro: il suo spirito ironico e sensibile vivrà per sempre nelle sue parole e nelle sue opere.

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