sabato 19 ottobre 2019

“Il pianto dell’alba”: l’ultimo atto del commissario Ricciardi

2 Agosto 2019 by · Commenta 

Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi

Ma in quest’attimo che precede l’alba, in cui – insieme al soffio del vento giovane che ha già solcato il mare col suo carico di sabbia e di dolore – entra dalla finestra aperta il canto lontano di una donna, la paura domina. Perché è l’ora senza barriere, l’ora del tragitto breve fra i sentimenti e i pensieri. L’ora in cui il domani ha il colore che ha, senza l’abbellimento del vano ottimismo.

Con “Il pianto dell’alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi”, libro edito da Einaudi nella collana Stile Libero BIG, De Giovanni chiude la serie dedicata al commissario Ricciardi, una serie ambientata nella Napoli degli anni ‘30 e che ha come protagonista un commissario che ha un dono che è allo stesso tempo una condanna: quello di poter raccogliere le ultime parole di chi sta per morire di morte violenta. De Giovanni è famoso non soltanto per la serie del commissario Ricciardi, iniziata nel 2007 con “Il senso del dolore”, ma anche per la serie poliziesca dei “Bastardi di Pizzofalcone”.

Ne “Il pianto dell’alba” troviamo un Ricciardi insolito: per la prima volta nella sua vita è felice, ha finalmente sposato la sua amata Enrica e insieme aspettano un bambino.
È domenica mattina nella Napoli del 1934, il commissario subito dopo aver salutato la moglie esce dalla sua abitazione per recarsi al commissariato e durante il tragitto pensa alla sua nuova felicità. Quando però vede il brigadiere Maione tentare di calmare una ragazza in lacrime la sua serenità all’improvviso scompare, e si preoccupa ancora di più quando capisce che la ragazza è la cameriera della signora Vezzi, donna che è da sempre perdutamente innamorata di lui. Tra un singhiozzo e l’altro, la cameriera racconta di aver trovato nel letto la padrona incosciente e nuda con a fianco il cadavere del maggiore Von Brauchitsch, l’attuale amante della signora Vezzi. Lo stesso maggiore Von Brauchitsch che tempo prima si era invaghito di Enrica e che per poco non aveva tolto a Ricciardi la speranza di un futuro.
Maione e Ricciardi, insieme al dottor Modo, corrono subito all’appartamento della Vezzi. Una volta arrivati non riescono a svegliare la donna, che tiene nella mano una piccola rivoltella, mentre il maggiore è morto a causa di un proiettile nella scatola crania. A prima vista la scena sembra essere quella di un delitto passionale, ma il commissario Ricciardi non ne è assolutamente convinto. Proprio nel momento in cui sta per analizzare meglio la scena del crimine, entrano nella stanza gli agenti della polizia politica che immediatamente sollevano Ricciardi e i suoi compagni dal caso. Il commissario però non è certo tipo da arrendersi facilmente, dovrà infatti nuovamente affrontare le tenebre e le oscurità del male per scoprire la verità e per poter ritornare alla sua felicità.

La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore.

“Il pianto dell’alba” è la conclusione di un ciclo narrativo che ha appassionato milioni di lettori, in cui tutti i personaggi della serie, grazie alla scrittura magistrale di De Giovanni, danno il meglio di sé all’interno di una storia complessa, nella quale tutto ciò che si apre alla fine si chiude, come in un cerchio.

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