mercoledì 13 novembre 2019

“Possiamo salvare il mondo, prima di cena”: come possiamo salvare la Terra?

26 Agosto 2019 by · Commenta 

Possiamo salvare il mondo, prima di cena - Jonathan Safran Foer

La principale minaccia per l’umanità – l’accavallarsi di emergenze, dalle piogge sempre più violente e torrenziali all’innalzamento dei mari, dai periodi di grave siccità alla diminuzione delle riserve idriche, dalle sempre più vaste zone morte negli oceani alla grande diffusione di insetti nocivi, fino alla scomparsa quotidiana di foreste e specie viventi – per la maggior parte delle persone non è una buona storia.

È uscito oggi in libreria per Guanda il nuovo libro di Jonathan Safran Foer “Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi” in cui lo scrittore di “Ogni cosa è illuminata”, dopo “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali”, ritorna alla forma del saggio, questa volta per raccontare i cambiamenti climatici.

Ormai tutti lo sappiamo: il cambiamento climatico esiste, nonostante qualcuno continui a liquidarlo come la più grande delle fake news, ma se sappiamo che è reale, perché non riusciamo a crederci e soprattutto perché non riusciamo ad agire?
Secondo Foer è perché quella del cambiamento climatico non è una buona storia, in quanto non coinvolge, non affascina, non spaventa tanto da farci cambiare il nostro stile di vita. Perché la Storia in fondo è formata da buone storie: cosa sarebbe successo ad esempio se Gesù, invece che essere inchiodato su una croce, fosse stato annegato in una vasca da bagno o se “Il diario di Anne Frank” fosse stato scritto da un uomo di mezza età nascosto dietro ad un armadio, invece che da un’affascinante ragazza nascosta dietro una libreria?

Non solo la Storia diventa una buona storia a posteriori, le buone storie diventano la Storia. Rispetto al destino del nostro pianeta – che è anche il destino della nostra specie – questo è un problema profondo.

Proprio per questo lo scrittore, attraverso ricordi personali, storie di famiglia, dati scientifici e previsioni sul futuro, usa tutta la sua abilità narrativa per raccontare una delle crisi più difficili che l’umanità abbia mai affrontato, cercando di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa».

Un libro che porta un messaggio che è allo stesso tempo doloroso e scoraggiante, ma anche commovente e ottimistico, una riflessione sul confine tra rinuncia e sacrificio quando c’è in gioco la sopravvivenza della nostra specie che ci costringerà a rivedere il nostro impegno nel salvare la Terra, la nostra unica casa.

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