sabato 04 aprile 2020

L’inganno perfetto: una vendetta dal passato

6 Dicembre 2019 by · Commenta 

È perfetto pensa Roy. Kismet, serendipità, caso o combinazione: chiamatelo come vi pare. Tutte quelle cose insieme. Non sa se crede nel destino, o in qualcosa che si discosti dall’immediato presente. E in fin dei conti, con lui la vita è stata piuttosto generosa.
Si alza e fa il giro dell’appartamento, controlla che le finestre siano ben chiuse e gli elettrodomestici spenti come si deve. Dà un colpetto sulla tasca del blazer appeso alla porta: a posto, il portafogli c’è. E le chiavi sono in bella vista sul tavolino all’ingresso.
Va detto, questa signora pare proprio caduta dal cielo, quanto meno stando alle informazioni che ha riletto sullo schermo. Era anche ora. Sa bene come gestire le variazioni marginali, quei momenti in cui la parola giusta o una frottola innocente trasformano piccole imperfezioni in attributi del tutto positivi. È la natura umana.

“L’inganno perfetto”, edito da Rizzoli, è il romanzo d’esordio di Nicholas Searle, da cui è tratto l’omonimo film in uscita nel 2019 con protagonisti i premi Oscar Helen Mirren e Ian McKellen e la regia di Bill Condon, vincitore, anch’egli del prestigioso premio cinematografico.

Il protagonista è Roy Courtnay, un truffatore ottuagenario deciso ad intraprendere un ultimo grande colpo. Si imbatte, così, attraverso un sito di incontri, in Betty, una vedova benestante, all’apparenza ingenua e frivola, che lo accoglie nella propria casa.
Tutto sembra procedere secondo i piani di Roy, che porta avanti il suo copione senza apparenti intoppi, se non la consapevolezza dell’età che avanza e lo rende meno scaltro che in passato, ma ben presto scopre che non è lui a dettare le regole del gioco e si trova su un palcoscenico diverso, una trama intessuta da fantasmi che arrivano direttamente dal suo passato.

Vincent apre la bocca ma non parla. Sembra stia cercando le parole. Alla fine dice: «Perché Roy? È un fastidio che potresti tranquillamente evitarti. Stai piuttosto bene, credo. Di sicuro non hai bisogno di soldi».
Bene. Forse a questo punto della vita non sarebbe male confidarsi un po’. Sarebbe bello spiegarsi, anche solo con Vincent che, in un certo senso è il suo unico erede.
«Non è che mi dispiacerebbe averne di più» risponde. «I contanti non bastano mai. E poi questo faccio. E lo faccio perché posso, e perché sono bravo. E poi questa gente. Questa stupida gente compiaciuta. Nessuno sa cos’è la sofferenza. Se ne stanno al calduccio al centro delle loro vite senza pensieri. Hanno bisogno di una bella scossa.»

“L’inganno perfetto” è un thriller dal ritmo cadenzato e dalla trama ingegnosa, fatta di scatole cinesi, ambiguità, supposizioni e indizi disseminati con parsimonia che accompagnano il lettore fino allo svelarsi di una verità sconvolgente che affonda le proprie radici in un passato ormai dimenticato.

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