martedì 02 giugno 2020

Il coltello: un thriller conturbante come il paesaggio del freddo nord

10 Dicembre 2019 by · Commenta 

Un vestito lacero ondeggiava dal ramo di un pino marcio. Rammentò al vecchio una canzone della sua giovinezza, che parlava di un vestito su un filo del bucato. Quello, però, non ondeggiava al vento del Sud come nella canzone, ma nella corrente freddissima dell’acqua di disgelo di un fiume. Laggiú, sul fondo , c’era un silenzio assoluto, e nonostante fossero le cinque del pomeriggio di un giorno di marzo, e secondo il meteo un cielo limpido sovrastasse la sua superficie, la luce del sole si riduceva a poco o niente una volta filtrata da uno strato di ghiaccio e quattro metri di acqua. Perciò il pino e il vestito erano immersi in una strana penombra verdastra. Era un vestito estivo, aveva concluso il vecchio, azzurro a pois bianchi.

“Il coltello”, edito da Einaudi, è l’ultimo libro di Jo Nesbø, maestro del thriller norvegese, autore di romanzi di grandissimo successo quali “Il leopardo” e “L’uomo di neve”.

Il romanzo segna il ritorno di Harry Hole, il controverso ex commissario di polizia, allontanato dal lavoro a causa della sua dipendenza dall’alcool ed i suoi metodi investigativi poco ortodossi. In questo romanzo Hole si trova a dover indagare su un omicidio che lo tocca negli affetti più intimi, l’ex moglie Rakel, infatti, è stata uccisa e Harry, svegliatosi ricoperto di sangue e senza ricordare nulla della notte precedente a causa dell’alcool, deve anzitutto dimostrare di essere estraneo ai fatti, prima di dedicarsi alla ricerca del colpevole. Un’indagine che supera il confine tra sete di giustizia e desiderio di vendetta, e riporta a galla vecchi nemici e conflitti.

Togliersi la vita. Ci aveva pensato già in quel momento? Anche se le ore precedenti al suo risveglio sul pavimento a casa di Rakel erano ancora avvolte nell’oscurità, Harry aveva capito – e rimosso – di essere colpevole. E si era subito impegnato a cercare un capro espiatorio, non per riguardo a sé stesso, ma per riguardo a Oleg. Adesso però che si era rivelato impossibile trovare un capro espiatorio o, se non altro, qualcuno che si meritasse un errore giudiziario, Harry era fuori dai giochi. Poteva uscire di scena. Poteva uscire da tutto quanto.

Nesbø torna con un thriller dal ritmo lento e cadenzato, ma dalla trama complessa e intricata che non fa calare la tensione neanche per un secondo, affrontando gli abissi dell’animo umano e offrendo immagini crude, ma al contempo vivide, che sono la cifra della sua scrittura.

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