sabato 31 ottobre 2020

L’Angelo di Monaco: un thriller in equilibrio tra realtà e finzione

24 Gennaio 2020 by · Commenta 

Sta Morendo.
Nella stanza chiusa a chiave, la ragazza giace a terra di fronte al divano, gli occhi sgranati, le labbra schiuse, la pelle fredda, sempre più fredda, mentre il sangue si allarga lento sul vestito.
Poco più in là, sopra il tappeto azzurro, la pistola ormai inerte è rivolta verso la finestra. Per la ragazza era solo un oggetto, fino a poco fa, un oggetto qualunque. Adesso è la cosa più importante della sua vita, la meta cui senza saperlo era diretta dal principio.
Un tonfo, rumore di passi. Oltre la porta bloccata, la vita dell’appartamento continua regolare, ignara della sua presenza, che presto si trasformerà in assenza. La ragazza vorrebbe muoversi, chiamare, ma lo sparo le ha tolto ogni energia. Solo la coscienza rimane, a intervalli di cui non sa tenere conto.

“L’angelo di Monaco” è il romanzo d’esordio di Fabiano Massimi, edito da Longanesi.

Il corpo di una giovane donna senza vita, apparentemente suicida, viene ritrovato in un lussuoso appartamento al centro di Monaco, la vittima è “Geli” Raubal, nipote prediletta di un uomo che sta facendo parlare di sé in tutta la Germania: Adolf Hitler. Il commissario Sauer, in gioventù appartenente alle Camicie Brune, e il suo collega Forster sono incaricati dell’indagine. In poco tempo si rendono conto che nulla è come appare e si troveranno invischiati in un’oscura vicenda che affonda le radici in invidie politiche e giochi di potere. I due protagonisti indagano a stretto contatto con le personalità più influenti dell’emergente Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori: Himmler, Heydrich, Göring, Goebbels e Hitler stesso, nel disperato tentativo di restituire giustizia e dignità ad una giovane ragazza vittima della sete di potere, delle perversioni e della malvagità di uomini senza scrupoli.

Maurice si strinse nelle spalle, come a dire che non c’era poi molto da dire. «Il Partito non ha mai amato Geli. Tutti a lamentarsi che il capo perdeva troppo tempo con quella ragazzina, che lei era troppo addentro ai loro segreti, che non avrebbe dovuto partecipare alle riunioni politiche, e che sarebbe stato più saggio non mostrarsi tanto in giro insieme a lei, fornendo ai giornali e agli avversari un obiettivo fin troppo facile da colpire.
«Potrebbero essere stati loro?» chiese Mutti. «Nemici di Hitler che volevano indebolirlo colpendolo negli affetti?»

Un thriller che si snoda, avvincente, nei meandri di un evento realmente accaduto, ma poco conosciuto. Un equilibrio perfetto tra realtà e finzione.

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