mercoledì 19 febbraio 2020

L’ultimo regalo: una donna alla ricerca del proprio passato

10 Febbraio 2020 by · Commenta 

Ha avuto tutto inizio a novembre. Ricordo ancora con chiarezza le pesanti nubi color carbone e la nebbiolina che aleggiava sul prato. L’odore umido di foglie marce si mescolava a quello di fumo. Sembrava che un peso gravasse sull’intero giardino. Non so proprio perché le condizioni atmosferiche siano così rilevanti, ma molte storie iniziano descrivendo il tempo di una particolare giornata. Forse mi sto sforzando troppo, forse dovrei iniziare con la lettera. Dopotutto è lì che comincia la storia. La lettera è stata il catalizzatore di tutto ciò che è successo dopo.

“L’ultimo regalo”, edito da Editrice Nord, è il nuovo romanzo di Kathryn Hughes, già autrice di “La chiave dei ricordi” e “La lettera”

La protagonista del romanzo è Tara, una donna la cui esistenza non è più la stessa da quando ha scoperto il tradimento del marito Ralph, che ha messo incinta la propria segretaria. Per di più Dylan, loro figlio,che sta studiando medicina presso l’Università di Newcastle, ormai è un adulto ansioso di prendere in mano la propria vita e rendersi indipendente. Tara è rimasta completamente sola.
Quando riceve una lettera il mondo sembra crollarle addosso, ma questa non proviene dagli avvocati di Ralph, ma dallo studio legale Irwin Fortis che le comunica che qualcuno la sta cercando da oltre trent’anni, consegnandole una scatoletta contenente una chiave color argento che sembra essere quella di una cassetta di sicurezza. Tara non sa cosa contenga, ma sa che, qualunque cosa fosse, lei l’aspettava da trentasette anni. Tara infatti non si è mai rassegnata alla misteriosa scomparsa della madre Violet durante un viaggio in Spagna compiuto con un uomo affascinante e privo di scrupoli. Adesso, dopo quasi quarant’anni, attraverso un ultimo regalo, è possibile arrivare alla verità.

C’era una foto di mia madre seduta in camerino, che alzava una coppa di champagne verso l’obiettivo. Era così radiosa e piena di vita che non ho osato parlare, perché avevo un groppo in gola. Quando Mr Muggles mi è saltato in braccio, gli ho accarezzato distrattamente la testa.
«Tutto bene, Mrs Richards?»
Ho posato a terra con delicatezza il gatto. Adesso avevo una buona scusa per lasciar scendere le lacrime. «Sì. Mi deve scusare, però sono allergica ai gatti.»
«Oh, perchè non me lo ha detto subito?» Scotty ha sospinto Mr Muggles nella stanza sul retro e ha chiuso la porta, senza però riuscire a zittire i suoi lamentosi miagolii. «Lasciamo tracce del nostro passaggio ovunque andiamo. Non esiste un nascondiglio sicuro, il che è fantastico se si vuole essere ritrovati, meno se non lo si desidera. Comunque, una volta scoperto il vero cognome di sua madre ogni ostacolo è sparito, ed eccoci qua.»

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