venerdì 16 novembre 2018

Recensione di “The Game” di Alessandro Baricco

Recensione di “The Game” di Alessandro Baricco

2 ottobre 2018 by · Commenta 

Due mondi. Il termometro con il mercurio e quello digitale. Il vinile e il CD. La pellicola cinematografica e il DVD. Calciobalilla e videogame. Due mondi. Un possibile difetto del secondo (quello digitale) è che non è in grado di registrare tutte le sfumature del reale: lo registra a salti, una volta ogni tanto: per capirci, la lancetta sull’orologio del campanile si muove di un moto continuo, colma ogni micro istante del tempo, così come il mercurio, cambiando volume nel termometro, si spostava nella colonnina colmando ogni microlivello di temperatura: ma il vostro orologio digitale non lo fa, magari vi conta i secondi, magari anche i decimi o i centesimi, ma poi a un certo punto smette di contare e salta alla cifra dopo: lì, in mezzo c’è una porzione di mondo (infinitesimale) che il sistema digitale si perde per strada.

Alessandro Baricco torna con “The Game”, un ideale proseguimento del suo “I barbari” del 2006. The Game: è così che Baricco chiama la nostra realtà, sempre più digitale e social e questo libro si propone di spiegarla, agendo come una mappa, una guida per orientarsi nel  mondo affermatosi dopo un cambiamento epocale largamente annunciato ma dai molti risvolti inaspettati. Il viaggio parte dalla Silicon Valley, un luogo che a visitarlo non trasmette molto il concetto di rivoluzione con le sue villette a schiera, ma che ne è impregnato, perché tra quelle villette c’è anche quella il cui garage ha ospitato due giovani visionari: Steve Jobs e il grande e potente Wizard of Woz, Steve Wozniak, fondatori della Apple…continua a leggere

Recensione del libro: “Giuro che non avrò più fame” di Aldo Cazzullo

Recensione del libro: “Giuro che non avrò più fame” di Aldo Cazzullo

25 settembre 2018 by · Commenta 

Il cibo era un’ossessione. Ancora negli anni Sessanta, le nostre nonne cucinavano tutto il giorno: avevano conosciuto la fame, non volevano che i nipoti dovessero ripetere l’esperienza; se non ripulivi il piatto, le sentivi mormorare: “Ti ci vorrebbe un po’ di guerra…”. I padri invece ripetevano che dovevamo studiare per farci “una posizione”, e contribuire alla crescita economica, sociale, culturale della famiglia e anche del Paese.

Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del «Corriere della Sera», in “Giuro che non avrò più fame” ci racconta la crisi attuale tramite un viaggio in un passato non così remoto ma che molto spesso viene dimenticato. L’Italia del secondo dopoguerra, infatti, non era poi molto diversa da quella attuale: un decennio di crisi mostruosa e, sembra, insuperabile, ha creato un baratro notevole, aumentato vertiginosamente la popolazione che vive sotto la soglia di povertà e costretto gli appartenenti alla classe media a vivere in uno stato di continuo panico, terrorizzati dall’idea di poter perdere il lavoro da un momento all’altro, cosa che  purtroppo in questi anni è diventata fin troppo frequente. L’Italia del 2018, quindi, è sopravvissuta ad una “guerra” e si sente povera, ma…continua a leggere

Recensione libro: “21 lezioni per il XXI secolo” di Yuval Noah Harari

Recensione libro: “21 lezioni per il XXI secolo” di Yuval Noah Harari

21 settembre 2018 by · Commenta 

Il monoteismo ha fatto poco per migliorare le qualità morali della nostra specie – pensate davvero che i musulmani siano intrinsecamente più etici degli indù, solo perché credono in un unico dio mentre gli indù credono in molti dei? I conquistadores spagnoli erano moralmente migliori delle tribù pagane Inca e Azteche del Centro America? Quello che il monoteismo ha fatto di sicuro è stato rendere molti popoli più intolleranti, contribuendo a legittimare e a promuovere le persecuzioni religiose e le guerre sante.

Yuval Noah Harari è uno storico e un saggista, anche se queste parole non sono sufficienti a definirlo. Harari, infatti, è molto più di questo, nei suoi saggi è di una chiarezza disarmante e ha la rara capacità di trattare fenomeni di portata mondiale rendendoli comprensibili a chiunque. È per questo che il suo libro “Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità” è stato tradotto in trenta lingue vendendo oltre un milione di copie. La sua nuova opera, “21 lezioni per il XXI secolo”, dedicata al marito Itzik Yahav, presenta la stessa accessibilità e un impianto…continua a leggere

Recensione libro “In America” di Tiziano Terzani

Recensione libro “In America” di Tiziano Terzani

7 settembre 2018 by · Commenta 

Gli ultimi avvenimenti in Vietnam, che pur hanno enormemente colpito l’attenzione del grosso pubblico, non hanno sostanzialmente modificato il suo atteggiamento nei confronti della guerra. La mia impressione è che chi era contro prima lo è di più, chi era a favore non lo è di meno, e chi (e sono ancora tanti!) non sapeva cosa pensare lo sa meno di prima. […] Per ogni americano in più che muore in Asia, diventa più consistente l’argomento che ritirarsi o cercare un compromesso significherebbe aver fatto invano tutti i sacrifici e aver sprecato le vite dei soldati.

Tiziano Terzani è un giornalista celebre per la sua conoscenza approfondita dell’Asia. Nei suoi “In Asia”, “Buonanotte, signor Lenin” e “Un indovino mi disse” ha raccontato le particolarità di un continente variegato e pieno di storia e tradizione, che Terzani ha girato in lungo e in largo trasformandolo per tre decadi nella sua casa. Tramite queste opere si può comprendere il misticismo, vedere tramite gli occhi pieni di curiosità del reporter realtà incredibili e ci si può addentrare nella storia di alcune nazioni che, sotto molti aspetti, ci risultano ancora estranee. Ma c’è stato un tempo in cui la bussola del giovane giornalista non era ancora puntata verso l’oriente, ma verso l’occidente più profondo, quello degli Stati Uniti. È il 1966…continua a leggere

Recensione libro: “Preghiera del mare” di Khaled Hosseini

Recensione libro: “Preghiera del mare” di Khaled Hosseini

6 settembre 2018 by · Commenta 

Ma quella vita, quel tempo, ora sembra un sogno persino a me, come un brusio che svanisce in lontananza.

Il nuovo libro di Khaled Hosseini, scrittore di bestsellers che hanno conquistato un’ampia frangia di lettori come “Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli” torna con “Preghiera del mare”, ispirato dall’attuale crisi dei rifugiati e pubblicato in occasione dell’anniversario della morte di Aylan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni ritrovato su una spiaggia turca. “Preghiera del mare” è una lettera di un padre al figlio, scritta poco prima di imbarcarsi per un viaggio pericolosissimo via mare che, si spera, li porterà verso una nuova patria, dove non siano più costretti ad incontrare morte e distruzione ad ogni angolo di strada. Sono migranti come ne arrivano tanti…continua a leggere

Recensione libro: “Anatomia di uno scandalo” di Sarah Vaughan

Recensione libro: “Anatomia di uno scandalo” di Sarah Vaughan

11 luglio 2018 by · Commenta 

Olivia è il ritratto dell’innocenza, o quanto meno sembra più innocente di quanto ci si aspetterebbe da una giovane donna di quasi trent’anni che si è messa con un uomo sposato. Indossa un vestitino semplice, con il colletto piatto. Forse ha un po’ esagerato, eppure funziona. È abbastanza magra da sembrare quasi androgina, eterea; un corpo del tutto asessuato. I piccoli seni – brancicati e addentati, come tra poco sosterrà la pubblica accusa – sprofondati nel tessuto blu scuro; le lunghe gambe nascoste dalla sponda di legno. Non il minimo accenno ad una sessualità esplicita, tentatrice.

James Whitehouse ha una vita perfetta. È sottosegretario al ministero dell’Interno, ha una moglie splendida, Sophie, conosciuta al college e due bambini adorabili. È un uomo bello, potente, realizzato. Ma forse anche uno stupratore. Questa è l’accusa che gli viene mossa da una delle sue assistenti, Olivia. La ragazza, con cui Whitehouse avrebbe avuto una relazione, scatena un pandemonio denunciando il fatto che, dopo la loro rottura, lui avrebbe approfittato di lei dentro ad un ascensore nonostante la ragazza l’avesse implorato più volte di fermarsi. Il processo si prevede difficile per l’accusa, sostenuta da Kate, un’avvocatessa molto famosa per la sua tenacia e per l’inflessibilità, che ha già fatto la conoscenza di Whitehouse molto tempo prima…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “Il gioco” di Carlo D’Amicis

Cinquina finalista Premio Strega: “Il gioco” di Carlo D’Amicis

28 giugno 2018 by · Commenta 

…Lo senti, amore mio?… È Mister Wolf, ha viaggiato di notte per te.. Ha viaggiato sull’Aurelia, con i camion… Maremma maiala questo pezzo d’uomo si schianterebbe sulla variante per te!…

Leonardo, nel frattempo, mi pompava su un fianco senza emettere un fiato. Non perché gli mancassero le parole (l’affabulazione durante il sesso rimane il suo forte), ma per rispetto del mio ciclo circadiano. Cercava insomma di fondere in un unico ritmo la sodomia richiesta dal cuckold e il proposito di non svegliarmi, cullandomi più o meno dolcemente a colpi di cazzo. L’incullata, la chiamavamo.

“Il gioco” è uno dei romanzi finalisti del Premio Strega, il cui vincitore sarà proclamato giovedì 5 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. L’autore è Carlo D’Amicis, scrittore tarantino di nascita e romano d’adozione già conosciuto per La guerra dei cafoni, che ha ispirato l’omonimo film.

“Il gioco” narra, attraverso l’espediente narrativo dell’intervista, il rapporto tra Leonardo, Eva e Giorgio, in arte Mister Wolf, la First Lady e il Presidente. La relazione tra i tre nasce come un gioco erotico, il cockoldismo o candaulesimo, che prevede che un uomo sposato, in questo caso il Presidente, provi piacere nel sapere e nel vedere la propria moglie che intrattiene rapporti sessuali con un vero maschio alfa, in gergo, bull. Non solo, ma parte del godimento consiste nel subire le beffe degli altri due che lo appellano con epiteti come “cornuto” e ne deridono gli attributi virili. È così che si incontrano i nostri tre personaggi: Eva, una ragazza dal passato difficile e dalla sessualità dirompente, scampata per un pelo alla mafia e sposata giovanissima a Giorgio…continua a leggere

Recensione libro: “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” di Edoardo Montolli

Recensione libro: “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” di Edoardo Montolli

29 maggio 2018 by · Commenta 

Le due agende di Giovanni Falcone raccontano molto degli ultimi mesi di vita del giudice. In particolare dei suoi stretti rapporti all’interno delle istituzioni, quelli con Calogero Mannino, Salvo Andò, Claudio Martelli, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti, tutti cerificati da Genchi negli appuntamenti, dai numeri di telefono e dai tabulati. Eppur, nei periodi immediatamente successivi alla strage, ma anche negli ultimi anni a venire, si dirà tutt’altro.

Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta, ha analizzato le agende per otto lunghi anni e in “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” collega gli appunti del magistrato con i fatti noti e le testimonianze dei pentiti, sottolineando incongruenze e mancanze e tracciando un quadro che sembra collocare l’omicidio di Falcone, della moglie e della sua scorta, all’interno di un progetto di destabilizzazione più ampio.

La strenua battaglia intrapresa contro la mafia da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino ha riempito le pagine della cronaca per anni: i due magistrati, originari dello stesso quartiere di Palermo e amici fin dall’infanzia, collaborarono a lungo con il pool antimafia inseguendo il sogno di restituire la Sicilia ai cittadini onesti. Contrastare la mafia, però, è un lavoro pericoloso…continua a leggere

Recensione libro: “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale” di Alessandro Leogrande

Recensione libro: “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale” di Alessandro Leogrande

22 maggio 2018 by · Commenta 

Caro straniero, per quanto l’uomo non sia affatto instancabile e qualche volta sia costretto a fermarsi, ciò che egli produce, spesso insensatamente, ha il potere di sfidare ad armi pari il logorio del tempo. La fabbrica non dorme mai. È un concetto, questo, che ho fisso in testa, credo da sempre. L’imponenza degli altiforni, il loro eterno lavorio, è un’immagine costante delle notti tarantine, quando il cielo in profondità si tinge di rosso e le stelle, ormai da anni, non si vedono più.

Alessandro Leogrande è stato un grande intellettuale del nostro tempo. Già autore di “La frontiera” e “Fumo sulla città” Leogrande è stato giornalista,  studioso, ma soprattutto profondo conoscitore della sua città d’origine, Taranto. Quest’opera, “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale”, raccoglie proprio gli scritti imperniati su Taranto, sui suoi politici, il modo in cui si è dissennatamente sviluppata negli anni ’60 e ’70 e sull’Ilva, che ancora oggi miete vittime tra i suoi lavoratori. Leogrande passa…continua a leggere

Addio ad Aharon Appelfeld

Addio ad Aharon Appelfeld

9 gennaio 2018 by · Commenta 

Quando ero nel ghetto o in campo di concentramento – furono momenti terribili – ho incontrato delle persone che mi hanno dato un pezzo di pane, semplicemente un pezzo di pane. Ma quel tozzo di pane mi ha dato la speranza che gli uomini non sono tutte bestie e che vi è ancora luce nella storia.

Lo scrittore israeliano Aharon Appelfeld, sopravvissuto all’Olocausto, si è spento nella notte del 4 gennaio 2018 a Gerusalemme. Nato il 16 febbraio 1932 a Czernowitz, nella Bucovina del Nord, nel 1941 è stato deportato insieme al padre in un campo di concentramento in Transnistria, dal quale è riuscito a fuggire, nascondendosi per i successivi tre anni nelle foreste. Per salvarsi si è unito all’Armata Rossa e vi ha prestato servizio come cuoco. Alla fine della guerra ha raggiunto l’Italia, per potersi imbarcare a Napoli e approdare in Palestina. Insegnante di letteratura ebraica all’Università Ben Gurion del Negev a Be’er Sheva’, è diventato uno dei più importanti scrittori israeliani del XX secolo. Nei suoi numerosi romanzi, in gran parte autobiografici, ha affrontato esclusivamente il tema della Shoah e dell’Europa prima e durante la Seconda guerra mondiale. Anche se la storia è già nota, è impossibile non restare irretiti per la genuina semplicità con cui quella tragedia epocale riemerge attraverso gli occhi e le memorie di una vittima che l’ha subita da bambino… continua a leggere

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