mercoledì 22 febbraio 2017

Santa degli impossibili

Santa degli impossibili

13 maggio 2015 by · Commenta 

La prima volta che ho visto Annamaria non mi è stata simpatica. Sembrava impermeabile a tutto, distaccata, impegnata in pensieri suoi.
Poi una notte ci siamo incontrate in bagno. In ospedale di notte le luci restano accese ma c’è silenzio, e con la scusa di andare in bagno facevo spesso un giro per i corridoi deserti e illuminati di luce fredda e bianca.
Lei fumava davanti alla finestra aperta, con un’espressione triste che non le avevo notato prima. Mi era venuto spontaneo chiederle se aveva bisogno di qualcosa e lei mi aveva risposto: «Mi sembra sia tu quella che ha bisogno di qualcosa» guardandomi fissa negli occhi.

L’ultimo romanzo di Daria Bignardi, Santa degli impossibili (Mondadori), è il racconto a tre voci di una strana, asimmetrica, ipotetica rinascita. La protagonista della vicenda è Mila, una donna di quasi quarant’anni con dentro un’inquietudine apparentemente priva di ragioni, ma che pure c’è e le consuma la vita, gettando ombre su ogni aspetto della sua esistenza, giorno dopo giorno.
Mila ha un marito, un uomo che ha amato e di cui conosce a menadito i difetti, che le sembrano ogni giorno più insopportabili; ha tre figli che ama profondamente e a cui ha scelto di dedicare la vita, sacrificando il suo lavoro di giornalista, che però le succhiano ogni energia; ha un meraviglioso bagaglio di ricordi risalenti all’epoca d’oro della sua infanzia, quando viveva con i suoi genitori, un uomo e una donna capaci di dedicarsi con tutto il cuore agli altri, senza dare mai l’idea di stare compiendo un sacrificio, ma non riesce a trasformare la sua memoria di quel passato in qualcosa capace di rendere migliore il presente… Continua a leggere

Le mille luci del mattino

Le mille luci del mattino

6 febbraio 2015 by · Commenta 

La bugia e la verità hanno in comune che è sconvolgente scoprire tanto l’una quanto l’altra. D’altro canto, smascherare una bugia significa anche svelare una verità. Soltanto chi mente conosce la linea che le separa, mentre per tutti gli altri è più confusa. Soltanto io e il vicepresidente sappiamo che, per quanto io lavori molto, in realtà non sto lavorando. Non faccio niente di utile per l’azienda. Eppure sono sempre assorta con lo sguardo fisso sul mio computer, perciò sono un elemento confuso nella mente degli altri. Non possono dire che non lavori, ma non saprebbero neanche dire cosa faccio.

Dopo il successo planetario di Il profumo delle foglie di limone e di Le cose che sai di me, Clara Sànchez torna oggi in libreria con Le mille luci del mattino (Garzanti), nuovo romanzo destinato a conquistare il pubblico grazie al fascino di una storia che va a scavare nelle luci e nelle ombre che ogni persona nasconde e che parla di misteri, segreti, menzogne e verità.
Protagonista di questo nuovo romanzo è Emma, una ragazza coraggiosa, ambiziosa e determinata a cui la vita sembra aver fatto grandi promesse che però poi, alla prova dei fatti, non sono state mantenute. Emma si trova infatti, suo malgrado, a un punto di svolta della sua esistenza: dopo molti anni di convivenza l’uomo che amava l’ha lasciata, e il suo più grande sogno – quello di diventare una romanziera di successo – sembra essere destinato a restare un desiderio irrealizzabile e troppo ambizioso, da accantonare una volta per tutte.
Decisa a non lasciarsi vincere dalla depressione e consapevole di dover prendere in mano la propria vita, Emma accetta di lavorare come segretaria personale per il vicepresidente di una grande azienda, mettendo temporaneamente da parte le sue aspirazioni e i suoi sogni… Continua a leggere

I love shopping a Hollywood

I love shopping a Hollywood

3 ottobre 2014 by · Commenta 

Sono passate due settimane. E io vivo a Hollywood. Io, Becky Brandon, vivo a Hollywood. Vivo a Hollywood! Continuo a ripetermelo ad alta voce per vedere se mi sembra più vero, ma mi pare sempre di dire: Vivo nel paese delle fate.
La casa che abbiamo preso in affitto in collina è quasi tutta di vetro e ha tanti di quei bagni che non si capisce cosa dovremmo farcene. E poi si sono una graziosa cabina armadio e una cucina esterna. E la piscina! E un tizio che se ne occupa! (È compreso nel prezzo e purtroppo è un cinquantatreenne con la pancetta.)
La cosa più straordinaria è la vista. Ogni sera ci sediamo sulla terrazza a guardare le luci scintillanti di Hollywood, e sembra di essere in un sogno.

Becky Brandon, l’eroina shopping-addicted protagonista del ciclo di Sophie Kinsella I love shopping, torna oggi in libreria con I love shopping a Hollywood (Mondadori), nuova avventura ambientata nella città più glamour della California, vera e propria capitale dello star system mondiale, luogo da sogno in cui ad ogni angolo si incontrano registi, attori e celebrità dello show business.
Luke, il marito di Becky, viene infatti trasferito per motivi di lavoro proprio a Hollywood, e la moglie non esita a seguirlo, con la loro figlioletta Minnie al seguito, in quella nuova città, pronta a cogliere tutto il meglio che quel mondo scintillante ha da offrire… continua a leggere

L’amore che ti meriti

L’amore che ti meriti

2 ottobre 2014 by · Commenta 

Ho sempre pensato che ci siano segreti che non si possono rivelare. Non ne avevo mai parlato ad Antonia per non contaminarla con il mio dolore.
Nemmeno Franco, mio marito, conosce i dettagli di quello che accadde. Sa che mio padre si uccise ma non sa in che modo. Che mia madre si ammalò e la nostra famiglia andò in pezzi, e che fu colpa mia.
Lui mi ha curata, ma a salvarmi è stata Antonia: avevo vent’anni quando è nata. Ora che anche lei aspetta un figlio era il momento di raccontarle tutto.
Non le ho mai detto come è scomparso suo zio, anche perché non lo so.

È una storia di ricordi, segreti e rimorsi L’amore che ti meriti (Mondadori) quarto romanzo di Daria Bignardi che arriva domani in libreria e che colpisce al cuore con una vicenda in cui passato e presente si mescolano, chiamando uomini e donne a fare i conti con se stessi, i propri dolori e le proprie responsabilità. Prima tra tutte, quella di amare e di essere amati.
Protagoniste di questa “storia familiare” sono due donne, Alma e Antonia, madre e figlia, che un giorno si trovano a condividere una storia che da anni è sepolta nella nebbia del non-detto, da dove aspetta di riemergere, poco per volta. La storia è quella di Maio, l’amatissimo fratello di Alma, scomparso trent’anni prima… continua a leggere

Lungo il fiume

Lungo il fiume

29 agosto 2014 by · Commenta 

C’era gente cattiva, là fuori, gente pericolosa, gente capace di metterti in croce, gente che magari conoscevi e gente che non conoscevi affatto, e quest’ultima ammissione era forse la più tremenda di tutte, la più spaventosa. Forse era questo quel che intendevano tutti quando parlavano di diventare grandi: non erano gli anni che contavano, ma quel che si imparava. E Mary aveva imparato qualcosa.
La lettera che ha scritto Mary è poco più che uno scarabocchio, e non è indirizzata a nessuno in particolare: «Non ti odio, lo sai bene. Vorrei tanto che tu fossi mia sorella o mio fratello, non mio figlio. Se solo tu sparissi, tutto andrebbe a posto, tutto sarebbe perfetto. Non posso tenerti dentro di me. Quel che chiedo alla tua anima è di volare via adesso, e di aspettare la madre giusta. So di non essere io.»

Edna O’Brien torna a raccontare il mondo chiuso, intenso e spesso crudele dell’Irlanda più tradizionalista e conservatrice con il romanzo Lungo il fiume, uscito in inglese nel 1996 ma pubblicato solo oggi nella sua traduzione italiana da Elliot.
Il romanzo si ispira al celebre “X Case” che, nel 1992, divise profondamente l’Irlanda e portò al centro del dibattito pubblico internazionale il tema degli abusi sessuali subiti da bambine e ragazze minorenni da parte di parenti o conoscenti… continua a leggere

Alabarde alabarde

Alabarde alabarde

28 agosto 2014 by · Commenta 

Quella sera stessa, dopo cena, si sedette nella sua poltrona favorita, aprì l’espoir e si addentrò nella guerra civile di spagna. […] artur paz semedo se la godeva come un re. In capo a una settimana di disciplinata e attentissima lettura, quando ormai si stava avvicinando all’epilogo del libro, poche parole, all’improvviso, vennero a scuotergli l’anima, lo spirito, il corpo, insomma, tutto quanto in lui fosse suscettibile di essere scosso. Ecco il brevissimo passaggio responsabile dell’accaduto: “Il commissario della nuova compagnia si alzò in piedi: ‘Agli operai fucilati a Milano per aver sabotato gli obici, hurrà’”. Undici parole semplici, correnti, una sola riga di testo, niente di più chiaro, non poteva esserci la minima confusione.

Negli ultimi anni della sua vita, dopo un’esistenza costellata di successi letterari e coronata dalla vittoria, nel 1998, del premio Nobel, José Saramago cominciò a lavorare a un nuovo romanzo. Troviamo traccia di questo ultimo, straordinario progetto in uno dei diari dell’autore portoghese che, nonostante i suoi quasi novant’anni, nell’estate del 2009 scriveva: «È possibile, chissà, che magari io scriva un altro libro». La morte, purtroppo, ha impedito a Saramago di portare a termine il suo proposito, ma Feltrinelli pubblica oggi – con il titolo Alabarde alabarde e con un’intensa postfazione di Roberto Saviano – le prime pagine di questo romanzo destinato a restare incompiuto… continua a leggere

Voglio vivere una volta sola

Voglio vivere una volta sola

27 agosto 2014 by · Commenta 

«Mi chiamo Violette. I miei genitori si chiamano Emma e Léonard. I miei fratelli Jean e Augustin. E io non sono mai nata.
Adesso non immaginatevi una storia triste, di figli scomparsi prematuramente e cose del genere. Tranquilli. Io non sono mai nata davvero, mai messa al mondo, mai concepita. Ma fortemente voluta da tutti. Da mio padre, che ha sempre desiderato una figlia femmina. Come tutti i padri, del resto. Da mia madre, che avrebbe tanto voluto un’altra ragazza in famiglia. Da Jean, che se proprio avesse potuto scegliere non avrebbe voluto un altro maschio tra i piedi. E infine da Augustin, che è nato per ultimo e una sorella gli sarebbe proprio servita.»

Il nuovo romanzo di Francesco Carofiglio, Voglio vivere una volta sola (Piemme), racconta una storia leggera come un soffio di vento, che scorre veloce attraverso le parole di una protagonista unica, indimenticabile, capace di farsi ricordare per l’unicità del punto di vista di cui si fa portatrice. La voce narrante di questa storia, infatti, è quella di Violette, una bambina che non è mai esistita, non è mai nata, non è mai stata concepita, eppure – in qualche modo misterioso – c’è… continua a leggere

L’eccezione

L’eccezione

19 giugno 2014 by · Commenta 

Non voglio torturarmi pensando che mio marito sta dormendo in un altro appartamento a due isolati da qui, fra le braccia del suo amante. Così me ne sto completamente immobile, a occhi aperti, in un silenzio tetro, tentando di concentrarmi. Inspirare. Espirare. Porgo l’orecchio, mi sembra di sentire la gatta, ma non riesco a ricordare se la porta di casa è chiusa a chiave come dovrebbe. Sono trascorse sei ore, da quando mio marito ha stappato la bottiglia di champagne e mi ha annunciato di volermi lasciare per un altro, e il mio corpo sente ancora il contatto delle sue dita. Allungo il braccio nel buio e a tastoni cerco il cellulare. Torna a casa, digito sui tasti.
Lui è sveglio, mi risponde immediatamente. Non mi sentivo felice, perdonami

Nel suo ultimo romanzo, L’eccezione (Einaudi), la scrittrice islandese Auður Ava Ólafsdóttir riesce a condensare il meglio della sua prosa, ricreando con maestria e intelligenza il clima luminoso e magnetico che caratterizzava anche Rosa candida, il brillante testo d’esordio che l’ha resa famosa in tutta Europa.
Anche questa volta, la trama ideata dall’autrice islandese conduce i suoi lettori dentro la vita di un personaggio femminile dai tratti indimenticabili: si tratta di María, giovane moglie e madre felice di una coppia di gemelli, che una sera scopre, contro ogni aspettativa, di essere “l’eccezione”. Il suo premuroso e affettuoso marito, infatti, le rivela di essere innamorato di un collega… continua a leggere

Albergo Italia

Albergo Italia

9 giugno 2014 by · Commenta 

«Pensava t’liàn fetiunnì ilkà aitiaguès, non sentirti felice se l’italiano ti ha detto che ti vuole bene, t’liàn tzelliunnì ilkà ait’guai, non sentirti triste se l’italiano ha detto che ti odia. Cioè: mai prenderli troppo sul serio, comunque.
Ogbà non lo sapeva, ma appoggiato alla balconata interna dell’albergo, il mento su una mano e lo sguardo annoiato, quasi seccato, sulla portafinestra che dava sul giardino, il capitano Colaprico pensava più o meno la stessa cosa, pensava facciamo sempre cose inutili, noi italiani

L’Albergo Italia che regala il suo titolo al nuovo romanzo di Carlo Lucarelli, in uscita domani per Einaudi Stile Libero, è l’hotel più elegante di Asmara, capitale dell’Eritrea che, all’epoca in cui è ambientata la vicenda, è da alcuni anni diventata colonia italiana. Tra le mura di questo hotel brulicante di un sottobosco di attività lecite e illecite, di giovani prostitute e di militari non sempre impeccabili, di uomini d’affari eleganti e di faccendieri abituati a chiudere uno e se serve anche due occhi, di lingue che si mescolano e di dialetti che si scontrano in un guazzabuglio affascinante e multicolore, un giorno viene trovato un cadavere… continua a leggere

Il serpente di Dio

Il serpente di Dio

21 maggio 2014 by · Commenta 

«Andrej stava pensando che i ribelli potevano essere lì per una sola ragione. Suo padre gli aveva detto che durante la guerra giravano per i villaggi minacciando gli uomini per costringerli a combattere al loro fianco. Quando le persone finivano per unirsi a loro, quindi, non sempre si trattava di decisioni volontarie. Molti lo facevano perché la famiglia non subisse ritorsioni, per salvare i figli dalle vendette dei gruppi radicali islamici.
– Vogliono arruolare gli uomini del nostro villaggio. Lo faranno a forza. Minacceranno di ammazzare il bestiame, poi le famiglie. Bloccheranno le vie che portano al villaggio così nessuno potrà più entrare né uscire. Metteranno le mine nel bosco, ci terrorizzeranno finché non otterranno quello che vogliono.
Ismail abbassò lo sguardo: – Siamo dei vigliacchi, Andrej, due vigliacchi. Tremiamo come delle ragazzine…
– Abbiamo quattordici anni, siamo finiti contro un ribelle armato di Kalasnikov e non siamo morti. Per ora abbiamo fatto del nostro meglio.»

È un grande romanzo di amicizia, guerra e avventura Il serpente di Dio, ultimo lavoro di Nicolai Lilin appena pubblicato da Einaudi.
In queste pagine, l’autore di Educazione siberiana racconta una storia che assomiglia a una leggenda antica, che esce da un passato remoto per precipitare di colpo, senza possibilità di salvezza, in un presente che non perdona.
La vicenda è quella dell’amicizia che lega due ragazzi, Andrej e Ismail, nati e cresciuti insieme in un minuscolo villaggio sulle montagne del Caucaso… continua a leggere

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