sabato 25 novembre 2017

Recensione libro: “Dunkirk” di Joshua Levine

Recensione libro: “Dunkirk” di Joshua Levine

30 agosto 2017 by · Commenta 

All’inizio dell’estate del 1940, Anthony Irwin era un giovane ufficiale del reggimento Essex. Mentre il suo battaglione ripiegava verso la costa francese, rallentato dai civili in fuga, sotto il fuoco nemico di terra e di aria, e incalzato dalla fanteria tedesca in avvicinamento, Irwin – come molti altri ufficiali e soldati- scopriva la guerra. Un pomeriggio, durante un attacco di bombardieri tedeschi, vide per la prima volta dei corpi senza vita.

Joshua Levine ha ricostruito nelle pagine del suo libro un momento essenziale della Seconda guerra mondiale: i giorni che hanno infiammato il porto di Dunkirk. La zona a nord della Francia e ai confini con il Belgio ha visto l’accerchiamento dei soldati alleati e la loro successiva, miracolosa salvezza. I soldati inglesi e francesi si ritirarono nella piccola cittadina in seguito allo sfondamento del debole fronte della Mosa da parte delle truppe naziste; sembrarono destinati ad un massacro. Dal 26 maggio al 3 giugno 1940 le dune poco note di Dunkirk divennero, così, il centro della Storia. Intrappolati, spaventati, senza possibilità di sopravvivere all’avanzata della Wehrmacht, i soldati alleati apparvero al mondo intero irrimediabilmente intrappolati e destinati a essere violentemente sconfitti. Quello che Churchill definì… continua a leggere

Morire in primavera

Morire in primavera

25 gennaio 2016 by · Commenta 

Ortrud si fece largo fra gli avventori con un vassoio pieno di cocci di vetro. Aveva i capelli color fibra di lino scarmigliati, sulle guance le scendevano le lacrime, e quando si sciolse il grembiule le tremavano le mani. Si sforzò ugualmente di sorridere, baciò e abbracciò il fidanzato, gli sussurrò qualcosa all’orecchio, poi vide Walter e disse: «Me lo terrai d’occhio, vero? Questo ragazzo è un tale stupido».
«Ci provo» le rispose lui. «Non ti preoccupare. Probabilmente sarà tutto finito prima ancora che usciamo dall’addestramento».

Un piccolo capolavoro, una prosa lineare e limpida, e un’inimitabile delicatezza nell’affrontare una tematica dolorosa. Ralf Rothmann, poeta e drammaturgo tedesco, dà prova di profonda conoscenza dell’animo umano nel suo romanzo Morire in primavera, edito Neri Pozza.
Walter è rispettato e conosciuto da tutti come un gran lavoratore, un uomo serio e di animo buono. È sempre stato di poche parole, ma da quando ha perso l’udito l’unica persona con cui riesce ad avere una conversazione è la moglie, come se…Continua a leggere

La sarta di Dachau

La sarta di Dachau

18 gennaio 2016 by · Commenta 

Sembravano tutte belle nei vestiti di Ada. Era la sua magia, il suo talento speciale. passare al vapore e tendere il tessuto perchè diventasse una seconda pelle. non facesse difetti, valorizzasse la linea. A loro non importava del suo mal di testa notturno, dei suoi occhi che al mattino vedevano doppio, della sua pancia che protestava per la fame. «Sehr feminin.» «Modisch»femminili, alla moda. Entravano da contadine e uscivano da regine.«Ich Könte ein Filmstar wie Olga Tschechowa sein.» Si sentivano come stelle del cinema. Ada sapeva che avevano bisogno di lei. le vedeva così com’erano: nude e vulnerabili, il loro fascino solo un’apparenza costruita, donne insulse, non migliori di lei stessa o delle polacche. Senza di lei non erano nessuno.

Ava Vaughan è la protagonista de La sarta di Dachau, romanzo-rivelazione dell’esordiente Mary Chamberlain, che dopo calorosissime lodi internazionali viene pubblicato da Garzanti in occasione della Giornata della memoria. La scrittrice, docente di storia ad Oxford, si è ispirata alla leggenda sull’abito da sposa di Eva Braun, l’amante di Hitler, secondo cui lo stesso sarebbe stato disegnato da una sarta sconosciuta, per dare vita alla vicenda di Ava, giovane talentuosa e piena di coraggio che si trova ad affrontare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, sola con le proprie forze e senza mai darsi per vinta.…Continua a leggere

Canale Mussolini. Parte seconda

Canale Mussolini. Parte seconda

30 novembre 2015 by · Commenta 

E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buoi alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al…Continua a leggere

L’invisibile ovunque

L’invisibile ovunque

25 novembre 2015 by · Commenta 

La verità storica non coincide con la verità dei singoli  esseri umani. E non ce n’è una sola quando si tratta di capire come andarono davvero le cose. Occorre sommare, sovrapporre, scremare. Domandarsi perché nei laboratori della Section de Camouflage si lavorasse per salvare le macchine da guerra anziché i soldati è come domandarsi perché si stesse facendo una guerra mondiale anziché le Olimpiadi. Ed ecco una prima verità: le macchine erano più preziose degli uomini.

Ritorna a far sentire la sua voce il collettivo Wu Ming con L’Invisibile ovunque (Einaudi), presentato dal gruppo sul blog ufficiale come «il loro modo di non celebrare il centenario della Grande guerra». L’Invisibile ovunque ci racconta…Continua a leggere

Gli ultimi giorni dei nostri padri

Gli ultimi giorni dei nostri padri

23 novembre 2015 by · Commenta 

Nelle notti d’insonnia, Pal lasciava il dormitorio dove i suoi compagni, stremati dall’addestramento, dormivano come sassi. Camminava attraverso i corridoi del maniero gelido, in cui il vento s’infilava come se non ci fossero porte né finestre. Si sentiva come un fantasma scozzese, lui che era un francese errante. Passava per le cucine, il refettorio, la grande biblioteca; guardava il suo orologio, poi le pendole alle pareti, contando il tempo che mancava per andare a fumare insieme agli altri. A volte, per scacciare i pensieri cupi, ritornava con la mente a qualche storiella buffa e, se la trovava divertente, l’annotava per raccontarla al mattino ai compagni. Quando non sapeva proprio più che fare, andava a passarsi un po’ d’acqua sulle ecchimosi e le escoriazioni; chino nella conca del lavabo, recitava il proprio nome, Paul-Èmile – lì lo chiamavano Pal, perché quasi tutti avevano ricevuto un soprannome: nuova vita, nuovo nome.

Bompiani pubblica il romanzo d’esordio dello svizzero Joel Dicker, recente rivelazione della narrativa con il grande successo La verità sul caso Harry Quebert(2012). Gli ultimi giorni dei nostri padri è stato rifiutato da moltissimi editori, quando…Continua a leggere

Non luogo a procedere

Non luogo a procedere

20 ottobre 2015 by · Commenta 

Per lui tutto era segno, messaggio che, più lui si avvicinava alla sua fine, più annunciava felicità. Nulla poteva stupire e tanto meno spaventare chi, come lui, affermava di avere «un rapporto profetico con l’inaspettato». Il ritrovamento di qualsiasi oggetto, scriveva – una giberna, una fondina – «è infinitamente benaugurante e tutto è in rapporto alla venuta dell’epoca dell’infinito bene, quando il male sarà abolito e delle armi resterà solo quella parte di energia cosmica che ha rapporto con la loro bellezza e con la loro funzionalità…».

Nel suo ultimo romanzo, Non luogo a procedere, edito Garzanti, Claudio Magris descrive un quadro intenso, tenero, appassionante. Protagonista di questo racconto è il museo in allestimento Ares per Irene, «Museo totale della Guerra per l’avvento della Pace e la disattivazione della Storia». Questo museo rappresenta il sogno e il lavoro maniacale e ossessivo di un uomo che ha dedicato la sua intera vita…Continua a leggere

Soltanto per te

Soltanto per te

14 settembre 2015 by · Commenta 

Eccolo lì, all’entrata dello spazio semicircolare: era alto e scuro di carnagione e vibrava di una potenza che sembrava quasi incontenibile. Sotto la fioca luce lunare, i suoi riccioli neri rilucevano come le piume di un corvo e i suoi occhio brillavano con la stessa intensità che l’aveva spinta ad andare a cercarlo. Indossava un mantello lungo fino ai piedi e la fodera in satin grigio creava un sorprendente contrasto con i suoi abiti neri, permettendole di apprezzare appieno la sua figura.
«Vi stavo cercando» disse lei in un bisbiglio, sollevando il mento.
«Lo so.»

Amelia Benbridge è la protagonista del nuovo romanzo di Sylvia Day, terzo volume della serie “Georgiana”, Soltanto per te, edito Mondadori. Amelia e il conte di Ware sono legati da anni da un profondo affetto: lui è gentile, divertente, sicuro di sé, ricco. Sarebbe un marito perfetto…Continua a leggere

Le ultime diciotto ore di Gesù

Le ultime diciotto ore di Gesù

11 settembre 2015 by · Commenta 

Due cause spiegano questi infiniti ritratti così diversi l’uno dall’altro. La prima è che Gesù è una di quelle figure sacre che ognuno è libero di immaginare secondo i suoi desideri e le sue speranze. La seconda è che sappiamo così poco di lui che nessun ritratto, nessuna fantasia, può essere considerata lontana dalla realtà, poiché una «realtà» semplicemente non esiste; su di lui non sapremo mai più di quanto già non sappiamo, cioè poco niente – i testi che lo raccontano sono frutto più della fede che della storia.
Neanche questo però è del tutto vero. C’è una realtà che trascende il resoconto dei fatti storicamente accertati; può essere immaginata sorretti dalla fede, se c’è; altrimenti dal fascino della sua figura che riguarda tutti, siano o no credenti secondo la fede. Nello sfuggente profilo storico del personaggio resta comunque un elemento di solida certezza: Gesù non si è limitato a dettare un messaggio, lo ha incarnato con la sua intera vita – e con la morte.

Sono gli ultimi momenti prima della morte di Gesù di Nazareth che Corrado Augias torna ad indagare nel suo ultimo libro Le ultime diciotto ore di Gesù, edito Einaudi. Quelle poche ore… Continua a leggere

L’ Italiaccia senza pace

L’ Italiaccia senza pace

10 settembre 2015 by · Commenta 

Una mattina di metà novembre abbracciò la moglie e i figli, salutò il Rosso e raggiunse in bicicletta la stazione ferroviaria di Alessandria. Qui lasciò la bici nel deposito, prese un treno per Milano e di lì proseguì per Como. Aveva con sé del denaro e soprattutto tre monete d’oro. Erano l’acconto per il passaggio in Canton Ticino. Ma quando scese alla stazione di Como, il dottor Segre venne fermato da una pattuglia della nuova Guardia nazionale repubblicana. La cattura era di certo dovuta a una spiata, fatta da qualcuno che gli voleva male o odiava gli ebrei. Samuele fu portato alla questura cittadina. E da quel momento scomparve.

Il noto giornalista e scrittore Giampaolo Pansa torna a parlarci del difficile periodo del dopoguerra nel suo nuovo romanzo (edito da Rizzoli) L’Italiaccia senza pace. Misteri, amori e delitti del dopoguerra. La protagonista di questa commovente storia è la famiglia Segre, una normale famiglia ebrea di un piccolo paese piemontese… Continua a leggere

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