lunedì 19 agosto 2019

Consigli per le vacanze: “L’enigma dell’abate nero” di Marcello Simoni

Consigli per le vacanze: “L’enigma dell’abate nero” di Marcello Simoni

12 Agosto 2019 by · Commenta 

«Ve lo ripeto, è la verità», insistette Angelo Bruni, battendo i pugni paffuti sul desco di quercia.
«Ah, la verità!», sospirò Tigrinus, mentre pensava a quante volte aveva affondato le mani nel fango perché sedotto da quella parola.

Il nostro consiglio per le vacanze di oggi è “L’enigma dell’abate nero”, libro edito da Newton Compton e scritto da Marcello Simoni, terzo capitolo della “Secretum saga”, iniziata con “L’eredità dell’abate nero”. Marcello Simoni è l’autore italiano di thriller storici più letto nel mondo, con “Il mercante di libri maledetti” ha vinto il Premio Bancarella 2012.

In “L’enigma dell’abate nero” ritornano le avventure di Tigrinus, il ladro fiorentino legato a Cosimo de’ Medici. Estate 1461, Mar Ligure. Una nave proveniente da Avignone viene abbordata da…continua a leggere

Consigli per le vacanze: “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci

Consigli per le vacanze: “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci

9 Agosto 2019 by · Commenta 

Per quanto potesse amarla e considerarsi suo figlio, Palermo lo trattava da estraneo. Lui aveva provato a farsi accettare, l’aveva corteggiata con la ricchezza, aveva dato lavoro, aveva portato benessere. Forse era questo che non gli perdonava: il lavoro. Il potere. Gli occhi aperti sul mondo quando invece Palermo i suoi occhi li teneva ben chiusi.

Continuano i nostri consigli per le vacanze: oggi parliamo di “I leoni di Sicilia. La saga di Florio” di Stefania Auci, romanzo storico edito da Nord che ha avuto un grande successo (ben otto edizioni in soli 2 mesi!) e che sarà seguito da un secondo volume.

Bagnara Calabra, 16 ottobre 1799. Un terremoto colpisce il paese e per Paolo Florio quella violenta scossa diventa il pretesto per andarsene: ha già perso…continua a leggere

Speciale Premio Strega 2019: “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario

Speciale Premio Strega 2019: “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario

28 Giugno 2019 by · Commenta 

Per Anne, i giorni a Torino trascorrevano pieni di avvilimento e di passeggiate. Si sforzava di sembrare allegra e di trovare normali le abitudini di Prospero: dormiva spesso in caserma, negli appartamenti riservati agli ufficiali. A casa avevano due camere nello stesso corridoio, non comunicanti; anche questo l’aveva stupita. L’intimità che avrebbe pensato naturale, tra un marito e una moglie, non veniva mai nominata.

Riprendiamo la nostra piccola rubrica sui finalisti del premio Strega: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (di cui abbiamo parlato qui), “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario, “Fedeltà” di Marco Missiroli (ne abbiamo parlato qui), “La straniera” di Claudia Durastanti (di cui abbiamo parlato qui) e “Addio Fantasmi” di Nadia Terranova.
Oggi vogliamo parlare di “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario, romanzo ambientato nell’epoca risorgimentale ed edito da Mondadori. Benedetta Cibrario ha esordito nel 2007 con il romanzo “Rossovermiglio”, con cui ha vinto il Premio Campiello nel 2008; ha poi scritto “Sotto cieli noncuranti” (Premio Rapallo Carige 2010) e “Lo scurnuso”.

Normandia, estate del 1838. Anne Bacon è la figlia di un ricco mercante inglese di seta e lotta contro il vaiolo nel letto della locanda del Vieux Pommier. Anne si trova in Francia perché stava raggiungendo a Torino il suo sposo, l’ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, quando è stata colpita dal vaiolo. La ragazza riesce a sopravvivere alla malattia, ma… continua a leggere

Speciale Premio Strega 2019: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati

Speciale Premio Strega 2019: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati

17 Giugno 2019 by · Commenta 

Giù in strada le grida dei garzoni invocano la rivoluzione. Noi ridiamo. La rivoluzione l’abbiamo già fatta. Spingendo a calci questo Paese in guerra, il 24 maggio del millenovecentoquindici. Ora tutti ci dicono che la guerra è finita. Ma noi ridiamo ancora. La guerra siamo noi. Il futuro ci appartiene. È inutile, non c’è niente da fare, io sono come le bestie: sento il tempo che viene.

Su paperback.it inauguriamo una piccola rubrica in cui parleremo dei libri che compongono la cinquina finalista del premio Strega edizione 2019: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati, “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario, “Fedeltà” di Marco Missiroli, “La straniera” di Claudia Durastanti e “Addio Fantasmi” di Nadia Terranova.
Iniziamo oggi con “M. Il figlio del secolo”, romanzo di Antonio Scurati edito da Bompiani che ha ricevuto ben 312 voti durante le votazioni che hanno eletto la cinquina finalista. In “M. Il figlio del secolo”, primo volume di quella che l’autore ha pensato come una trilogia, ogni singolo fatto accaduto, personaggio, dialogo e discorso narrato non è stato inventato, ma al contrario, è storicamente documentato e testimoniato da più di una fonte: il protagonista è infatti… continua a leggere

“Dove un’ombra sconsolata mi cerca” di Andrea Molesini: un romanzo di formazione ambientato nella laguna veneta del ’43

“Dove un’ombra sconsolata mi cerca” di Andrea Molesini: un romanzo di formazione ambientato nella laguna veneta del ’43

17 Aprile 2019 by · Commenta 

Per mio padre il passato il presente e il futuro erano una cosa seria, per la mamma invece erano una sola polpetta, saporita magari, ma senza alcun senso, lei l’orologio non ce l’aveva, perché l’ora l’annusava, come ogni altra cosa.

Dove un’ombra sconsolata mi cerca” è il nuovo romanzo di Andrea Molesini per la collana “La Memoria” di Sellerio. L’autore veneziano, che nel 2011 si era aggiudicato il Campiello con “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, torna su alcuni temi del primo romanzo – l’adolescenza, la guerra, la lealtà, il tradimento – riconfermandosi come una delle più sensibili e intense voci della nostra letteratura nazionale.

Guido non ha ancora compiuto tredici anni nel 1943. Sua madre è morta da poco e suo padre, “il comandante”, è ora a capo di…continua a leggere

“L’uomo di fumo”: il thriller da non perdere del canadese Steven Price

“L’uomo di fumo”: il thriller da non perdere del canadese Steven Price

9 Gennaio 2019 by · Commenta 

Quand’è che una vita comincia a tramontare? Alzò gli occhi al cielo rosso e pensò alla traversata dell’Atlantico e poi a casa sua. La nebbia diradava, sagome spettrali scivolavano per le strade. Sicché scese verso Tooley Street, per prendere il treno che l’avrebbe riportato all’albergo.
Come si chiamava? Ah, sì.
Si chiamava William Pinkerton.

Il poeta canadese Steven Price scrive un thriller eccellente, ambientato nella Londra di fine Ottocento: “L’uomo di fumo”, uscito da pochi giorni per Bompiani, è una vera macchina di suspense che racconta come qualcosa o qualcuno possa trasformarsi in ossessione.

È il 1885 e Londra è più cupa e nebbiosa che mai. William Pinkerton, figlio del celebre detective Allan Pinkerton, da poco scomparso, ha lasciato Chicago per la capitale inglese. È sulle tracce di un uomo misterioso. Il suo nome è Edward Shade e le carte lasciate da suo padre non fanno che nominarlo. Eppure capire di chi si tratti o dove si trovi sembra impossibile. La pista che William sta seguendo è… continua a leggere

“La guerra dei Courtney”: la saga di Wilbur Smith continua sotto le bombe della Seconda guerra mondiale

“La guerra dei Courtney”: la saga di Wilbur Smith continua sotto le bombe della Seconda guerra mondiale

7 Gennaio 2019 by · Commenta 

Domenica sera Saffron salutò Gerhard alla Gare de l’Est dove lui prese l’espresso notturno per Berlino. Riuscì a non piangere finché il treno ebbe lasciato la stazione, ma gli argini si ruppero quando le divenne impossibile continuare a negare la terribile verità.
Il suo amore per Gerhard von Meerbach era appena sbocciato ma lei rischiava di non rivederlo mai più.

Il maestro mondiale dell’avventura Wilbur Smith scrive un nuovo capitolo per una delle sue saghe letterarie più amate dal pubblico: “La guerra dei Courtney”, scritto in collaborazione con David Churchill, è il nuovo capitolo della saga dei Courtney, uscito lo scorso giovedì in libreria per i tipi di HarperCollins.

In “Grido di guerra” (Longanesi, 2018), Saffron Courtney e il suo innamorato, l’architetto tedesco Gerhard von Meerbach, avevano visto nascere la Seconda guerra mondiale. Questo nuovo capitolo della storia racconta proprio gli anni più… continua a leggere

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

3 Ottobre 2018 by · Commenta 

Quella sera, per Charlotte, fu straziante  vedere il dolore sul viso di Ruby mentre salutava Thomas. Dopotutto, anche lei era innamorata e non voleva neanche pensare all’idea di rinunciare a Lucien. E non solo capiva quanto fosse profondo l’amore tra Ruby e Thomas: si chiedeva se Ruby avesse mai amato davvero Marcel, o piuttosto non avesse scambiato per amore il semplice desiderio di avere una vita propria e di sentirsi desiderata. A volte due persone sono fatte per stare insieme, punto e basta.

La protagonista di “Farò di tutto per tornare da te” è Ruby, una giovane americana cresciuta nella California del sud e trapiantata a New York dove sta per concludere i suoi studi universitari. Sogna una vita diversa da quella dei genitori e le sue fantasticherie sembrano concretizzarsi quando in una giornata d’inverno incontra Marcel, un autentico parigino che lavora come mercante d’arte. L’intesa tra i due è istantanea e pochi mesi dopo Ruby, diventata ormai la moglie di Marcel, si trasferisce con lui a Parigi. È il 1938. La vita parigina della ragazza è un susseguirsi di feste, champagne, salotti mondani e danze, ma la situazione politica muta rapidamente: l’ascesa di Hitler è inarrestabile e la guerra che suo padre le aveva profetizzato è ormai una certezza. Ma suo marito insiste sulla necessità di non preoccuparsi, giacché nulla cambierà; in fondo loro sono cittadini francesi, la libertà è insita nel loro status. Ed è così che scoppia la guerra, i tedeschi entrano a Parigi e il mondo fino ad allora conosciuto va in frantumi. Ruby vorrebbe trovare un modo per rendersi utile, ma…continua a leggere

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

30 Agosto 2018 by · Commenta 

Saffron e la sua nuova amica Chessi von Schöndorf avevano fatto un accordo, poco dopo essere diventate amiche: Chessi avrebbe insegnato il tedesco a Saffron e in cambio lei le avrebbe insegnato lo swahili, cosicché, per usare le sue parole, «Potrò dare ai miei genitori il più forte degli shock! Mi hanno mandato qui in Inghilterra perché imparassi meglio l’inglese, ma adesso fingerò di stare qui alla Roedean parlando solo africano. Non capiranno cosa è successo.»

Wilbur Smith torna a raccontarci la storia della famiglia Courteney in “Grido di guerra”, edito da Longanesi. I protagonisti di questo quattordicesimo capitolo della saga sono Leon Courteney, ricco imprenditore kenyota, e sua figlia Saffron, rimasta orfana di madre alla tenera età di sette anni e cresciuta nel Kenya degli anni venti in compagnia della popolazione Masai per la quale nutre un profondo affetto. Siamo nel 1938: Leon è riuscito, con molte difficoltà, a superare la morte dell’amatissima moglie Eva, si è risposato con una donna adorabile e dal pugno di ferro, Saffron è ormai adulta, ha vent’anni e studia ad Oxford. Padre e figlia sono entrambi volitivi, testardi e avventurosi, ma vanno incontro ad uno dei periodi più bui della storia dell’umanità: Hitler sta per invadere la Polonia, dichiarando guerra a chiunque si opponga ai suoi folli propositi e alla sua ideologia della razza pura. Per questo le persone cominciano a guardare con sospetto i tedeschi, tutti tranne Saffron, che nel corso di un improvvisato weekend a St Moritz si scontra con un giovane tedesco, Gerhard von Meerbach. Tra i due scoppia una passione immediata…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “Resto qui” di Marco Balzano

Cinquina finalista Premio Strega: “Resto qui” di Marco Balzano

9 Luglio 2018 by · Commenta 

Le campane suonavano in lontananza e, chissà, forse quando rintoccano per l’ultima volta fanno un suono diverso, perché quella mattina mi sembrava che intonassero una musica in cui ripercorrevo la mia vita a Curon, che è stata una vita dura ma sopportabile perché anche i dolori più osceni come la tua scomparsa li ho vissuti insieme a tuo padre e non mi sono mai sentita sconfitta fino a voler dare la vita ai cani. Ci avessero domandato quel giorno qual era il nostro desiderio più grande, avremmo risposto che era continuare a vivere a Curon, in quel paese senza possibilità da dove i giovani erano scappati e tanti soldati non erano più tornati.

La storia che Marco Balzano racconta in “Resto qui”, romanzo che si è piazzato al secondo posto al Premio Strega 2018, è triste e, purtroppo, vera. Riguarda il borgo di Curon, in Val Venosta, che fino agli anni quaranta era costituito da masi, stalle, una chiesetta e un’osteria. La lingua parlata era il tedesco, la religione quella cristiana. La vita scorreva semplice e senza complicazioni per i contadini e gli artigiani della valle, impegnati a fare ciò che in quei luoghi si era  fatto per generazioni. Poi erano arrivati i fascisti e la loro assurda idea di costruire una diga e allagare la valle dove si trovava il paese. È contro questa decisione incomprensibile e completamente incurante della popolazione residente che Trina e Erich, protagonisti del romanzo, si scontrano per…continua a leggere

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