domenica 20 gennaio 2019

“L’uomo di fumo”: il thriller da non perdere del canadese Steven Price

“L’uomo di fumo”: il thriller da non perdere del canadese Steven Price

9 gennaio 2019 by · Commenta 

Quand’è che una vita comincia a tramontare? Alzò gli occhi al cielo rosso e pensò alla traversata dell’Atlantico e poi a casa sua. La nebbia diradava, sagome spettrali scivolavano per le strade. Sicché scese verso Tooley Street, per prendere il treno che l’avrebbe riportato all’albergo.
Come si chiamava? Ah, sì.
Si chiamava William Pinkerton.

Il poeta canadese Steven Price scrive un thriller eccellente, ambientato nella Londra di fine Ottocento: “L’uomo di fumo”, uscito da pochi giorni per Bompiani, è una vera macchina di suspense che racconta come qualcosa o qualcuno possa trasformarsi in ossessione.

È il 1885 e Londra è più cupa e nebbiosa che mai. William Pinkerton, figlio del celebre detective Allan Pinkerton, da poco scomparso, ha lasciato Chicago per la capitale inglese. È sulle tracce di un uomo misterioso. Il suo nome è Edward Shade e le carte lasciate da suo padre non fanno che nominarlo. Eppure capire di chi si tratti o dove si trovi sembra impossibile. La pista che William sta seguendo è… continua a leggere

“La guerra dei Courtney”: la saga di Wilbur Smith continua sotto le bombe della Seconda guerra mondiale

“La guerra dei Courtney”: la saga di Wilbur Smith continua sotto le bombe della Seconda guerra mondiale

7 gennaio 2019 by · Commenta 

Domenica sera Saffron salutò Gerhard alla Gare de l’Est dove lui prese l’espresso notturno per Berlino. Riuscì a non piangere finché il treno ebbe lasciato la stazione, ma gli argini si ruppero quando le divenne impossibile continuare a negare la terribile verità.
Il suo amore per Gerhard von Meerbach era appena sbocciato ma lei rischiava di non rivederlo mai più.

Il maestro mondiale dell’avventura Wilbur Smith scrive un nuovo capitolo per una delle sue saghe letterarie più amate dal pubblico: “La guerra dei Courtney”, scritto in collaborazione con David Churchill, è il nuovo capitolo della saga dei Courtney, uscito lo scorso giovedì in libreria per i tipi di HarperCollins.

In “Grido di guerra” (Longanesi, 2018), Saffron Courtney e il suo innamorato, l’architetto tedesco Gerhard von Meerbach, avevano visto nascere la Seconda guerra mondiale. Questo nuovo capitolo della storia racconta proprio gli anni più… continua a leggere

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

Recensione di “Farò di tutto per tornare da te” di Kristin Harmel

3 ottobre 2018 by · Commenta 

Quella sera, per Charlotte, fu straziante  vedere il dolore sul viso di Ruby mentre salutava Thomas. Dopotutto, anche lei era innamorata e non voleva neanche pensare all’idea di rinunciare a Lucien. E non solo capiva quanto fosse profondo l’amore tra Ruby e Thomas: si chiedeva se Ruby avesse mai amato davvero Marcel, o piuttosto non avesse scambiato per amore il semplice desiderio di avere una vita propria e di sentirsi desiderata. A volte due persone sono fatte per stare insieme, punto e basta.

La protagonista di “Farò di tutto per tornare da te” è Ruby, una giovane americana cresciuta nella California del sud e trapiantata a New York dove sta per concludere i suoi studi universitari. Sogna una vita diversa da quella dei genitori e le sue fantasticherie sembrano concretizzarsi quando in una giornata d’inverno incontra Marcel, un autentico parigino che lavora come mercante d’arte. L’intesa tra i due è istantanea e pochi mesi dopo Ruby, diventata ormai la moglie di Marcel, si trasferisce con lui a Parigi. È il 1938. La vita parigina della ragazza è un susseguirsi di feste, champagne, salotti mondani e danze, ma la situazione politica muta rapidamente: l’ascesa di Hitler è inarrestabile e la guerra che suo padre le aveva profetizzato è ormai una certezza. Ma suo marito insiste sulla necessità di non preoccuparsi, giacché nulla cambierà; in fondo loro sono cittadini francesi, la libertà è insita nel loro status. Ed è così che scoppia la guerra, i tedeschi entrano a Parigi e il mondo fino ad allora conosciuto va in frantumi. Ruby vorrebbe trovare un modo per rendersi utile, ma…continua a leggere

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

30 agosto 2018 by · Commenta 

Saffron e la sua nuova amica Chessi von Schöndorf avevano fatto un accordo, poco dopo essere diventate amiche: Chessi avrebbe insegnato il tedesco a Saffron e in cambio lei le avrebbe insegnato lo swahili, cosicché, per usare le sue parole, «Potrò dare ai miei genitori il più forte degli shock! Mi hanno mandato qui in Inghilterra perché imparassi meglio l’inglese, ma adesso fingerò di stare qui alla Roedean parlando solo africano. Non capiranno cosa è successo.»

Wilbur Smith torna a raccontarci la storia della famiglia Courteney in “Grido di guerra”, edito da Longanesi. I protagonisti di questo quattordicesimo capitolo della saga sono Leon Courteney, ricco imprenditore kenyota, e sua figlia Saffron, rimasta orfana di madre alla tenera età di sette anni e cresciuta nel Kenya degli anni venti in compagnia della popolazione Masai per la quale nutre un profondo affetto. Siamo nel 1938: Leon è riuscito, con molte difficoltà, a superare la morte dell’amatissima moglie Eva, si è risposato con una donna adorabile e dal pugno di ferro, Saffron è ormai adulta, ha vent’anni e studia ad Oxford. Padre e figlia sono entrambi volitivi, testardi e avventurosi, ma vanno incontro ad uno dei periodi più bui della storia dell’umanità: Hitler sta per invadere la Polonia, dichiarando guerra a chiunque si opponga ai suoi folli propositi e alla sua ideologia della razza pura. Per questo le persone cominciano a guardare con sospetto i tedeschi, tutti tranne Saffron, che nel corso di un improvvisato weekend a St Moritz si scontra con un giovane tedesco, Gerhard von Meerbach. Tra i due scoppia una passione immediata…continua a leggere

Cinquina finalista Premio Strega: “Resto qui” di Marco Balzano

Cinquina finalista Premio Strega: “Resto qui” di Marco Balzano

9 luglio 2018 by · Commenta 

Le campane suonavano in lontananza e, chissà, forse quando rintoccano per l’ultima volta fanno un suono diverso, perché quella mattina mi sembrava che intonassero una musica in cui ripercorrevo la mia vita a Curon, che è stata una vita dura ma sopportabile perché anche i dolori più osceni come la tua scomparsa li ho vissuti insieme a tuo padre e non mi sono mai sentita sconfitta fino a voler dare la vita ai cani. Ci avessero domandato quel giorno qual era il nostro desiderio più grande, avremmo risposto che era continuare a vivere a Curon, in quel paese senza possibilità da dove i giovani erano scappati e tanti soldati non erano più tornati.

La storia che Marco Balzano racconta in “Resto qui”, romanzo che si è piazzato al secondo posto al Premio Strega 2018, è triste e, purtroppo, vera. Riguarda il borgo di Curon, in Val Venosta, che fino agli anni quaranta era costituito da masi, stalle, una chiesetta e un’osteria. La lingua parlata era il tedesco, la religione quella cristiana. La vita scorreva semplice e senza complicazioni per i contadini e gli artigiani della valle, impegnati a fare ciò che in quei luoghi si era  fatto per generazioni. Poi erano arrivati i fascisti e la loro assurda idea di costruire una diga e allagare la valle dove si trovava il paese. È contro questa decisione incomprensibile e completamente incurante della popolazione residente che Trina e Erich, protagonisti del romanzo, si scontrano per…continua a leggere

Recensione libro: “Dunkirk” di Joshua Levine

Recensione libro: “Dunkirk” di Joshua Levine

30 agosto 2017 by · Commenta 

All’inizio dell’estate del 1940, Anthony Irwin era un giovane ufficiale del reggimento Essex. Mentre il suo battaglione ripiegava verso la costa francese, rallentato dai civili in fuga, sotto il fuoco nemico di terra e di aria, e incalzato dalla fanteria tedesca in avvicinamento, Irwin – come molti altri ufficiali e soldati- scopriva la guerra. Un pomeriggio, durante un attacco di bombardieri tedeschi, vide per la prima volta dei corpi senza vita.

Joshua Levine ha ricostruito nelle pagine del suo libro un momento essenziale della Seconda guerra mondiale: i giorni che hanno infiammato il porto di Dunkirk. La zona a nord della Francia e ai confini con il Belgio ha visto l’accerchiamento dei soldati alleati e la loro successiva, miracolosa salvezza. I soldati inglesi e francesi si ritirarono nella piccola cittadina in seguito allo sfondamento del debole fronte della Mosa da parte delle truppe naziste; sembrarono destinati ad un massacro. Dal 26 maggio al 3 giugno 1940 le dune poco note di Dunkirk divennero, così, il centro della Storia. Intrappolati, spaventati, senza possibilità di sopravvivere all’avanzata della Wehrmacht, i soldati alleati apparvero al mondo intero irrimediabilmente intrappolati e destinati a essere violentemente sconfitti. Quello che Churchill definì… continua a leggere

Morire in primavera

Morire in primavera

25 gennaio 2016 by · Commenta 

Ortrud si fece largo fra gli avventori con un vassoio pieno di cocci di vetro. Aveva i capelli color fibra di lino scarmigliati, sulle guance le scendevano le lacrime, e quando si sciolse il grembiule le tremavano le mani. Si sforzò ugualmente di sorridere, baciò e abbracciò il fidanzato, gli sussurrò qualcosa all’orecchio, poi vide Walter e disse: «Me lo terrai d’occhio, vero? Questo ragazzo è un tale stupido».
«Ci provo» le rispose lui. «Non ti preoccupare. Probabilmente sarà tutto finito prima ancora che usciamo dall’addestramento».

Un piccolo capolavoro, una prosa lineare e limpida, e un’inimitabile delicatezza nell’affrontare una tematica dolorosa. Ralf Rothmann, poeta e drammaturgo tedesco, dà prova di profonda conoscenza dell’animo umano nel suo romanzo Morire in primavera, edito Neri Pozza.
Walter è rispettato e conosciuto da tutti come un gran lavoratore, un uomo serio e di animo buono. È sempre stato di poche parole, ma da quando ha perso l’udito l’unica persona con cui riesce ad avere una conversazione è la moglie, come se…Continua a leggere

La sarta di Dachau

La sarta di Dachau

18 gennaio 2016 by · Commenta 

Sembravano tutte belle nei vestiti di Ada. Era la sua magia, il suo talento speciale. passare al vapore e tendere il tessuto perchè diventasse una seconda pelle. non facesse difetti, valorizzasse la linea. A loro non importava del suo mal di testa notturno, dei suoi occhi che al mattino vedevano doppio, della sua pancia che protestava per la fame. «Sehr feminin.» «Modisch»femminili, alla moda. Entravano da contadine e uscivano da regine.«Ich Könte ein Filmstar wie Olga Tschechowa sein.» Si sentivano come stelle del cinema. Ada sapeva che avevano bisogno di lei. le vedeva così com’erano: nude e vulnerabili, il loro fascino solo un’apparenza costruita, donne insulse, non migliori di lei stessa o delle polacche. Senza di lei non erano nessuno.

Ava Vaughan è la protagonista de La sarta di Dachau, romanzo-rivelazione dell’esordiente Mary Chamberlain, che dopo calorosissime lodi internazionali viene pubblicato da Garzanti in occasione della Giornata della memoria. La scrittrice, docente di storia ad Oxford, si è ispirata alla leggenda sull’abito da sposa di Eva Braun, l’amante di Hitler, secondo cui lo stesso sarebbe stato disegnato da una sarta sconosciuta, per dare vita alla vicenda di Ava, giovane talentuosa e piena di coraggio che si trova ad affrontare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, sola con le proprie forze e senza mai darsi per vinta.…Continua a leggere

Canale Mussolini. Parte seconda

Canale Mussolini. Parte seconda

30 novembre 2015 by · Commenta 

E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buoi alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al…Continua a leggere

L’invisibile ovunque

L’invisibile ovunque

25 novembre 2015 by · Commenta 

La verità storica non coincide con la verità dei singoli  esseri umani. E non ce n’è una sola quando si tratta di capire come andarono davvero le cose. Occorre sommare, sovrapporre, scremare. Domandarsi perché nei laboratori della Section de Camouflage si lavorasse per salvare le macchine da guerra anziché i soldati è come domandarsi perché si stesse facendo una guerra mondiale anziché le Olimpiadi. Ed ecco una prima verità: le macchine erano più preziose degli uomini.

Ritorna a far sentire la sua voce il collettivo Wu Ming con L’Invisibile ovunque (Einaudi), presentato dal gruppo sul blog ufficiale come «il loro modo di non celebrare il centenario della Grande guerra». L’Invisibile ovunque ci racconta…Continua a leggere

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