mercoledì 19 giugno 2019

Canale Mussolini. Parte seconda

Canale Mussolini. Parte seconda

30 Novembre 2015 by · Commenta 

E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buoi alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al…Continua a leggere

L’invisibile ovunque

L’invisibile ovunque

25 Novembre 2015 by · Commenta 

La verità storica non coincide con la verità dei singoli  esseri umani. E non ce n’è una sola quando si tratta di capire come andarono davvero le cose. Occorre sommare, sovrapporre, scremare. Domandarsi perché nei laboratori della Section de Camouflage si lavorasse per salvare le macchine da guerra anziché i soldati è come domandarsi perché si stesse facendo una guerra mondiale anziché le Olimpiadi. Ed ecco una prima verità: le macchine erano più preziose degli uomini.

Ritorna a far sentire la sua voce il collettivo Wu Ming con L’Invisibile ovunque (Einaudi), presentato dal gruppo sul blog ufficiale come «il loro modo di non celebrare il centenario della Grande guerra». L’Invisibile ovunque ci racconta…Continua a leggere

Gli ultimi giorni dei nostri padri

Gli ultimi giorni dei nostri padri

23 Novembre 2015 by · Commenta 

Nelle notti d’insonnia, Pal lasciava il dormitorio dove i suoi compagni, stremati dall’addestramento, dormivano come sassi. Camminava attraverso i corridoi del maniero gelido, in cui il vento s’infilava come se non ci fossero porte né finestre. Si sentiva come un fantasma scozzese, lui che era un francese errante. Passava per le cucine, il refettorio, la grande biblioteca; guardava il suo orologio, poi le pendole alle pareti, contando il tempo che mancava per andare a fumare insieme agli altri. A volte, per scacciare i pensieri cupi, ritornava con la mente a qualche storiella buffa e, se la trovava divertente, l’annotava per raccontarla al mattino ai compagni. Quando non sapeva proprio più che fare, andava a passarsi un po’ d’acqua sulle ecchimosi e le escoriazioni; chino nella conca del lavabo, recitava il proprio nome, Paul-Èmile – lì lo chiamavano Pal, perché quasi tutti avevano ricevuto un soprannome: nuova vita, nuovo nome.

Bompiani pubblica il romanzo d’esordio dello svizzero Joel Dicker, recente rivelazione della narrativa con il grande successo La verità sul caso Harry Quebert(2012). Gli ultimi giorni dei nostri padri è stato rifiutato da moltissimi editori, quando…Continua a leggere

Non luogo a procedere

Non luogo a procedere

20 Ottobre 2015 by · Commenta 

Per lui tutto era segno, messaggio che, più lui si avvicinava alla sua fine, più annunciava felicità. Nulla poteva stupire e tanto meno spaventare chi, come lui, affermava di avere «un rapporto profetico con l’inaspettato». Il ritrovamento di qualsiasi oggetto, scriveva – una giberna, una fondina – «è infinitamente benaugurante e tutto è in rapporto alla venuta dell’epoca dell’infinito bene, quando il male sarà abolito e delle armi resterà solo quella parte di energia cosmica che ha rapporto con la loro bellezza e con la loro funzionalità…».

Nel suo ultimo romanzo, Non luogo a procedere, edito Garzanti, Claudio Magris descrive un quadro intenso, tenero, appassionante. Protagonista di questo racconto è il museo in allestimento Ares per Irene, «Museo totale della Guerra per l’avvento della Pace e la disattivazione della Storia». Questo museo rappresenta il sogno e il lavoro maniacale e ossessivo di un uomo che ha dedicato la sua intera vita…Continua a leggere

Soltanto per te

Soltanto per te

14 Settembre 2015 by · Commenta 

Eccolo lì, all’entrata dello spazio semicircolare: era alto e scuro di carnagione e vibrava di una potenza che sembrava quasi incontenibile. Sotto la fioca luce lunare, i suoi riccioli neri rilucevano come le piume di un corvo e i suoi occhio brillavano con la stessa intensità che l’aveva spinta ad andare a cercarlo. Indossava un mantello lungo fino ai piedi e la fodera in satin grigio creava un sorprendente contrasto con i suoi abiti neri, permettendole di apprezzare appieno la sua figura.
«Vi stavo cercando» disse lei in un bisbiglio, sollevando il mento.
«Lo so.»

Amelia Benbridge è la protagonista del nuovo romanzo di Sylvia Day, terzo volume della serie “Georgiana”, Soltanto per te, edito Mondadori. Amelia e il conte di Ware sono legati da anni da un profondo affetto: lui è gentile, divertente, sicuro di sé, ricco. Sarebbe un marito perfetto…Continua a leggere

Le ultime diciotto ore di Gesù

Le ultime diciotto ore di Gesù

11 Settembre 2015 by · Commenta 

Due cause spiegano questi infiniti ritratti così diversi l’uno dall’altro. La prima è che Gesù è una di quelle figure sacre che ognuno è libero di immaginare secondo i suoi desideri e le sue speranze. La seconda è che sappiamo così poco di lui che nessun ritratto, nessuna fantasia, può essere considerata lontana dalla realtà, poiché una «realtà» semplicemente non esiste; su di lui non sapremo mai più di quanto già non sappiamo, cioè poco niente – i testi che lo raccontano sono frutto più della fede che della storia.
Neanche questo però è del tutto vero. C’è una realtà che trascende il resoconto dei fatti storicamente accertati; può essere immaginata sorretti dalla fede, se c’è; altrimenti dal fascino della sua figura che riguarda tutti, siano o no credenti secondo la fede. Nello sfuggente profilo storico del personaggio resta comunque un elemento di solida certezza: Gesù non si è limitato a dettare un messaggio, lo ha incarnato con la sua intera vita – e con la morte.

Sono gli ultimi momenti prima della morte di Gesù di Nazareth che Corrado Augias torna ad indagare nel suo ultimo libro Le ultime diciotto ore di Gesù, edito Einaudi. Quelle poche ore… Continua a leggere

L’ Italiaccia senza pace

L’ Italiaccia senza pace

10 Settembre 2015 by · Commenta 

Una mattina di metà novembre abbracciò la moglie e i figli, salutò il Rosso e raggiunse in bicicletta la stazione ferroviaria di Alessandria. Qui lasciò la bici nel deposito, prese un treno per Milano e di lì proseguì per Como. Aveva con sé del denaro e soprattutto tre monete d’oro. Erano l’acconto per il passaggio in Canton Ticino. Ma quando scese alla stazione di Como, il dottor Segre venne fermato da una pattuglia della nuova Guardia nazionale repubblicana. La cattura era di certo dovuta a una spiata, fatta da qualcuno che gli voleva male o odiava gli ebrei. Samuele fu portato alla questura cittadina. E da quel momento scomparve.

Il noto giornalista e scrittore Giampaolo Pansa torna a parlarci del difficile periodo del dopoguerra nel suo nuovo romanzo (edito da Rizzoli) L’Italiaccia senza pace. Misteri, amori e delitti del dopoguerra. La protagonista di questa commovente storia è la famiglia Segre, una normale famiglia ebrea di un piccolo paese piemontese… Continua a leggere

Storia vera e terribile tra Sicilia e America

Storia vera e terribile tra Sicilia e America

18 Giugno 2015 by · Commenta 

Era una caldissima sera d’estate, il 20 luglio 1899. Ma le notizia vennero battute al telegrafo con molte ore di ritardo, solo quando il telegrafista fu sbendato e slegato. Dicevano che in località Tallulah, contea (o meglio: parrocchia, all’uso francese) di Madison, all’estremo nord-est dello stato della Louisiana, una folla “ordinata e calma, ma molto determinata” aveva provveduto all’impiccagione – secondo la consuetudine del linciaggio – di cinque italiani ivi residenti. […] Tutti e cinque provenivano da Cefalù, in Sicilia, erano commercianti di frutta e verdura, con due negozi a Tallulah e carretti per la vendita ambulante.
Succinte, ma comunque incredibili, le ragioni dell’impiccagione collettiva. Tutto era cominciato con una capra, di proprietà di uno di loro, che era solita brucare l’erba del prato dell’ufficiale sanitario del paese, il dottor J. Ford Hodge. Questi si era lamentato diverse volte, ma non avendo avuto soddisfazione, all’ultima intrusione aveva ucciso la capra con un colpo di pistola. Il gruppo dei siciliani aveva giurato vendetta e uno di loro aveva sparato al dottor Hodge, ferendolo seriamente. Da qui la reazione della cittadinanza, circa duecento persone che avevano iniziato una caccia all’uomo. I cinque, già malvisti in paese per il loro comportamento violento e aggressivo, erano stati giudicati colpevoli di complotto per uccidere il dottore e in procinto di instaurare un regime di terrore nel paese di Tallulah; e quindi impiccati. Dato il buio, né lo sceriffo né altri erano stati in grado di identificare alcuno dei linciatori.

Il giornalista Enrico Deaglio da anni divide la sua vita tra Torino e San Francisco, e nel suo ultimo lavoro Storia vera e terribile tra Sicilia e America (Sellerio) racconta proprio una storia italo-americana, ambientata alla fine dell’Ottocento e meticolosamente ricostruita sotto gli occhi dei lettori.
In queste pagine viene portata alla luce una tragica vicenda avvenuta in una piccola cittadina nella Louisiana del nord. Qui, una sera d’estate del 1899, cinque immigrati italiani vennero prelevati dalla cella in cui erano detenuti perché sospettati di tentato omicidio e linciati da una folla inferocita… Continua a leggere

Il Regno

Il Regno

6 Marzo 2015 by · Commenta 

La scena si svolge a Corinto, in Grecia, verso il 50 dopo Cristo – anche se naturalmente, all’epoca, nessuno immagina di vivere «dopo Cristo». All’inizio si vede arrivare un predicatore itinerante che apre una modesta bottega di tessitore. Senza mai muoversi da dietro il suo telaio, quello che in seguito verrà chiamato san Paolo tesse la propria tela e a poco a poco la stende su tutta la città. Calvo, barbuto, sfiancato dai repentini attacchi di una misteriosa malattia, racconta a voce bassa e suadente la storia di un poeta crocifisso anni prima in Giudea. Dice che quel profeta è tornato dal mondo dei morti e che il suo ritorno è il segno premonitore di qualcosa  di straordinario: una trasformazione, allo stesso tempo radicale e invisibile, dell’umanità. Il contagio si diffonde. I seguaci della strana fede che si propaga attorno a Paolo nei bassifondi di Corinto arrivano ben presto a vedere se stessi come mutanti: mimetizzati tra amici e vicini di casa, impossibili da individuare.

Lo scrittore francese Emmanuel Carrère, dopo il grande successo del suo Limonov, sorprende i suoi lettori con Il Regno (Adelphi), nuovo libro mirabilmente sospeso tra il romanzo, il saggio e il racconto autobiografico.
Nelle pagine di questo testo straordinario, infatti, l’autore si propone di raccontare la storia dei cristiani del primo secolo, nel tentativo di far luce sul particolarissimo momento storico in cui una piccola setta ebraica nata in Giudea sulla scorta della predicazione di uno sconosciuto profeta e apparentemente destinata all’estinzione o allo sterminio, come accaduto a tanti movimenti simili prima e dopo di lei, ha saputo diffondersi e radicarsi in tutta Europa, dando vita al cristianesimo così come lo conosciamo oggi. In queste pagine Carrère si diverte a rileggere e a raccontare il periodo della nascita del cristianesimo ripercorrendo le storie di tanti personaggi più o meno noti… Cotninua a leggere

C’è un re pazzo in Danimarca

C’è un re pazzo in Danimarca

6 Febbraio 2015 by · Commenta 

Fra le grandi riforme messe in atto dal nuovo primo ministro Struensee, una di quelle che suscitarono maggiore stupore positivo nei democratici e, di contro, una forte indignazione da parte dei nobili e della grassa borghesia fu l’istituzione della famosa ruota detta “raccoglinfanti”. […]
Altra riforma straordinaria che mandò su tutte le furie i grandi possidenti fu l’idea di eliminare quasi totalmente la corvée. […]
Non parliamo poi della legge, che si rifaceva interamente alla filosofia dei Lumi, che dichiarava il diritto alla libertà di pensiero e di espressione, nonché di stampa, per ogni cittadino, maschio o  femmina che fosse. Un provvedimento che mandava in paranoia i nobili in blocco e che nessun governo in Europa aveva ancora proposto.

Il grande Dario Fo torna in libreria con C’è un re pazzo in Danimarca (Chiarelettere), straordinario romanzo che racconta una storia incredibile e vera ambientata nella Danimarca del diciottesimo secolo: quella di re Cristiano VII, un sovrano la cui vita fu segnata dalla follia, dalla visionarietà e dal genio e che è ancora oggi una figura straordinariamente suggestiva, dotata di un fascino magnetico e tragico.
Fo ricostruisce con meticolosa cura storica, ma anche con lo sguardo visionario e smaliziato che gli è proprio, il destino di questo giovane “re pazzo”, che soffrì per tutta la vita di disturbi mentali ma che nonostante questo, grazie all’aiuto della sua giovane moglie Carolina Matilde d’Inghilterra e ai consigli dell’illuminato dottor Struensee, riuscì a imporre nel suo paese leggi davvero rivoluzionarie… Continua a leggere

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