mercoledì 18 luglio 2018

Recensione libro: “Ricordati di sorridere” di Daniele Di Benedetti

Recensione libro: “Ricordati di sorridere” di Daniele Di Benedetti

17 luglio 2018 by · Commenta 

Non possiamo cambiare ciò che non accettiamo. Se non ci assumiamo la responsabilità di ciò che accade, ci mettiamo in condizione di non poter intervenire. Al contrario, dal momento in cui accettiamo una cosa come vera, reale, possiamo influenzarla.

Daniele Di Benedetti ama definirsi “un risvegliatore”, un generatore di risvegli interiori, in grado, con i suoi video, libri, eventi di destare una coscienza dormiente indirizzandola su nuovi binari, che portino alla realizzazione dei propri obiettivi e alla serenità. È proprio su questo argomento che è incentrata la sua ultima pubblicazione “Ricordati di sorridere” edita da Mondadori. Nel libro, Di Benedetti, già autore di “La salute è il primo passo verso il successo. Strategie per ritrovare e mantenere il benessere fisico e mentale”, sostiene che la felicità non sia un traguardo che si avrà la possibilità di raggiungere solo grazie ad una carriera sfolgorante o ad una serie di traguardi conseguiti, ma una stato mentale che…continua a leggere

Recensione libro: “Costruire e abitare. Etica per la città” di Richard Sennett

Recensione libro: “Costruire e abitare. Etica per la città” di Richard Sennett

18 giugno 2018 by · Commenta 

Quando Alexis de Tocqueville giunse per la prima volta in America, nel 1831, di solito uno straniero diretto a New York attraversava il porto da sud, […] Tocqueville invece approdò a New York passando dal nord, lungo la costa. Il primo scorcio che vide di Manhattan fu quello del suo tratto superiore, rustico e verdeggiante, che nel 1831 era ancora un terreno campestre non edificato, con qualche borgo sparso. Ciò che lo elettrizzò, guardando la città, fu l’apparizione subitanea e inattesa di una metropoli nel bel mezzo di un paesaggio naturale quasi incontaminato. Provò l’entusiasmo tipico dell’europeo che arriva in America e che immagina di stabilirsi in questa nuova terra intatta.

“Costruire e abitare. Etica per la città” riassume il pensiero che Richard Sennett ha formato in un’intera esistenza di studio della relazione tra l’ambiente costruito e la qualità della vita. Il celebre sociologo sfrutta tutta la sua esperienza pratica per argomentare la teoria della città aperta, un agglomerato urbano che non preveda divisioni tra area economica e di svago, ma che abbia, al contrario, una struttura flessibile e infrastrutture incompiute che possano prestarsi a più sviluppi futuri. Secondo Sennett, infatti, il design della città ha una particolare influenza e può arricchire o impoverire l’esperienza di coloro che la abitano rendendoli più o meno tolleranti all’eterogeneità culturale. Così lo studioso immagina scuole non isolate in specifici distretti ma integrate nel tessuto urbano, città che tengano conto anche dei mutamenti climatici in corso e grandi negozi che fungano da luogo di ritrovo ed integrazione tra quartieri “bianchi” e “neri” come…continua a leggere

Recensione libro: “L’età non è uguale per tutti” di Eliana Liotta

Recensione libro: “L’età non è uguale per tutti” di Eliana Liotta

11 giugno 2018 by · Commenta 

I geni, favorevoli o meno, fanno la loro parte, certo. Un pezzo del fato sta scritto dentro ogni nucleo di ogni cellula: i capelli si incanutiscono prima o dopo per lasciti familiari, gli occhi sono fari azzurri o laghi di miele per determinazione genetica, alcune patologie sono inscritte nel patrimonio ereditario. Padre e madre consegnano al figlio, metà per uno, il DNA, o genoma, il manuale di istruzioni di ogni individuo. Ma quello che mangiamo o gli accidenti che ci scombussolano i sensi si ritagliano un bel ruolo nel nostro cammino. Ciascuno dovrebbe essere il medico di se stesso. Per le terapie, le pillole e la chirurgia, vivaddio ci sono gli specialisti e gli ospedali. Ma la prevenzione altro non è che un impegno di ciascuno in prima linea. “Io mi curo di me”. Diverso che “io mi curo da me”, atto di fede incongruo, figlio di un’epoca ignorante.

La specie umana, in questo secolo, è arrivata a sperimentare una longevità del tutto inedita, impensabile fino a qualche decennio fa. Ma se Seneca diceva il giusto affermando che Quam bene vivas refert, non quam diu, quello che conta non è quale veneranda età raggiungiamo, ma come. Vale la pena superare i cent’anni affetti da patologie dolorose che ci debilitano ogni giorno di più? Sembra proprio di no. Esiste quindi un modo per preservare giovinezza e benessere più a lungo? Si può fermare il tempo con una sapiente miscela di buon cibo, esercizio fisico e self compassion? Eliana Liotta è convinta di sì e…continua a leggere

Recensione libro: “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo” di Nicola Gardini

Recensione libro: “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo” di Nicola Gardini

29 maggio 2018 by · Commenta 

È fin troppo consolidata abitudine presentare lo studio del latino come studio delle radici. La metafora delle radici è potente, esprime qualcosa di essenziale: che il latino è origine. Ha, però, un paio di difetti gravi. Prima di tutto, implica che il latino sia cosa nascosta, sotterranea, da doversi disseppellire e ripulire da polvere e incrostazioni. Inoltre, non dice che il latino è anche fusto, rami, rametti, gemme e foglioline, e che il suo impulso vitale non si è mai fermato, anzi, continua. Il latino è foresta.

È uno dei scogli da superare per sperare in una promozione, se si frequenta il liceo. O lo ami o lo odi, e anche se lo ami, cinque anni di versioni di Cicerone talora portano ad odiarlo. Lo studio del latino, da sempre croce e delizia degli studenti, è fondamentale per conoscere appieno la nostra storia, ma anche per comprendere le lingue romanze che affondano le loro radici nella lingua che fu dei romani. Anche quelli di noi che nutrono per il latino un profondo risentimento, arriveranno a rivalutarlo attraverso l’opera di Nicola Gardini, “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo”. Nel suo libro Gardini, professore di letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford, analizza dieci parole latine fondamentali per il nostro tempo, vocaboli che hanno plasmato…continua a leggere

Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

25 maggio 2018 by · Commenta 

Qualcuno supera il limite per un semplice flirt, altri stanno invece cercando una via di fuga definitiva. L’infedeltà può essere una futile ribellione, innescata da disaffezione, desiderio di novità o dal bisogno di scoprire se si è ancora attraenti. Ma può anche regalare sensazioni mai provate, un amore travolgente che è impossibile negare. E, per quanto possa sembrare paradossale, c’è chi tradisce per proteggere la propria unione. D’altro canto, quando una relazione diventa violenta, la trasgressione può essere una forza generativa. La sbandata può essere il segnale d’allarme di un bisogno urgente di attenzioni, oppure la campana a morto che segue l’ultimo rantolo di una relazione.

Esther Perel, psicoterapeuta belga trapiantata a New York, già autrice di “L’intelligenza erotica”, torna a parlarci dei problemi di coppia in “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà”, incentrato sulla tematica del tradimento, sulle sue conseguenze e sulle potenzialità come catalizzatore della rinascita di un matrimonio. Il saggio non offre una serie di risposte  per superare la scoperta di una relazione extraconiugale, al contrario, aiuta a riconsiderare tutte le configurazioni mentali e i preconcetti culturali e sociali che ci spingono a condannare a priori l’infedeltà, incamminandoci immediatamente sulla strada del divorzio, spesso senza nemmeno considerare la possibilità di…continua a leggere

Recensione libro: “La misura eroica” di Andrea Marcolongo

Recensione libro: “La misura eroica” di Andrea Marcolongo

9 maggio 2018 by · Commenta 

“Le leggi della fisica sono diverse da quelle della vita. La risorsa di un corpo umano immerso nell’acqua è quella di poter galleggiare senza fare proprio nulla – saper nuotare non conta.  Il principio di Archimede non si applica però all’esistenza: stare a galla per giorni, mesi, persino anni cullandoti in insicure certezze, in false convinzioni, in giochi di parole da poco significa essere infelici, impotenti – saper nuotare conta eccome in questo caso.”

La misura eroica. Il mito degli argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare di Andrea Marcolongo non descrive solamente il viaggio di Giasone con gli Argonauti, né l’amore del giovane amore per la bella Medea.  Al contrario è un’opera che, toccando un argomento che abbraccia tutta la storia dell’umanità… continua a leggere

Recensione libro: “Il giro del mondo in sei milioni di anni” di Guido Barbujani e Andrea Brunelli

Recensione libro: “Il giro del mondo in sei milioni di anni” di Guido Barbujani e Andrea Brunelli

9 maggio 2018 by · Commenta 

 Salta fuori che la sera c’è vita, che ci sono le ragazze, e allora non è che ne incontri una e la prima cosa che fai è informarti se per caso è neandertaliana. O no?  Voi nelle balere fate così? Scusi signorina, prima di invitarla a perderci in questo tango vorrei assicurarmi che lei non appartenga a una forma umana arcaica… Fate così?  Ma certo che si vedeva; certo che si notava l’attaccatura dei capelli bassa bassa, e il naso non proprio alla francese, se vogliamo; per non dire di quella specie di frontino, di quello strano osso sporgente sopra agli occhi…ma il fascino dell’esotico, ne avete mai sentito parlare?

Guido Barbujani e Andrea Brunelli raccontano la storia dell’umanità in “Il giro del mondo in sei milioni di anni“. Il libro è la descrizione di un viaggio che comincia con un primo passo fondamentale per l’evoluzione umana, quello di scendere dagli alberi trasformandosi… continua a leggere

Recensione libro: “Il fiume della coscienza” di Oliver Sacks

Recensione libro: “Il fiume della coscienza” di Oliver Sacks

8 maggio 2018 by · Commenta 

Un pilota di auto da corsa, che in uno scontro era stato scagliato in aria a una decina di metri, disse: «Sembrò durare all’infinito. Tutto andava a rallentatore, e mi pareva di essere un attore su un palcoscenico e di poter vedere me stesso schiantarmi… come se fossi seduto sugli spalti e lo vedessi accadere…ma non ero spaventato». Un altro pilota, lanciato a tutta velocità, superò la cresta d’una collina e si ritrovò a una trentina di metri da un treno che – ne era certo – l’avrebbe travolto:  «Quando il treno passò, io vidi la faccia del macchinista» disse. «Fu come un film mandato a rallentatore, con i fotogrammi che si susseguono a scatti. È così che vidi la sua faccia».

Oliver Sacks torna a stupirci in quest’opera postuma, “Il fiume della coscienza“.

Il celebre neurologo inglese, già autore di “Risvegli” e “L’occhio della mente“, raccoglie dieci saggi che costituiscono un testamento intellettuale e riassumono la sua vita e i suoi studi raccontandoci la scienza, la natura e il mondo. Come di consueto, il punto di partenza dei suoi lavori è la neurologia, branca della medicina che Sacks ha insegnato per molti anni alla Columbia e alla New York University School of Medicine. Lo studioso traccia un filo invisibile…continua a leggere

Recensione libro: “Questa nostra Italia” di Corrado Augias

Recensione libro: “Questa nostra Italia” di Corrado Augias

21 novembre 2017 by · Commenta 

Dato che quest’anno compiamo i 70 anni dalla promulgazione della Costituzione della Repubblica, io volevo fare un libro dove raccontare come e da che cosa la nostra vita fosse stata scandita, segnata, promossa. Una storia degli oggetti che ci hanno accompagnato, che alla fine della guerra nel 1945 non c’erano e che hanno profondamente cambiato la nostra vita fino a quella che è oggi.

Questa nostra Italia” è il nuovo libro di Corrado Augias che cerca di rispondere alla domanda: perché possiamo dirci italiani? Edito da Einaudi, questo saggio rappresenta un atto d’amore dell’autore, che compie un viaggio nei luoghi della nostra memoria collettiva e in quelli del suo cuore. Nasce così un’opera civile e intima, appassionata e personale, che ricerca l’identità radicata nei mille volti diversi che compongono questo Paese, spesso bistrattato e tormentato ma meraviglioso, grande e bellissimo. A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c’è qualcosa che ci accomuna come italiani… continua a leggere

Recensione libro: “Il bisogno di pensare” di Vito Mancuso

Recensione libro: “Il bisogno di pensare” di Vito Mancuso

3 novembre 2017 by · Commenta 

Quanti anni avete? Diciassette, ventuno, cinquantacinque, ormai quasi sessanta, o forse sono già ottanta? Qualunque età abbiate, io vi chiedo qual è il vostro punto di orientamento in questa vita che scorre, che viene da una bianca sorgente che non conosciamo e va verso un mare nero che conosciamo ancora meno.

La penna che ha creato “L’anima e il suo destino” torna in libreria con un nuovo saggio pieno di grandi interrogativi che costringono ognuno di noi a guardarsi dentro. In “Il bisogno di pensare”, il teologo Vito Mancuso ci accompagna in una riflessione che ha come oggetto proprio questa caratteristica che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi. Partendo dal concetto che la formula del mondo vede il logos e il caos uniti nel creare il pathos… continua a leggere

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