martedì 22 agosto 2017

Recensione libro: “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà” di Marco Malvaldi

Recensione libro: “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà” di Marco Malvaldi

14 aprile 2017 by · Commenta 

La matematica è l’arte di costruire e trovare relazioni: ponti tra oggetti astratti. E una volta trovati, questi ponti sono solidissimi. Di più: sono indistruttibili. La dimostrazione matematica è l’unico modo assoluto che conosciamo per rendere concreto il nostro pensiero, per cristallizzarlo in forme solide, in ponti che possono essere usati senza alcuna paura che crollino. Dire che un oggetto del genere è inutile significherebbe solo dire a noi stessi che il futuro è finito. Significherebbe che siamo talmente boriosi da convincerci che il punto di civiltà a cui siamo arrivati non è estendibile oltre.

Cartesio scrisse: “Sono persuaso che la matematica sia il più importante strumento di conoscenza fra quelli lasciatici in eredità dall’agire umano, essendo la fonte di tutte le cose”. Non deve essere di diverso avviso Marco Malvaldi. Il suo ultimo romanzo “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà” è un elogio al pensiero scientifico e alla matematica in particolare. In ogni capitolo è affrontata una teoria diversa ed è spiegata a partire dalla correzione di un ragionamento sbagliato. Emerge così la bellezza e la potenzialità… continua a leggere

Il rompiscatole

Il rompiscatole

11 febbraio 2016 by · Commenta 

Il rompiscatole è un tizio che non gli va di obbedire e neppure di comandare. Cerca di vedere le cose con un occhio insolito. S’inoltra su terreni che nessuno vuole esplorare. Ama contraddire gli altri, ma accetta di essere contraddetto. Sono stato così? Lo deciderà chi legge.

Non è un’autobiografia quella che Giampaolo Pansa affida a queste pagine, è un viaggio nella sua memoria, tra i suoi pensieri e i suoi ricordi. Ma chi leggerà Il rompiscatole, edito Rizzoli, pensando di trovare la storia degli amori, dei rimpianti e della vita privata del noto personaggio rimarrà deluso. Anche se non lo rimarrà a lungo, perché si ritroverà tra le mani un piccolo tesoro, un testo capace di raccontare la storia del nostro paese vista con gli occhi di un pensatore dinamico, puntiglioso, curioso, di uno scrittore intraprendente e ingombrante, di un giornalista coraggioso e sempre pronto a scavare là dove nessuno ha voluto farlo. Di un rompiscatole, appunto…Continua a leggere

Canale Mussolini. Parte seconda

Canale Mussolini. Parte seconda

30 novembre 2015 by · Commenta 

E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buoi alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al…Continua a leggere

La guerra non ha un volto di donna

La guerra non ha un volto di donna

26 novembre 2015 by · Commenta 

A interessarmi non è solo la realtà che ci circonda, ma quella che è dentro di noi. Non l’avvenimento in sé, ma quello che esso induce nei sentimenti. Possiamo anche dire: l’anima degli eventi. Per me i sentimenti sono anch’essi realtà.
E la Storia? È fuori in strada. Nella folla. Sono persuasa che in ognuno di noi ci sia un pezzetto di Storia. In uno mezza pagina, in un altro due o tre. E insieme scriviamo il libro del nostro tempo. Ognuno grida la propria verità. Una ridda di sfumature. E si deve ascoltare fino in fondo tutta questa moltitudine, sciogliersi in questo mare e diventarne parte.

Parlare di La guerra non ha volto di donna (edito Bompiani) è difficile, anche poche parole rischiano di tradire l’intento dell’autrice, Premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič. Chi pensa , infatti, che questo libro costituisca l’elogio dell’azione eroica delle donne in guerra si sbaglia. E d’altro canto questo testo non è nemmeno l’esaltazione della vittoria russa nella guerra contro la Germania nazista. L’intento dichiarato dall’autrice stessa in queste pagine è descrivere in maniera realistica la guerra vista con gli occhi delle donne al fronte…Continua a leggere

Spezzare il pane

Spezzare il pane

25 novembre 2015 by · Commenta 

Attorno al fuoco, in una grotta, sotto un albero, su una pietra si è cominciato a mangiare insieme, a consumare cibo preparato da qualcuno: a poco a poco nasceva la cucina, l’arte del cucinare e, contemporaneamente, la festa, il banchetto, il simposio… Consumare lo stesso cibo e la stessa bevanda significa diventare insieme uno, stipulare un contratto, un’alleanza, riconoscere una prossimità, un’accoglienza reciproca, dare origine a una relazione o approfondirla, delineare un abbozzo di communitas.

Il cibo è nutrimento, è vita, è dono. Lo dice Enzo Bianchi nel suo ultimo libro, Spezzare il pane, edito Einaudi. Fondatore e priore della Comunità monastica di Bose, Bianchi propone qui una riflessione sulla dimensione comunitaria del mangiare. Si mangia per nutrirsi, per sfamarsi, per mantenersi in vita. E il cibo, in questo modo, è tutto ciò che dà sostentamento e forza al corpo, dono della terra. Non solo, il cibo è anche…Continua a leggere

Certi momenti

Certi momenti

23 novembre 2015 by · Commenta 

La cerimonia della cresima fu brevissima: mi cinsero la fronte con una benda bianca, il mio padrino mi stava accanto, il vescovo disse alcune preghiere in latino, poi si avvicinò a me che ero inginocchiato, mi diede un buffetto sulla guancia e mi disse di alzarmi. La cerimonia era finita. Mi tolsero la benda, mi avvicinai al vescovo, mi inchinai davanti a lui profondamente. Egli si chinò, mi prese per le spalle e accennò a un abbraccio.
«È stato un vero piacere conoscerti» mi disse, passando dal lei al tu.
Ho novant’anni. Quelle tre ore trascorse a dialogare con Piccioni sono rimaste marchiate per sempre, non solo nella mia memoria, ma anche e soprattutto nel mio cuore.

I lettori più assidui e fedeli di Andrea Camilleri non potranno che amare questo suo ultimo lavoro, Certi momenti, edito da Chiarelettere. In queste pagine, il più famoso scrittore siciliano ci regala un pezzetto di sé e dei suoi anni giovanili, raccontando quegli incontri, con libri e persone, che hanno determinato in lui «una sorta di cortocircuito» e che in un modo o nell’altro hanno condizionato la sua vita, come uomo e come scrittore.
Chi scrive queste pagine è un Camilleri più intimo…Continua a leggere

Signori, si cambia

Signori, si cambia

20 novembre 2015 by · Commenta 

Ho fatto il giro del mondo a puntate, e il giro d’Italia a volontà. Ogni viaggio, una rivelazione. Ho visto le regioni, le nazioni e i continenti cambiare umori e colori, e sulle ferrovie ho conosciuto più gente che in quarant’anni di voli aerei. Ogni viaggio, uno spettacolo; a ben pensarci, anche ogni viaggiatore. I treni solo palcoscenici, caffè, bazar. L’unico talk-show che non conosce crisi è quello che si replica, quotidianamente, lungo le rotaie d’Italia, d’Europa e del mondo… La confidenza, quasi sempre, deriva dal senso di libertà: ci ha messo insieme il caso, ci dividerà una stazione.

Dopo La vita è un viaggio, Beppe Severgnini ci trascina verso nuove avventure nel suo ultimo libro Signori, si cambia, edito Rizzoli. Ci racconta del suo percorso attraverso gli Stati Uniti dall’Atlantico al Pacifico in compagnia del figlio ventenne («il viaggio più emozionante»); dei suoi tragitti in Europa, da Mosca a Lisbona e da Berlino a Palermo; del suo viaggio da Sydney a Perth…Continua a leggere

L’allegria, il pianto, la vita

L’allegria, il pianto, la vita

28 settembre 2015 by · Commenta 

Il tuo passato è soltanto tuo, il diario lo fissa nel giorno in cui il fatto e l’incontro accadono. Se qualcuno lo leggerà forse entrerà nella sua memoria ma sarà la memoria d’un racconto, non di un fatto da lui vissuto. Un incontro, questo sì, però un incontro non con te ma con il tuo modo di raccontare.
È tutto complicato, per questo sono da tempo convinto che c’è dentro ciascuno di noi una scintilla di caos. Il caos dal quale escono le forme e vi ritornano come energie residuali. Non c’è una trama, non c’è un tema, ma la vita che ferve dentro e fuori.
Il fatto di oggi è la decisione di scrivere il mio diario. Ma non sarà un diario di accadimenti specifici. Sarà un diario che registra i mutamenti che avvengono dentro di me a causa di quanto avviene nella realtà che mi circonda.

Ben noto giornalista e scrittore italiano, fondatore del settimanale l’Espresso e del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari ci invita a conoscere la sua vita, a dialogare con lui, ad ascoltare i suoi ricordi. Sì, perché quello che ci presenta nel suo ultimo libro L’allegria, il pianto, la vita, edito da Einaudi, non è altro che il suo diario. Non un resoconto di eventi…Continua a leggere

Non tacerò

Non tacerò

23 settembre 2015 by · Commenta 

Le persone uccise – i magistrati, gli uomini delle forze di polizia, i sacerdoti, gli imprenditori, i giornalisti, i commercianti, e tutte le vittime innocenti delle mafie – non sono morte per essere ricordate, per avere una targa commemorativa, una lapide, una manifestazione pubblica in loro nome. Sono morte nella speranza che gli altri, insieme a loro e dopo di loro, condividessero le stesse speranze di giustizia e s’impegnassero a realizzarle.
Ecco, noi siamo quegli altri.

Don Luigi Ciotti accetta di parlare del suo impegno civile e della sua lotta contro le mafie nel libro Non tacerò. Con Francesco contro l’economia e la mafia 2.0, edito Piemme. In queste pagine don Luigi, come lo chiamano i suoi collaboratori, si racconta a Nello Scavo e Daniele ZappalàContinua a leggere

Con parole precise. Breviario di scrittura civile

Con parole precise. Breviario di scrittura civile

16 settembre 2015 by · Commenta 

Oggi la scrittura dei giuristi è per lo più un esempio negativo di imprecisione e di oscurità. Correttamente praticata, può essere un esempio – se non il paradigma – della scrittura civile: cioè una scrittura limpida, onesta, e democratica, rispettosa al tempo stesso delle parole, dei loro destinatari, delle idee.
Scrivere bene, in ogni campo, ha infatti un’attinenza diretta con la qualità del ragionamento e del pensiero. Implica chiarezza di idee da parte di chi scrive e provoca in chi legge una percezione di onestà.

Scrivere chiaramente è pensare chiaramente. E l’una cosa non può avvenire senza l’altra. E scrivere qualcosa significa dire qualcosa. Significa dire la verità.
Gianrico Carofiglio con il suo testo Con parole precise. Breviario di scrittura civile (pubblicato da Laterza) ci invita a una riflessione sulla forza e sulla bellezza della scrittura…Continua a leggere

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