martedì 22 agosto 2017

Un cuore pensante

Un cuore pensante

8 giugno 2015 by · Commenta 

Confondere la fede con la religione crea non poche confusioni. In alcuni punti, è vero, le due realtà si sfiorano e si sovrappongono, ma gli stati interiori che suscitano hanno valenze estremamente diverse. La religione è per lo più un’entità collettiva, procede da millenni come un lento fiume, trascinando con sé, nelle sue usanze, generazioni e generazioni di persone, mentre la fede è sempre un percorso individuale. Con il proprio bagaglio, le proprie esperienze, le proprie forze, si decide di mettersi in viaggio. La meta sulla carta non è chiara, la si intuisce appena; di falsi arrivi capita di farne tanti. Ogni volta che si è convinti di afferrare ciò che si ricerca, l’immagine svanisce come un miraggio e ci costringe ad andare avanti.

Susanna Tamaro continua, nel suo ultimo lavoro Un cuore pensante (Bompiani), il percorso a metà tra l’autobiografia e il saggio iniziato con Ogni angelo è tremendo.
In queste pagine, l’autrice di Va’ dove ti porta il cuore compone una sorta di “diario” in cui annota riflessioni, pensieri e aneddoti legati al suo passato, tracciando – a partire dalla propria esperienza esistenziale – un percorso attraverso il mondo complicato e affascinante della spiritualità umana. Tramite i suoi ricordi e la sua capacità di cogliere minuscole sfumature della realtà, di ricavare dal mondo frammenti di simboli e di significati, Susanna Tamaro ricostruisce il suo rapporto intenso e quotidiano con ciò che non si vede e non si tocca, con la fede intesa non solo come rapporto con Dio, ma come esperienza che modifica ogni scelta e plasma ogni istante… Continua a leggere

Rete padrona

Rete padrona

4 settembre 2014 by · Commenta 

La tecnologia ci rende liberi: è questo uno dei dogmi del Nuovo mondo progettato nella Silicon Valley. È vero molto spesso che la tecnologia ci rende liberi, e talvolta siamo così abituati ai suoi benefici che li diamo per scontati. […]
Sono convinto che, nel bilancio finale tra costi e benefici della modernità, ci sia ancora un segno positivo. Dobbiamo vaccinarci contro un pessimismo cosmico che troppo spesso è un handicap psicologico della Vecchia Europa, e dell’Italia in modo particolare. Tuttavia lo stesso dibattito americano è animato da una corrente modernissima di critici del totalitarismo tecnologico.

Nel suo ultimo saggio Rete padrona (Feltrinelli), il giornalista Federico Rampini accompagna il lettore in un viaggio vertiginoso nel mondo di internet, descrivendo gli effetti di quella “rivoluzione digitale” che ha preso il via nella Silicon Valley degli anni Novanta e che ha finito per diventare, innovazione dopo innovazione, un elemento imprescindibile della vita quotidiana di ognuno di noi.
Ma quante delle innovazioni figlie di quel rivoluzionario progresso hanno realmente contribuito a migliorare la qualità della nostra vita, e quante invece nascondono, dietro una facciata apparentemente scintillante, effetti collaterali imprevisti, che però stanno già facendo sentire prepotentemente il loro peso sulle nostre vite?
La Rete facilita le comunicazioni e accelera gli scambi, certo… continua a leggere

Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán

Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán

29 aprile 2014 by · Commenta 

«La volontà di scrivere qualcosa sul potere dal punto di vista delle vittime è alla base di tutta la serie di Carvalho, del Pianista, di Galíndez, che richiamano lo sguardo del lettore su un mondo fatto in modo che l’unico eroe possibile sia il vincitore. Questa è la mia filosofia di fondo. Ma quando voglio affrontare direttamente il tema del potere, dell’erotismo del potere, della lotta per l’egemonia, l’unica forma che concepisco è il romanzo storico. I Borgia permettono di condurre un’indagine sul tema del potere alla maniera shakespeariana, con la distanza storica che Shakespeare poteva avere nei confronti di Giulio Cesare.»

L’incontro tra due grandi scrittori come Andrea Camilleri e Manuel Vázquez Montalbán non può che rivelarsi un’occasione unica per addentrarsi nelle mille vie del mondo della letteratura, nei suoi meccanismi segreti, nel percorso che porta alla creazione delle storie che lei racconta e dei personaggi che, di quelle storie, sono artefici. Ed è proprio questo viaggio ad essere alla base del volume Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán, piccola e godibilissima trascrizione dell’incontro tra i due autori svoltosi nel 1998 al Festivaletteratura di Mantova, appena pubblicato dall’editore Skira.
Seguendo il dipanarsi della conversazione tra il grande autore siciliano e Vázquez Montalbán… continua a leggere

Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli

Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli

18 marzo 2014 by · Commenta 

«Il passaggio dal Web 1.0 al Web 2.0, quello delle reti sociali, ha attribuito una dimensione nuova al rapporto tra democrazia e diritti. Si sono arricchite le possibilità di azione organizzata, non solo e non tanto dal punto di vista quantitativo, quanto piuttosto per la qualità dei soggetti che sono ormai in grado di articolare in modo nuovo le relazioni sociali e, insieme, di dar vita a forme variegate di azione politica individuale e collettiva. Usando sempre più intensamente la tecnologia, la vita esce dallo schermo e invade, in modo nuovo, l’intero mondo, ridefinisce la sfera pubblica e quella privata, e progressivamente disegna una redistribuzione dei poteri.»

Prosegue il progetto editoriale della collana iLibra dell’editore Laterza, che propone una raccolta di brevi saggi dedicati ai più significativi temi d’attualità, agili nella forme e a prezzo contenuto.
L’ultimo testo uscito nella collana – Il mondo nella rete, scritto dall’ex garante per la privacy Stefano Rodotà – parla di internet, soffermandosi in particolare sulla necessità di stabilire con chiarezza quali sono diritti e doveri di tutti coloro che si servono, sempre più massicciamente, del world wide web come mezzo per veicolare contenuti e informazioni… continua a leggere

Il combattente. Come si diventa Pertini

Il combattente. Come si diventa Pertini

12 marzo 2014 by · Commenta 

«Mio padre spiegava così la sua fede politica: «Il socialismo è giustizia e libertà senza i lager».
Laconico e ruvido, ma efficace.
«Per me il socialismo è soprattutto l’esaltazione della dignità umana, della dignità del singolo» confessa Pertini a Enzo Biagi in un’intervista del 1983, «quindi si sintetizza in due istanze: la libertà e la giustizia sociale. Ma soprattutto la libertà: la mia e quella dell’avversario, cioè di tutti. Un concetto che m’insegnarono uomini come Filippo Turati e Claudio Treves. Poi la giustizia sociale. Senza di essa la libertà diventa una conquista molto fragile e vuota. La libertà è prima di tutto l’esaltazione della dignità del singolo. Ma come può vedere esaltata la sua dignità chi non ha lavoro, chi è affamato, chi non ha casa, chi è costretto quasi a mendicare? Chi è in queste condizioni sente umiliata la sua dignità, e quindi non sarà mai un uomo libero.»
In sostanza, lo stesso concetto, espresso in modo più forbito.»

La sfida di riuscire a raccontare, con parole e con immagini, la vita di un uomo grande e complesso come Sandro Pertini è al centro del nuovo libro di Giancarlo De Cataldo, Il combattente, saggio appassionato sulla vita di uno dei Presidenti della Repubblica più amati appena pubblicato da Rizzoli nella sua collana La Scala – AltriEROI.
Al centro di questo racconto c’è il tentativo di costruire la sceneggiatura per un film che racconti la vita di Sandro Pertini… continua a leggere

Questo papa piace troppo

Questo papa piace troppo

11 marzo 2014 by · Commenta 

«Quanto sia costata l’imponente esibizione di povertà di cui papa Francesco è stato protagonista il 4 ottobre ad Assisi non è dato sapere. Certo che, in tempi in cui va così di moda la semplificazione, vene da dire che la storica giornata abbia avuto ben poco di francescano. Una partitura ben scritta e ben interpretata, se si vuole, ma priva di quel quid che ha reso unico lo spirito di Francesco, il santo: la sorpresa che spiazza il mondo. Francesco, il papa, che abbraccia i malati, che si stringe alla folla, che fa la battuta, che parla a braccio, che sale sulla Panda, che abbandona i cardinali a pranzo con le autorità per andare al desco dei poveri era quanto di più scontato ci si potesse attendere, ed è puntualmente avvenuto. Naturalmente con gran concorso di stampa cattolica e paracattolica a esaltare l’umiltà del gesto tirando un sospirone di sollievo perché, questa volta, il papa ha parlato dell’incontro con Cristo. E di quella laica a dire che, adesso sì, la Chiesa si mette al passo coi tempi. Tutta roba buona per il titolista di medio calibro che vuole chiudere in fretta il giornale e domani si vedrà.»

Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro sono due delle firme più note della stampa cattolica italiana, e negli ultimi mesi si sono distinti per i loro articoli – pubblicati sulle pagine del Foglio – di critica alla figura di papa Bergoglio, oggetto anche del loro nuovo libro Questo papa piace troppo, scritto assieme a Giuliano Ferrara e appena pubblicato da Piemme.
In questo saggio i tre giornalisti espongono un punto di vista molto netto a proposito della figura di papa Francesco, che a loro dire incarna l’immagine di un cattolicesimo troppo incline a strizzare l’occhio al relativismo… continua a leggere

La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone

La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone

7 marzo 2014 by · Commenta 

«L’utopia è terreno di scontro tra filosofia e commedia. Per varie ragioni. La commedia adopera comicamente l’“età dell’oro”: è un motivo di facile divertimento ma anche di critica del costume e di diffuse aspirazioni parassitario-edonistiche. La filosofia, invece, pretende di tratteggiare sul serio riordini “utopistici” dell’esistente.
È una tensione, o se si vuole una rivalità, che costituisce un altro aspetto del grande contrasto commedia-filosofia. Esse sembrano talvolta fronteggiarsi e, come accade, proprio perciò rassomigliarsi in alcuni aspetti»

Nel suo ultimo saggio La crisi dell’utopia (Laterza), Luciano Canfora affronta con l’incisività e l’intelligenza che gli sono proprie uno dei temi centrali nella riflessione filosofica di tutti i tempi: quello relativo all’utopia, ovvero alla possibilità, per l’uomo, di inventare un mondo teoricamente perfetto in cui fondare una società ideale in cui far vivere nel migliore dei modi degli ipotetici “uomini nuovi”.
Per affrontare questo tema, Canfora fa riferimento alle opere di due grandi pensatori del mondo greco, Aristofane e Platone, che vengono qui messe a confronto attraverso una chiave di lettura estremamente innovativa e appassionante… continua a leggere

Vite rinviate. Lo scandalo del lavoro precario

Vite rinviate. Lo scandalo del lavoro precario

6 marzo 2014 by · Commenta 

«I lavori flessibili comportano rilevanti costi personali e sociali, a carico dell’individuo, della famiglia, della comunità. Tali lavori, infatti, non sono soltanto un modo diverso di lavorare, coerente con le esigenze della nuova economia. Sono un modo di lavorare che rispetto al lavoro «normale» – che aveva pur esso un costo per le persone – impone oneri di natura insolita. E sono costi che non si possono sottacere, o dare per scontato che non esistano, sostenendo che un numero crescente di persone, soprattutto i giovani, sembra aver ormai accettato senza drammi di svolgerli. Il lavoro flessibile è capace di presentare i conti anche tra dieci o vent’anni: quando la giovinezza sarà passata e le lacune nella formazione, i progetti di vita rinviati e mai realizzati, le esperienze professionali frammentarie comporranno un curriculum di fronte al quale un responsabile dopo l’altro delle «risorse umane» scuoterà mestamente il capo.»

Prosegue con Vite rinviate, saggio del sociologo Luciano Gallino, il progetto della collana iLibra dell’editore Laterza, che si propone di presentare al grande pubblico saggi brevi, agili e a prezzo contenuto, dedicati ai temi d’attualità più scottanti e significativi.
Questa volta, dopo il saggio di Federico Rampini dedicato al concetto di “austerity”, a finire sotto la lente d’ingrandimento del professor Gallino – docente emerito all’Università di Torino, da sempre attento alle tematiche legate al mondo del lavoro – è un altro tema essenziale del nostro tempo, ovvero quello della precarietà del lavoro, con tutte le conseguenze che essa ha sulla vita delle persone e, di conseguenza, sulla struttura della società… continua a leggere

La trappola dell’austerity. Perché l’ideologia del rigore blocca la ripresa

La trappola dell’austerity. Perché l’ideologia del rigore blocca la ripresa

26 febbraio 2014 by · Commenta 

«Non si esce dalla crisi a colpi di tagli. I salassi al Welfare e ai servizi sociali riducono il potere d’acquisto e i consumi; la mancanza di domanda deprime gli investimenti e le assunzioni; il saldo finale è il calo del Pil, che aritmeticamente fa salire proprio quel peso relativo del deficit e del debito che si vorrebbe ridurre.
L’errore tragico dell’austerity, se dovesse rimanere senza correttivi e ripensamenti profondi, sarà un fattore determinante nel bruciare un’intera generazione di giovani europei, le loro aspirazioni, le loro potenzialità.
È una responsabilità enorme, di cui bisognerà chiedere conto a chi queste scelte ha fatto, o non ha saputo contrastare.»

La trappola dell’austerity, nuovo saggio di Federico Rampini che esce oggi per i tipi dell’editore Laterza, inaugura una nuova collana, iLibra, che si propone di affrontare i grandi temi dell’attualità attraverso volumi estremamente maneggevoli ed economici, frutto del lavoro di grandi saggisti e di giornalisti estremamente attenti alle evoluzioni del mondo contemporaneo.
Questo volume, in particolare, affronta il tema spinoso dell’austerity e dei suoi effetti di lungo periodo sull’economia dei paesi che scelgono di adottarla come strategia di controllo dei bilanci… continua a leggere

Il diario di Helga

Il diario di Helga

20 gennaio 2014 by · Commenta 

«Per chi scriveva? Solo per se stessa?
Scrivevo solo per me e credo di non avere avuto altre intenzioni al riguardo. Beh, se le avevo o non le avevo, non lo so. Io disegnavo anche. E disegnavo di nuovo per me stessa. Forse, però, a ripensarci oggi, ritrovo un certo ordine, magari pensavo anche un po’ al fatto che un giorno questa cosa non dovesse andare perduta. Però scrivevo soprattutto per me stessa.

C’erano molti bambini che scrivevano un diario?
Io penso che fossero tanti. A Terezín si scrivevano tantissimi diari, li scrivevano anche gli adulti, non solo i bambini, perché la gente aveva bisogno di fare in qualche modo i conti con la situazione e aveva cominciato a scrivere. Scriveva anche poesie. Di diari del genere ne esistono parecchi.»

Helga Weiss è nata a Praga nel 1929, lo stesso anno di Anna Frank, e come la sua celebre coetanea ha scritto, durante gli anni terribili delle leggi razziali e della segregazione, un diario che racconta l’esperienza della sottomissione alla brutalità del nazismo vista attraverso gli occhi di una bambina. Se il diario di Anna, però, termina tragicamente quando l’alloggio segreto in cui si nasconde la sua famiglia viene scoperto e tutti i suoi occupanti vengono deportati, il destino di Helga e del suo diario è diverso… continua a leggere

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