domenica 25 giugno 2017

Sette lettere da Parigi

Sette lettere da Parigi

10 febbraio 2016 by · Commenta 

Non mi lasciò andare prima di avermi strappato la promessa di continuare la pubblicazione della mia storia. Qualche minuto dopo, controllai i commenti dei pochi seguaci del blog ed erano tutti dello stesso tenore. La storia era deliziosa, un pasticcino glassato, da leccarsi i baffi, con tanto di ripieno alla crema. Mi ritrovai a desiderare ardentemente le parole di Jean Luc, una dipendenza da zuccheri che mascherava l’amarezza della mia decisione di divorziare da Chris. Rievocai il nostro incontro in quel caffè di Parigi, quando i nostri sguardi si erano incrociati, sperando che quell’immagine potesse risvegliare i ricordi di Jean Luc e pregando che rammentasse i i momenti che avevamo trascorso assieme. Scrivergli un’e-mail fu molto più difficile. Mi ci vollero quattro giorni, innumerevoli bozze e una ventina di telefonate a Tracey per trovare fuori un pretesto che non sconfinasse nello squilibrio psichico. Stando alla mia tabella di marcia, era il momento di invitare Jean Luc a visitare il blog. Prima di spedire la mia lettera nel cyberspazio, telefonai ancora a Tracey. «È una follia! Sono passati vent’anni! Dovrei cancellare tutto»

Per S.Valentino arriva nelle librerie il romanzo più romantico dell’anno, tratto da una storia vera, che farà battere il cuore anche alle più disilluse. Sette lettere da Parigi, di Samantha Vérant per Sperling & Kupfer, in traduzione in dodici paesi e già acquistato per diventare un film, vi farà sognare e tornare a credere nelle favole, che qualche volta possono diventare realtà. Samantha e Jean Luc, due ventenni che si incontrano in un caffè parigino durante una vacanza: è bastato uno sguardo per piacersi e appena ventiquattr’ore perché scattasse un trasporto senza precedenti…Continua a leggere

Si fa presto a dire famiglia

Si fa presto a dire famiglia

26 gennaio 2016 by · Commenta 

Di bambini contesi tra padre e madre il giudice minorile ne incontra e ascolta moltissimi. Mi si affollano alla mente tanti ricordi di ragazzi esposti per anni al conflitto tra i genitori, costretti ad assistere alla violenza che entrambi esprimono l’uno contro l’altro, incuranti degli occhi che li guardano e li giudicano. Bambini costretti a schierarsi, a barcamenarsi, sballottolati e trascinati di qua e di là tra la casa paterna e quella materna. Questi bambini impotenti e soccombenti, costretti ad assorbire violenza, utilizzati dall’uno e dall’altro genitore per scambiarsi informazioni e messaggi criptati, maldicenze e menzogne, inconsapevoli o incuranti di esporre i loro figli a un rischio psico-patologico altissimo, sono tutti bambini sofferenti che, divenuti preadolescenti, rischiano di diventare aggressivi e violenti verso quei genitori, interessati a riportare  la vittoria nel conflitto piuttosto che la vittoria nel percorso di crescita dei figli.

In questi giorni in cui il dibattito sulle unioni civili infiamma in tutta Italia,  esce l’ultimo libro di Melita Cavallo(Laterza editori), Presidente del tribunale per i minori di Roma nonché uno dei più importanti e noti giudici minorili italiani, che indaga e si interroga proprio sulla famiglia. Il lavoro si intitola Si fa presto a dire famiglia, edizioni Laterza, ed è una raccolta di storie e testimonianze di bambini incontrati nelle aule di tribunale per minorenni durante i suoi quarant’anni di esperienza…Continua a leggere

Morire in primavera

Morire in primavera

25 gennaio 2016 by · Commenta 

Ortrud si fece largo fra gli avventori con un vassoio pieno di cocci di vetro. Aveva i capelli color fibra di lino scarmigliati, sulle guance le scendevano le lacrime, e quando si sciolse il grembiule le tremavano le mani. Si sforzò ugualmente di sorridere, baciò e abbracciò il fidanzato, gli sussurrò qualcosa all’orecchio, poi vide Walter e disse: «Me lo terrai d’occhio, vero? Questo ragazzo è un tale stupido».
«Ci provo» le rispose lui. «Non ti preoccupare. Probabilmente sarà tutto finito prima ancora che usciamo dall’addestramento».

Un piccolo capolavoro, una prosa lineare e limpida, e un’inimitabile delicatezza nell’affrontare una tematica dolorosa. Ralf Rothmann, poeta e drammaturgo tedesco, dà prova di profonda conoscenza dell’animo umano nel suo romanzo Morire in primavera, edito Neri Pozza.
Walter è rispettato e conosciuto da tutti come un gran lavoratore, un uomo serio e di animo buono. È sempre stato di poche parole, ma da quando ha perso l’udito l’unica persona con cui riesce ad avere una conversazione è la moglie, come se…Continua a leggere

La corrispondenza

La corrispondenza

18 gennaio 2016 by · Commenta 

Uno scorcio dell’auto che si allontana, è tutto ciò che a Amy resta di Ed, lo scorcio che la ragazza insegue con gli occhi fino alla svolta dietro cui sparirà, una scheggia di mondo alla quale il suo sguardo avido si aggrappa. È quasi nulla, l’ultimo filo che la lega a lui, per un soffio di tempo.
– E questo cos’è?
Amy ha preso la maglietta un po’ sgualcita che riposa sul comodino, se l’era sfilata la sera prima. E sotto vi scopre una scatolina. La piccola sorpresa che contiene ha una forma di stella, liscia come la porcellana, brilla di riflessi verdi. È adularia. Amy sorride, con la voglia di ridere. Lui è appena andato via ma è già nuovamente accanto a lei.

Sembra una storia già vista, un rapporto clandestino, un amore consumato tra le lenzuola di una camera d’albergo: lui, un noto professore a livello internazionale, sposato e con due figli, e lei, una giovane e bellissima studentessa. Ma questa storia è diversa, i loro incontri sono sporadici e la loro intimità è fatta di messaggi, e-mail, chiamate skype, contatti virtuali frequenti e continui. Perché Ed Phoerum e Amy Ryan, protagonisti del romanzo di Giuseppe Tornatore pubblicato da Sellerio, La corrispondenza, si amano ma non possono vivere la loro relazione alla luce del sole.
Ed è un famoso astrofisico, docente universitario, marito e padre di famiglia; Amy è una studentessa di fisica che si mantiene lavorando come stuntwoman. Uscire allo scoperto è complicato,riuscire a passare del tempo insieme è sempre più difficile, e l’unico modo per vivere la quotidianità del loro rapporto è affidare alla rete e al cellulare pensieri e messaggi d’amore…Continua a leggere

L’ombra della montagna

L’ombra della montagna

14 dicembre 2015 by · Commenta 

Ogni esecuzione distrugge la giustizia, perché nessuna vita merita di essere distrutta. Ero sopravvissuto al deserto interiore dei pestaggi in prigione, e ne ero uscito a stento solo perdonando i miei carnefici. Avevo imparato il trucco da altre vittime che si erano sentite in dovere di spiegarmelo, quando era venuto il mio turno di essere incatenato e pestato a sangue.
Lascia perdere, mi avevano detto uomini diversi da quelli riuniti sulla montagna, ma ugualmente saggi. Se li odi come  loro odiano noi ti guasterai la mente, e la mente eè l’unica cosa che non possono colpire (…)
Sapevo perché Karla aveva voluto portarmi dal saggio leggendario sulla montagna: voleva curarmi. Voleva salvarmi. Mi stavo spezzando dentro, e lei se n’era accorta. Forse stava succedendo anche a lei. Io, karla e tutti gli altri combattenti che conoscevo scherzavamo e ridevamo di cose che facevano piangere cuori meno tormentati dei nostri . Avevo imparato a reagire con durezza al lutto e alla morte. Ora, quando ci ripenso mi rendo conto che il passato è una carneficina: quasi tutti quelli che ho amato sono morti. L’unico modo di convivere con la strage di coloro che ami è accogliere ogni volta dentro di te un pezzetto di quella fredda tomba.

Per questo Natale Gregory David Roberts ha deciso di regalarci il seguito dell’ormai celeberrimo Shantaram, atteso da milioni di lettori al mondo. Il romanzo si intitola L’ombra della montagna (Neri Pozza Editore) e ha già riscontrato una calorosissima accoglienza…Continua a leggere

La guerra non ha un volto di donna

La guerra non ha un volto di donna

26 novembre 2015 by · Commenta 

A interessarmi non è solo la realtà che ci circonda, ma quella che è dentro di noi. Non l’avvenimento in sé, ma quello che esso induce nei sentimenti. Possiamo anche dire: l’anima degli eventi. Per me i sentimenti sono anch’essi realtà.
E la Storia? È fuori in strada. Nella folla. Sono persuasa che in ognuno di noi ci sia un pezzetto di Storia. In uno mezza pagina, in un altro due o tre. E insieme scriviamo il libro del nostro tempo. Ognuno grida la propria verità. Una ridda di sfumature. E si deve ascoltare fino in fondo tutta questa moltitudine, sciogliersi in questo mare e diventarne parte.

Parlare di La guerra non ha volto di donna (edito Bompiani) è difficile, anche poche parole rischiano di tradire l’intento dell’autrice, Premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič. Chi pensa , infatti, che questo libro costituisca l’elogio dell’azione eroica delle donne in guerra si sbaglia. E d’altro canto questo testo non è nemmeno l’esaltazione della vittoria russa nella guerra contro la Germania nazista. L’intento dichiarato dall’autrice stessa in queste pagine è descrivere in maniera realistica la guerra vista con gli occhi delle donne al fronte…Continua a leggere

La ragazza nella nebbia

La ragazza nella nebbia

26 novembre 2015 by · Commenta 

«Agente speciale Vogel, lei stanotte ha avuto un incidente».
«Lo so anch’io» rispose l’altro, rabbioso.
«E viaggiava da solo, è esatto?»
«Gliel’ho appena detto».
«E non ha riportato conseguenze. È illeso».
«Sto bene, quante volte vuole chiedermelo?»
«Allora mi spieghi una cosa…Se lei è incolume, a chi appartiene il sangue che c’è sui suoi vestiti?»

La scomparsa di una ragazzina due giorni prima di Natale, un paesino disperso tra le Alpi, una coltre di nebbia che tutto copre. A distanza di due mesi, il poliziotto che indaga sul caso viene ritrovato illeso e in stato confusionale, con la camicia macchiata di sangue. Il nuovo romanzo di Donato Carrisi, La ragazza nella nebbia, edito Longanesi, si apre con un mistero pesante e fitto come l’oscurità che lo avvolge.
L’agente speciale Vogel non è un poliziotto qualunque…Continua a leggere

Febbre all’alba

Febbre all’alba

25 novembre 2015 by · Commenta 

«Due settimane fa ho raccolto i dati delle donne originarie della provincia di Debrecen che ora sono qui, in cura, in Svezia, e hanno meno di trent’anni».
«Nelle baracche? Oh!»
«Ci sono tante donne. Ragazze. Signore. Ecco l’elenco!»
«Allora sta cercando le sue conoscenti! Ha tutto il mio sostegno».
«Mi ha frainteso. Io sto cercando moglie. Vorrei sposarmi», spiegò mio padre, battendo le palpebre, con il sorriso sulle labbra. L’aveva detto, finalmente. Si appoggiò allo schienale e attese la reazione.
Il primario corrugò la fronte.
«Si vede, caro Miklòs, che la volta scorsa non sono stato abbastanza chiaro».
«Invece sì, dottore».
«Non avrò saputo esprimermi bene in ungherese. Lei ha circa sei mesi di vita. Questo è il tempo che le rimane. Miklòs, sappia che per un medico dover dire una cosa del genere è una tragedia».
«L’ho capito perfettamente, signor primario».

Pèter Gàrdos, regista ungherese, stupisce il mondo letterario con il suo romanzo d’esordio Febbre all’alba, edito Bompiani, di rara bellezza. Miklòs è un ragazzo ungherese sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale trasferito in uno dei campi profughi in Svezia. Estenuato e logorato dal lungo conflitto, quando arriva all’ospedale di Lärbro è pelle e ossa e molto malato. Gli resta ormai poco tempo, non più di sei mesi, come gli comunica il medico.
Ma Miklòs è un combattente, è forte e vuole vivere. E impegna tutte le sue forze…Continua a leggere

Cuore depravato

Cuore depravato

25 novembre 2015 by · Commenta 

Credevo che un orsacchiotto di peluche potesse regalare un po’ di gioia a una bambina trascurata e farla sentire amata e, mentre osservo Mister Pickle sul letto della stanza di Lucy a Quantico in un video di cui fino a un minuto fa ignoravo l’esistenza, all’iniziale scarica di tensione a basso voltaggio segue una calma generalizzata. La linea ora è piatta. Mi concentro. Mi impongo di pensare in maniera lucida, obiettiva, scientifica. Il video che sta scorrendo sul mio smartphone è autentico. È indispensabile che io non lo metta in dubbio. Non sono immagini ritoccate con Photoshop o fabbricate artificialmente in qualche modo. So benissimo che cosa sto vedendo.

La più famosa anatomopatologa Kay Scarpetta, personaggio creato da Patricia Cornwell, una delle più brave e apprezzate scrittrici americane di gialli, si ritrova gettata in un incubo dai risolti personali e oscuri. In Cuore depravato, edito Mondadori, il medico legale è chiamato ad indagare sulla morte apparentemente accidentale della figlia di una nota e benestante produttrice di Hollywood. Durante un primo sopralluogo sulla scena del delitto, riceve sul cellulare un messaggio…Continua a leggere

La stranezza che ho nella testa

La stranezza che ho nella testa

24 novembre 2015 by · Commenta 

Questa è la storia della vita e dei sogni del bozaci Mevlut karatas, venditore di boza e yogurt. Mevlut nacque nel 1957 in un villaggio molto povero dell’Anatolia centrale, nei pressi di un lago nebbioso, nel paese più a occidente dell’Asia. All’età di dodici anni si trasferì a Instambul e da allora visse sempre qui, nella capitale del mondo. A venticinque rapì una ragazza del suo paese. Questo gesto condizionò tutta la sua vita. Tornò a Instambul, si sposò ed ebbe due figlie. Lavorò senza sosta , facendo i lavori più diversi: dal venditore di yogurt, gelato, riso ai ceci, al cameriere, ma non smise mai di vendere boza, sera dopo sera, per le strade di Instambul. E non smise mai di abbandonarsi a bizzarre fantasie.

La stranezza che ho nella testa
«ovvero La vita, le avventure, i sogni, gli amici e i nemici di Mevlut Karatas, venditore di Boza, nonché una panoramica della vita di Instambul tra il 1969 e il 2012, raccontata dal punto di vista dei suoi cittadini».
Einaudi ci propone l’ultimo attesissimo romanzo del Premio Nobel Pamuk, che dopo sette anni da Il museo dell’innocenza torna a regalarci una storia d’amore ambientata nella sua cara Instambul agli albori della modernità.…Continua a leggere

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