sabato 22 settembre 2018

Recensione libro: “21 lezioni per il XXI secolo” di Yuval Noah Harari

Recensione libro: “21 lezioni per il XXI secolo” di Yuval Noah Harari

21 settembre 2018 by · Commenta 

Il monoteismo ha fatto poco per migliorare le qualità morali della nostra specie – pensate davvero che i musulmani siano intrinsecamente più etici degli indù, solo perché credono in un unico dio mentre gli indù credono in molti dei? I conquistadores spagnoli erano moralmente migliori delle tribù pagane Inca e Azteche del Centro America? Quello che il monoteismo ha fatto di sicuro è stato rendere molti popoli più intolleranti, contribuendo a legittimare e a promuovere le persecuzioni religiose e le guerre sante.

Yuval Noah Harari è uno storico e un saggista, anche se queste parole non sono sufficienti a definirlo. Harari, infatti, è molto più di questo, nei suoi saggi è di una chiarezza disarmante e ha la rara capacità di trattare fenomeni di portata mondiale rendendoli comprensibili a chiunque. È per questo che il suo libro “Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità” è stato tradotto in trenta lingue vendendo oltre un milione di copie. La sua nuova opera, “21 lezioni per il XXI secolo”, dedicata al marito Itzik Yahav, presenta la stessa accessibilità e un impianto…continua a leggere

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

Recensione libro: “Grido di guerra” di Wilbur Smith

30 agosto 2018 by · Commenta 

Saffron e la sua nuova amica Chessi von Schöndorf avevano fatto un accordo, poco dopo essere diventate amiche: Chessi avrebbe insegnato il tedesco a Saffron e in cambio lei le avrebbe insegnato lo swahili, cosicché, per usare le sue parole, «Potrò dare ai miei genitori il più forte degli shock! Mi hanno mandato qui in Inghilterra perché imparassi meglio l’inglese, ma adesso fingerò di stare qui alla Roedean parlando solo africano. Non capiranno cosa è successo.»

Wilbur Smith torna a raccontarci la storia della famiglia Courteney in “Grido di guerra”, edito da Longanesi. I protagonisti di questo quattordicesimo capitolo della saga sono Leon Courteney, ricco imprenditore kenyota, e sua figlia Saffron, rimasta orfana di madre alla tenera età di sette anni e cresciuta nel Kenya degli anni venti in compagnia della popolazione Masai per la quale nutre un profondo affetto. Siamo nel 1938: Leon è riuscito, con molte difficoltà, a superare la morte dell’amatissima moglie Eva, si è risposato con una donna adorabile e dal pugno di ferro, Saffron è ormai adulta, ha vent’anni e studia ad Oxford. Padre e figlia sono entrambi volitivi, testardi e avventurosi, ma vanno incontro ad uno dei periodi più bui della storia dell’umanità: Hitler sta per invadere la Polonia, dichiarando guerra a chiunque si opponga ai suoi folli propositi e alla sua ideologia della razza pura. Per questo le persone cominciano a guardare con sospetto i tedeschi, tutti tranne Saffron, che nel corso di un improvvisato weekend a St Moritz si scontra con un giovane tedesco, Gerhard von Meerbach. Tra i due scoppia una passione immediata…continua a leggere

Libri per l’estate

Libri per l’estate

2 agosto 2018 by · Commenta 

Siete diretti in spiaggia ma ancora non sapete quali libri portare con voi? Una scelta ardua, perché il rischio di sbagliare e trovarsi bloccati con un mattone noiosissimo è sempre dietro l’angolo. Con un giallo si va sempre sul sicuro: “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri, “A bocce ferme” di Marco Manvaldi e “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini, tutti editi da Sellerio, sono scelte eccellenti, rapidi, piacevoli, per chi ama perdersi nei ragionamenti di un detective e giocare a trovare il colpevole. I tre rientrano nella selezione dei romanzi Sellerio scontati del 25%, che potete trovare sul nostro sito…continua a leggere

Recensione libro: “Senti la sua paura” di Peter Swanson

Recensione libro: “Senti la sua paura” di Peter Swanson

20 luglio 2018 by · Commenta 

Scavarono una fossa nella radura. La pioggia aveva ammorbidito il terreno, il badile ci affondava facilmente mentre scalzavano grosse zolle nere. Quando adagiarono Claire nella buca, Henry disse con la sua strana calma olimpica:

– Credo che dovremmo scattare qualche foto. Una di te con il cadavere, e una di me.

– Cosa?

– Dobbiamo immortalare il momento.

– Sei impazzito?

– No, ascolta. Sarà un simbolo della nostra fiducia reciproca. Così ciascuno di noi avrà una prova  in grado di inchiodare l’altro, e saremo per sempre complici.

Kate è sempre stata ansiosa, e l’incidente con il suo ex ragazzo, diventato all’improvviso così assurdamente geloso da chiuderla in uno sgabuzzino per giorni per poi spararsi un colpo di fucile, di certo non l’ha aiutata ad affrontare la vita con serenità. Peter Swanson racconta in “Senti la sua paura” (Einaudi) la storia della ragazza, una ventenne inglese che vive nel terrore per ciò che le è capitato. Il destino, però, le apre uno spiraglio di rinascita: la possibilità di scambiare il suo appartamento di Londra con quello di Boston di suo cugino Corbin, che ha ottenuto, dalla sua società, un trasferimento di sei mesi nella capitale britannica. Nonostante l’ansia che la pervade, Kate decide di accettare. Il suo ottimismo, però, va in mille pezzi quando la polizia trova la sua vicina di casa morta e divisa a metà. L’idea che un serial killer si aggiri intorno al palazzo, fa riaffiorare…continua a leggere

Recensione libro: “Anatomia di uno scandalo” di Sarah Vaughan

Recensione libro: “Anatomia di uno scandalo” di Sarah Vaughan

11 luglio 2018 by · Commenta 

Olivia è il ritratto dell’innocenza, o quanto meno sembra più innocente di quanto ci si aspetterebbe da una giovane donna di quasi trent’anni che si è messa con un uomo sposato. Indossa un vestitino semplice, con il colletto piatto. Forse ha un po’ esagerato, eppure funziona. È abbastanza magra da sembrare quasi androgina, eterea; un corpo del tutto asessuato. I piccoli seni – brancicati e addentati, come tra poco sosterrà la pubblica accusa – sprofondati nel tessuto blu scuro; le lunghe gambe nascoste dalla sponda di legno. Non il minimo accenno ad una sessualità esplicita, tentatrice.

James Whitehouse ha una vita perfetta. È sottosegretario al ministero dell’Interno, ha una moglie splendida, Sophie, conosciuta al college e due bambini adorabili. È un uomo bello, potente, realizzato. Ma forse anche uno stupratore. Questa è l’accusa che gli viene mossa da una delle sue assistenti, Olivia. La ragazza, con cui Whitehouse avrebbe avuto una relazione, scatena un pandemonio denunciando il fatto che, dopo la loro rottura, lui avrebbe approfittato di lei dentro ad un ascensore nonostante la ragazza l’avesse implorato più volte di fermarsi. Il processo si prevede difficile per l’accusa, sostenuta da Kate, un’avvocatessa molto famosa per la sua tenacia e per l’inflessibilità, che ha già fatto la conoscenza di Whitehouse molto tempo prima…continua a leggere

Recensione libro: “I figli di Dio” di Glenn Cooper

Recensione libro: “I figli di Dio” di Glenn Cooper

19 giugno 2018 by · Commenta 

«Lungi da me voler interferire con la tua vita amorosa o alcolica, ma si è presentata una questione piuttosto urgente, tanto che il papa ha convocato un incontro d’emergenza con il C8. Sperava proprio che tu potessi fare un salto.»

«Cosa succede?» Cal passò davanti a un negozio da cui usciva musica a tutto volume e si affrettò a superarlo. «Può anticiparmi qualcosa al telefono?»

«Diciamo solo che abbiamo un problema che riguarda quattro persone. Una si chiama George e le altre tre Maria.» Cal capì subito di chi si trattava: George Pole era l’arcivescovo di Houston. Ma le Marie… «Maria nel senso di Vergine Maria?»

«Esatto.»

 Cal Donovan è un docente di teologia dell’università di Harvard. Gira il mondo come consulente, visionando scavi e reperti di antiche civiltà e può vantare la partecipazione al C8, una ristretta cerchia di consiglieri che vengono convocati, in caso di emergenza, da Celestino VI, il nuovo Papa, moderno e fortemente riformista. Quando viene richiamato a San Pietro, Donovan capisce che una grossa tempesta si profila all’orizzonte, e sta per colpire proprio il cuore della cristianità. I consiglieri del Papa vengono informati che tre ragazzine di nome Maria, provenienti da Lima, Manila e Gort, in Irlanda, sono rimaste incinte. Particolare non trascurabile, la verginità delle tre è stata verificata da più di uno specialista e…continua a leggere

Recensione libro: “La signora nel furgone e le sue conseguenze” di Alan Bennett

Recensione libro: “La signora nel furgone e le sue conseguenze” di Alan Bennett

15 giugno 2018 by · Commenta 

Ottobre 1987. Sono stato all’estero a fare un film.

«Quando era in Iugoslavia ha visto la Vergine Maria?» mi ha chiesto Miss S. «No, direi di no».  «Ma se lì appare tutti i giorni, da un sacco di anni…». Insomma, mi sono perso la più grande attrazione locale.

È il 1969. Alan Bennett è un eclettico commediografo con molte opere in scena nel West End. Quando si trasferisce a Camden Town, la zona è popolata di attori, registi ed eccentrici di ogni genere che comprano bellissime villette vittoriane e le sventrano per farne moderni e ariosi open space. Ma è pochi mesi dopo il suo trasferimento che Bennett conoscerà un dirimpettaio talmente bizzarro da eclissare tutti gli altri: in Gloucester Crescent arriva, infatti, Mrs Shepherd, un’anziana senzatetto che decide di parcheggiare il suo scalcinato van Bedford proprio davanti alla casa del nostro autore. Anche se il vicinato tollera a malapena la donna, Bennett, in un istante di follia, decide di proporle di parcheggiare il furgone nel suo vialetto, in modo da metterla a riparo da bulli e vandali e darle un indirizzo fisso che le consenta di chiedere un sussidio. Un accordo che dovrebbe durare pochi mesi si trasforma così in un’amicizia…continua a leggere

Recensione libro: “Pastorale americana” di Philip Roth

Recensione libro: “Pastorale americana” di Philip Roth

23 maggio 2018 by · Commenta 

Lo Svedese. Negli anni della guerra, quando ero ancora alle elementari, questo era un nome magico nel nostro quartiere di Newark, anche per gli adulti della generazione successiva a quella del vecchio ghetto cittadino di Prince Street che non erano ancora così perfettamente americanizzati da restare a bocca aperta davanti alla bravura di un atleta del liceo. Era magico il nome, come l’eccezionalità del viso. Dei pochi studenti ebrei di pelle chiara presenti nel nostro liceo pubblico prevalentemente ebraico, nessuno aveva nulla che somigliasse anche lontanamente alla  mascella quadrata e all’inespressiva maschera vichinga di questo biondino dagli occhi celesti spuntato nella nostra tribù con il nome di Seymour Irving Levov.

“Pastorale americana” è uno dei capolavori di Philip Roth, autore di spicco della letteratura americana recentemente scomparso. L’opera, che gli è valsa il Pulitzer nel ’97, racconta la storia di Seymour Levov, lo Svedese, così soprannominato perché, a dispetto del suo essere un ebreo del New Jersey, ha tratti nordici, occhi azzurri e capelli biondi, una struttura fisica longilinea e muscolosa al tempo stesso. Nathan Zuckerman, di professione scrittore e narratore di questa storia, lo idolatra da quando era un ragazzino…continua a leggere

Recensione libro: “Il morso della reclusa” di Fred Vargas

Recensione libro: “Il morso della reclusa” di Fred Vargas

15 febbraio 2018 by · Commenta 

Seduto su uno scoglio del molo, al porto, Adamsberg guardava i marinai di Grimsey che rientravano dalla pesca quotidiana, attraccavano, sollevavano le reti. Lí, su quella isoletta islandese, lo chiamavano «Berg». Vento dal largo, undici gradi, sole opaco e puzza di scarti di pesce. Non ricordava più che poco tempo prima era un commissario, a capo di ventisette agenti all’Anticrimine di Parigi, tredicesimo arrondisement. Gli era caduto il cellulare negli escrementi di una capra, che ce l’aveva sepolto dentro con un’impeccabile colpo di zoccolo, senza aggressività. Un modo inedito di perdere il cellulare, e Adamsberg l’aveva apprezzato come meritava.

L’autrice di bestseller francese Fred Vargas – 650000 copie vendute solo in Francia con l’ultimo “Tempi glaciali” – torna con “Il morso della reclusa” (Einaudi) a raccontarci le indagini del commissario Adamsberg, iniziate ben 25 anni fa… continua a leggere

Recensione libro: “La parola ai giovani” di Umberto Galimberti

Recensione libro: “La parola ai giovani” di Umberto Galimberti

25 gennaio 2018 by · Commenta 

Noi, che a differenza di voi sappiamo cos’è per davvero il nichilismo, non vogliamo che ci parliate in nome di niente come spesso capita di sentire quando aprite bocca, e neppure in nome di quei valori riconducibili unicamente al denaro o all’immagine che uno costruisce di sé, perché se è vero che non ci sono più valori, come sembra dai vostri discorsi disfattisti, starà a noi trovarli. E quando li troviamo e poi li difendiamo, non diteci che sono utopie o ingenuità.

A distanza di dieci anni dal suo libro dedicato ai giovani, “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”, Umberto Galimberti si rivolge di nuovo a loro, ascoltandone le idee e le aspirazioni, esplorandone le sofferenze e i desideri. “La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo” raccoglie la voce di una generazione che ha un gran bisogno di essere ascoltata, per poter dire quelle cose che vengono taciute ai genitori e agli insegnanti per il timore di conoscere già le risposte, che sembrano lontane dalle inquietudini, dalle ansie e dai problemi dei giovani di oggi. La fretta che ogni ventenne ha di realizzare i propri sogni rischia di degenerare in una forma di cinismo del tutto sconosciuta alla generazione dei suoi genitori. Ragazze e ragazzi si affidano all’indifferenza e al controllo dei sentimenti e delle emozioni… continua a leggere

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