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	<title>Paperback.it &#187; Prima pagina</title>
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		<title>L&#8217;ultimo inverno</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 10:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 da una piccola casa editrice  indipendente, dopo essere rimasto chiuso nel cassetto per tre anni,  durante i quali l’autore collezionava solo rifiuti da tutti gli agenti e  gli editori a cui si era rivolto, il romanzo d’esordio di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_harding+paul-paul_harding.htm">Paul Harding</a>, che con <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/ultimo-inverno-harding-paul-neri/libro/9788854504561">L’ultimo inverno</a> scala le classifiche dei bestsellers fino a vincere, lasciando tutti “a bocca aperta”, il <strong>premio Pulitzer 2010</strong>... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/03/25/lultimo-inverno/">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/ultimo-inverno-harding-paul-neri/libro/9788854504561" ><img class="size-full wp-image-6542 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/03/ultimo-inverno.jpg" alt="" width="96" height="150" /></a>Pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 da una piccola casa editrice indipendente, dopo essere rimasto chiuso nel cassetto per tre anni, durante i quali l’autore collezionava solo rifiuti da tutti gli agenti e gli editori a cui si era rivolto, il romanzo d’esordio di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_harding+paul-paul_harding.htm" >Paul Harding</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/ultimo-inverno-harding-paul-neri/libro/9788854504561" >L’ultimo inverno</a>, scala le classifiche dei bestseller fino a vincere, lasciando tutti “a bocca aperta”, il <strong>premio Pulitzer 2010</strong>. “Non mi sento migliore o peggiore di altri autori che cercano a fatica di vedere pubblicati i propri lavori. È un ambiente duro. Ricevere il Pulitzer per me è stato un onore immenso, i sentimenti che provo sono di gratitudine e di umiltà. Stento ancora a crederci”. Queste le sue parole, rilasciate in una recente intervista, nella quale ha anticipato che sta finendo il suo prossimo romanzo, che, senza essere un sequel, riprenderà alcuni personaggi ed elementi del primo libro&#8230;<br />
Addentriamoci allora nella storia di <em>Tinkers</em>, questo il titolo originale: <em>tinker</em>, termine usato specialmente in passato, sta per &#8220;calderaio ambulante&#8221;, &#8220;artigiano&#8221;, &#8220;costruttore&#8221;. Simbolo del mondo incantato e misterioso dei venditori ambulanti, dei loro carretti sempre carichi di oggetti semplici, ingegnosi, meccanici, che essi sapevano riparare grazie a un’arte tramandata da un tempo molto lontano&#8230; E proprio il tempo, “il modo in cui sperimentiamo la nostra umanità”, gioca il ruolo principale, apparendo come quell’essenza inafferrabile che fa muovere i protagonisti, tutti maschili, di questo romanzo. È un’America spirituale e naturalistica, l’America di ieri e di oggi quella de <em>L’ultimo inverno</em>, un romanzo che parla dell’amore tra un padre e un figlio. Un figlio, George, che, in punto di morte, evoca le memorie della propria famiglia, della propria vita, ripercorrendo i ricordi di un padre, Howard, dal quale ha ereditato la passione per gli ingranaggi, gli orologi e le piccole cose da aggiustare. Un uomo silenzioso, sognante, poetico, ma anche misterioso, perché malato di una malattia incurabile: l’epilessia. Ha preso vita da qui il libro Paul Harding, che parte da pochi fatti conosciuti dai racconti del nonno materno, vissuto nel Maine e abbandonato da piccolo dal padre dopo che quest’ultimo aveva scoperto il piano della moglie di volerlo internare in un ospedale a causa della sua malattia, proprio l’epilessia. Harding utilizza così i ricordi e si immedesima nelle varie situazioni per entrare nella testa dei personaggi, fino a far raggiungere loro una certa autonomia.<br />
Fantasia e realtà si mescolano per creare una storia romantica e commovente nella sua drammaticità: una malattia che fa impazzire e si impossessa di tutto il corpo che diventa incontrollabile, tanto da rivelarsi quasi in sintonia con quella natura imprevedibile e spesso impetuosa in cui il venditore ambulante vive immerso: un eccesso di energia lo colpisce così come il fulmine colpisce il bosco e lo lascia stordito e sanguinante dopo angosciosi minuti trascorsi sul pavimento a scalciare, rovesciare le lampade, sbattere la testa sulle assi, mentre i denti mordono un bastoncino&#8230; Oppure le dita del figlio, di George adolescente che in seguito, per anni, non ha più saputo se odiare o amare quel padre folle, che alla fine riesce a incontrare e solamente ad amare.<br />
A completare l’interessantissima personalità di Paul Harding, la passione per la musica – Harding è stato batterista in un gruppo rock con cui ha registrato due album e girato l’Europa in tour – passione che si intreccia, con curiosissime somiglianze, con l’arte della scrittura: “Credo di essere migliore come scrittore che come batterista, ma il processo creativo è simile in entrambi i casi: nel primo seguivo l’ispirazione dettata, beh, dal cosmo con le bacchette della batteria, nel secondo, invece, con la tastiera del computer. Come per la musica ho orecchio per la scrittura, ho seguito un ritmo non lineare. Lo trovo lirico, incantatore. Ogni passaggio, ogni frase è scandita da uno specifico numero di tempi, pause, battute, suona secondo una certa nota, per restare in tema. Qualsiasi cosa scriva, all’inizio sembra musica improvvisata”.</p>
<p>Acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/ultimo-inverno-harding-paul-neri/libro/9788854504561" >L’ultimo inverno</a>.</p>
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		<title>Viva l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 16:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«<em>Niente da fare, nonostante tutto “Viva l’Italia” imbarazzava. Dire o  anche solo pensare questa semplice frase poteva essere spiazzante.  Rimandava nel migliore dei casi a un Risorgimento polveroso, studiato in  fretta in vista dell’esame di maturità e altrettanto frettolosamente  archiviato. O magari alla parata del 2 giugno, o alla fanfara dei  bersaglieri. A nulla di troppo contemporaneo, insomma</em>»... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/03/16/viva-litalia/">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/page_anniversario_150_anni_unita_italia.htm" ><img class="alignleft size-full wp-image-6293" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/03/logo_italiaunita150.jpg" alt="" width="158" height="150" /></a>«<em>Niente da fare, nonostante tutto “Viva l’Italia” imbarazzava. Dire o anche solo pensare questa semplice frase poteva essere spiazzante. Rimandava nel migliore dei casi a un Risorgimento polveroso, studiato in fretta in vista dell’esame di maturità e altrettanto frettolosamente archiviato. O magari alla parata del 2 giugno, o alla fanfara dei bersaglieri. A nulla di troppo contemporaneo, insomma</em>».</p>
<p>È Francesco De Gregori. Scrive della sua canzone e del valore sociale e civile di “Viva l’Italia”, anno 1979, spunto per il titolo dell’ultimo libro di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_cazzullo+aldo-aldo_cazzullo.htm" >Aldo Cazzullo</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/viva-italia-risorgimento-resistenza-perche/libro/9788804603283" >Viva l’Italia!</a>. Qui il tono è esclamativo, ammirativo. E la dice lunga sulle intenzioni del giornalista del Corriere, che sottotitola: <em>Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione</em>. È un invito ragionato e appassionato a sentirsi una nazione. Perché l’Italia è una cosa seria. Belpaese, Nord punto-a-capo Sud, quel-posto-dove-tutto-sommato-non-si-sta-così-male sono semplificazioni facilone, comode e limitanti, comunque disgreganti e ingrate. Viva l’Unità d’Italia, ci dice Cazzullo. Perché già prima del Risorgimento e della Resistenza lo siamo stati, uniti. Per esempio lo eravamo con e nei versi di Dante, Petrarca, i dipinti di Piero della Francesca e Tiziano, il Rinascimento tutto. L’unificazione è molto più antica dei suoi centocinquant&#8217;anni anagrafici e, secondo l’autore, sotto sotto gli italiani sono molto più patrioti di quanto vogliano dare ad intendere o di quanto, loro stessi, pensino.<br />
La complessità di questo processo storico, tortuoso e spesso contraddittorio, ce la restituisce <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/nome-italia-risorgimento-testimonianze-documenti/libro/9788842094654" >Nel nome dell’Italia. Il Risorgimento nelle testimonianze, nei documenti, nelle immagini</a>, a cura di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_banti+alberto+m-m_alberto_banti.htm" >Alberto Mario Banti</a>. Mentre un compendio di 150 anni in centocinquanta date significative è <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/patria-bene-male-almanacco-essenziale/libro/9788804603290" >La patria, bene o male</a>, di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_fruttero+carlo-carlo_fruttero.htm" >Carlo Fruttero</a> e <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_gramellini+massimo-massimo_gramellini.htm" >Massimo Gramellini</a>. Giornate significative poiché, scrivono gli autori nella prefazione, «<em>Il nostro intento era di offrire un&#8217;infarinatura di storia d&#8217;Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l&#8217;hanno mai avuta</em>».<br />
Rimembranze unitarie percorrono invece e per intero il libro <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/cuore-amicis-edmondo-bur-biblioteca/libro/9788817046749" >Cuore</a>, celebre romanzo di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_de+amicis+edmondo-edmondo_amicis_de.htm" >Edmondo de Amicis</a>, pubblicato nel 1886, intriso dei valori e delle virtù liberati dall’unificazione: patriottismo, rispetto per le istituzioni e per i genitori, disciplina, spirito di sacrificio e di sopportazione, eroismo, carità, pietà. Dedicato esplicitamente ai ragazzi, si rivolge sottotraccia agli adulti postrisorgimentali. Il tentativo di unificare il Paese in senso linguistico e letterario, dunque culturale e morale, replica lo spirito manzoniano dei <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/promessi-sposi-manzoni-alessandro-bur/libro/9788817046671" >Promessi Sposi</a> e fa breccia nell’opinione pubblica dell’epoca e oltre, diventando un classico, uno di quei libri fondamentali – insieme a <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/pinocchio-collodi-carlo-feltrinelli/libro/9788807820717" >Pinocchio</a>, verrebbe da pensare –, uno di quelli che non si può non aver letto.<br />
Il riscatto dai labirinti del dimenticatoio e dalle segrete dell’oblio lo hanno avuto, finalmente, le protagoniste di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/donne-risorgimento-mulino/libro/9788815147134" >Donne del Risorgimento</a>, in uscita oggi per Il Mulino. Raccoglie i ritratti di quattordici figure femminili fino a ieri catalogate come compagne, spie, cortigiane degli ufficiali e degli eroi che ‘hanno fatto la storia’. Invece, senza (quel)le donne, la storia probabilmente sarebbe stata diversa, se sarebbe stata. La più nota è Anita Garibaldi, ma si racconta anche di Rosalia Montmasson, l’unica presenza femminile fra le mille camice rosse; Enrichetta di Lorenzo, fidanzata di Carlo Pisacane; Antonietta De Pace, protagonista nei moti del ’48, e ancora tante altre. Questo libro, scritto da giornaliste e scrittrici capitanate da <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_maraini+dacia-dacia_maraini.htm" >Dacia Maraini</a>, non è meramente un omaggio <em>in rosa</em> all’Unità d’Italia, ma un atto dovuto, ancorché parziale, verso tutto ciò che non è stato raccontato nei libri di storia, nelle aule di scuola, negli incontri e nelle commemorazioni ufficiali, nei talk show di prima (o seconda) serata.<br />
Al contempo, gli eroi patrii sono attualmente oggetto di velati o forzati revisionismi e di bruschi scollamenti dai piedistalli della storia. Più di tutte, appare controversa la figura di Garibaldi, come ci racconta e documenta <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/c_power_search.php?shelf=BIT&amp;q=nicola+fano&amp;submit=" >Nicola Fano</a> in <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/garibaldi-illusione-italiana-fano-nicola/libro/9788860735362" >Garibaldi. L’illusione italiana.</a> Siamo sicuri che fermarsi alle porte di Roma, alla fine del 1860, sia stata la scelta giusta? E mettere l’Italia nelle mani del re? E se invece la rivoluzione italiana fosse stata compiuta fino in fondo? Che fine ha fatto il sogno del nostro eroe nazionale, quello di un Paese che sia molto più della somma delle sue parti? Secondo Fano l’amore-odio nei confronti di Garibaldi, la sua vita, le sue imprese, le sue rinunce, rivelano spontaneamente le disarmonie del popolo italiano, la sua identità mutilata, un’illusione unitaria lunga centocinquant’anni.<br />
Forse però siamo ancora in tempo. I giovani lo sono, per esempio. A spronarli a meditare e ad agire è il talentuoso <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/troppo-umana-speranza-mari-alessandro/libro/9788807018305" >Alessandro Mari</a>, trentun’anni, autore di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/troppo-umana-speranza-mari-alessandro/libro/9788807018305" >Troppo umana speranza</a>, un poderoso romanzo ambientato nella prima metà dell’Ottocento “sullo sfondo di un&#8217;Italia che non è ancora una nazione” e in cui “quattro giovani si muovono alla ricerca di un mondo migliore”. Mari, in un recente articolo su la Stampa, scrive ancora di Risorgimento e della visione di futuro che ha saputo incarnare: «<em>Laggiù siamo nati e da laggiù muove l&#8217;istinto di affermare che chiunque, se il presente stritola, può esigerlo diverso. Per questo fraternizziamo coi libici e gli egiziani, e per questo va rifiutato il distacco che fa del Risorgimento un momento di sbadiglio scolastico. Tuffandoci nei nostri anni di fondazione vedremo chi eravamo, forse capiremo chi siamo, senz&#8217;altro sentiremo più ineluttabile la domanda: l&#8217;Italia di oggi va verso il sogno che noi figli abbiamo affidato ai nostri padri contemporanei, e i nostri figli a noi?</em>».<br />
Mentre ci pensiamo, Mari continua, illuminandoci la via: «<em>Il compleanno dell&#8217;Italia unita è l&#8217;occasione per recuperare il senso primigenio del Risorgimento e farsi cassa di risonanza di quel sentimento vivificante della gioventù che precede ogni declinazione politica; invece di rassegnarsi, si può alzare la testa come germogli e contrastare la pena che si prova dinanzi a un fusto morente. I giovani del Risorgimento lo fecero</em>». E noi?</p>
<p>Visita il nostro <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/page_anniversario_150_anni_unita_italia.htm" >Speciale sui 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</a></p>
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		<title>Vieni via con me</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 15:10:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Esce oggi l’ultimo libro di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_saviano+roberto-roberto_saviano.htm">Roberto Saviano</a>, <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/vieni-via-me-saviano-roberto/libro/9788807491108">Vieni via con me</a>. Il volume, edito da Feltrinelli, raccoglie le otto storie raccontate dall’autore di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/gomorra-viaggio-impero-economico-sogno/libro/9788804569152">Gomorra</a> nel corso dell’omonima trasmissione di Rai Tre, evento televisivo del 2010...<a href="http://www.paperback.it/blog/2011/03/02/vieni-via-con-me/">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/vieni-via-me-saviano-roberto/libro/9788807491108" ><img class="alignleft size-full wp-image-5906" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/03/vieniviaconme.jpg" alt="" width="96" height="150" /></a>Esce oggi l’ultimo libro di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_saviano+roberto-roberto_saviano.htm" >Roberto Saviano</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/vieni-via-me-saviano-roberto/libro/9788807491108" >Vieni via con me</a>. Il volume, edito da Feltrinelli, raccoglie le otto storie raccontate dall’autore di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/gomorra-viaggio-impero-economico-sogno/libro/9788804569152" >Gomorra</a> nel corso dell’omonima trasmissione di Rai Tre, evento televisivo del 2010. Un programma unico, speciale, forse irripetibile, che, in una cornice da teatro greco, fra musica intrattenimento e racconto, ha visto succedersi sul palcoscenico persone e personaggi, società civile, artisti e politici, testimoni dell’Italia di oggi, delle sue grazie e delle sue storture, delle sue derive ma anche delle sue speranze. Milioni i telespettatori sintonizzati sulla terza rete, puntata dopo puntata: altissimi gli entusiasmi, durissime le critiche. Un trionfo. I più maliziosi o malpensanti potrebbero domandarsi con sospetto: e se invece questo libro, nato dai fasti e dai clamori di un programma Tv, non fosse altro che una furbesca trovata di marketing, cullata da quell’enorme, memorabile, successo televisivo? <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/vieni-via-me-saviano-roberto/libro/9788807491108" >Vieni via con me</a> è ben altro. Saviano, stretto l’accordo con il nuovo editore, dichiarò: “<em>Sono molto contento che le storie di </em>Vieni via con me<em> stiano diventando un libro, perché non è stato facile farle arrivare al grande pubblico. Hanno cercato prima di zittirle, minacciando di non mandarle in onda, poi di contrastarle e, infine, di farle dimenticare in fretta il più possibile. La volontà della Feltrinelli di raccoglierle in un libro significa volerle difendere e allo stesso tempo renderle accessibili a chiunque vorrà. Significa farle diventare, di nuovo, storie di tutti</em>”. Sull’importanza, il valore, la forza della parola – dall’etere alla carta stampata, purchessia – l’autore si è sempre tenacemente battuto, mettendoci la faccia, mettendoci la vita. In <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/vieni-via-me-saviano-roberto/libro/9788807491108" >Vieni via con me</a> scrive: “<em>Raccontare è già un passo avanti nel fare, perché le parole sono atti. Ed è per questo che fermare la parola significa fermare il fare. Raccontare come stanno le cose vuol dire non subirle”. </em>Di più, significa capire, per iniziare o continuare ad esserci, presenti e protagonisti di una vita degna di essere vissuta.<em> “Comprendere, capire ciò che non va e cercare di cambiarlo mi è sempre sembrato un gesto di grande speranza. L’idea che anche facendo cose semplici, o considerate semplici, si possa salvare il mondo mi ha sempre riempito di felicità. È un modo per dire a chiunque ascolta: se stamattina faccio bene il mio mestiere, salvo l’intero mondo. È come dire: questo è anche un problema mio, mi riguarda</em>”<em>.<br />
</em>Sono problemi nostri, ci riguardano, le otto storie che l&#8217;autore qui ci racconta con l&#8217;inchiostro, carico di un amore coraggioso per il nostro Paese: l’unità/spaccatura dell’Italia; la macchina del fango; le mani della ’ndrangheta sul profondo Nord; la questione del fine vita; il business dei rifiuti; il terremoto in Abruzzo; la Costituzione.<br />
Nel volume non ritroviamo, invece, una delle caratteristiche fondamentali del programma televisivo: gli elenchi, letti alternativamente dagli ospiti, dal conduttore e da Saviano stesso. Quelle liste erano un concentrato di realtà distillato in un inventario di parole o piccole frasi: l’<em>elenco dei lavori che ho dovuto fare da precario</em>, l’<em>elenco dei rifiuti trovati sul mio marciapiede</em>, l’<em>elenco delle cose che mi ha lasciato mio padre</em>,<em>&#8230;</em> Nelle prime pagine lo scrittore propone invece un solo ed unico elenco, forse il primo e l’ultimo di una serie probabile, infinita e variabile, l’elenco che condensa tutti gli altri: le dieci cose per cui valga la pena di vivere (ricordate Woody Allen in <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/manhattan-woody-allen-20th-century/dvd/8010312021022" >Manhattan</a>?). Perché mai fermarsi a pensare, appuntare e magari rievocare, spesso o talvolta, un indice simile? Perché, scrive Saviano, “<em>l&#8217;elenco delle cose per cui vale la pena vivere è un esercizio fondamentale per ricordarsi ciò di cui siamo fatti. Una carta costituente di noi stessi</em>” . Un modo per comprendere chi vogliamo essere, come e perché. Un modo per diventare chi siamo.</p>
<p>Acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/vieni-via-me-saviano-roberto/libro/9788807491108" >Vieni via con me</a></p>
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		<title>Anatra all’arancia meccanica</title>
		<link>http://www.paperback.it/blog/2011/02/23/anatra-all%e2%80%99arancia-meccanica/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 13:39:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Wu Ming]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Disponibile per voi <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/anatra-arancia-meccanica-racconti-2000/libro/9788806206383">Anatra all’arancia meccanica</a>, l’attesissimo ultimo libro di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_wu+ming-ming_wu.htm">Wu Ming</a>, che raccoglie per la prima volta tutti – o quasi – i racconti del celebre collettivo di narratori fondato a Bologna nel 2000.<br />
Racconti che sono un intreccio di storie diverse... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/02/23/anatra-all’arancia-meccanica/">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/anatra-arancia-meccanica-racconti-2000/libro/9788806206383" ><img class="size-full wp-image-5686 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/02/wu-ming.jpg" alt="" width="95" height="150" /></a>Disponibile per voi <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/anatra-arancia-meccanica-racconti-2000/libro/9788806206383" >Anatra all’arancia meccanica</a>, l’attesissimo ultimo libro di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_wu+ming-ming_wu.htm" >Wu Ming</a>, che raccoglie per la prima volta tutti – o quasi – i racconti del celebre collettivo di narratori fondato a Bologna nel 2000.<br />
Racconti che sono un intreccio di storie diverse: molti sono vere e proprie leggende, alcuni erano sparsi per antologie, altri disponibili solo online, altri totalmente inediti. Diverse anche le modalità e le forme di scrittura: alcuni sono stati composti &#8220;a ranghi completi&#8221;, cioè da tutto il collettivo, con varie procedure, come i due racconti con le parodie di Walt Disney, scritti a staffetta, mentre altri racconti sono a firma di due o tre membri del collettivo. Altri ancora sono racconti solisti. &#8220;La scelta che abbiamo fatto – spiega il gruppo – è stata togliere queste specificazioni e attribuire tutto quanto al collettivo completo. C&#8217;è una grande varietà di registri e di tonalità. Si va dal comico-grottesco, come in <em>Benvenuti a &#8216;sti frocioni 3</em>, al tragico di <em>Momodou</em>. Dal moderno picaresco di <em>American Parmigiano</em> al futuribile distopico di <em>Arzèstula</em>. Disponendoli in ordine cronologico ci siamo accorti che ne viene fuori un racconto coerente di che cosa è successo in Italia e nel mondo negli ultimi dieci anni, dall&#8217;11 settembre al G8 di Genova: i cosiddetti anni Zero&#8221;. Si contano anche la distruzione di New Orleans, le guerre in Iraq e in Afghanistan. Tutta la biografia di un decennio, in cui, paralleli eppure convergenti, si muovono gli attori di queste <em>short stories</em>: il detective Topo Lino e il ribelle Anatrino, i trecento boscaioli dell&#8217;Imperatore, gli avventurieri Erben &amp; Flynn, l&#8217;agente letterario Cienfuegos, Momodou e il suo carnefice Tajani, l&#8217;eroe dei due mondi Adalberto Rizzi, la zecca Argas Reflexus, il “Primus Habens” e la Veggente del Cantagallo. Nel cogliere in un modo assolutamente originale i tratti di una stagione catastrofica, Wu Ming indovina il presente e prefigura il futuro. E lo fa azzeccando quello che forse è l’unico modo per mostrare i fatti devastanti che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni, cioè lasciarsi precipitare nel vortice e provare a raccontarlo dall’interno. Con un&#8217;avvertenza, come spiega Tommaso De Lorenzis nell’Introduzione: <em>È bene non lasciarsi ingannare dal tono picaresco d’una certa scrittura. Le parole custodiscono significati molteplici </em><em>[…</em><em>]. Dunque, </em><em>Anatra all’arancia meccanica</em><em> non fa sconti. A distanza dalla rappresentazione più ovvia, ostentando un plurilinguismo scoppiettante, procedendo da osservatori inusuali, battendo percorsi indiretti, affronta le questioni cruciali del nostro tempo </em><em>[…</em><em>]. Assume con elegante riserbo ciascuna delle sconfitte maturate nel corso di questo decennio e ha lo stile di non vendere la consolazione a buon mercato dell’“avevamo ragione” </em><em>[…</em><em>]. Eppure far ridere è un’insopprimibile necessità </em><em>[…</em><em>]. La vita può diventare un noioso </em><em>déjà-vu</em><em>. E dalla noia alla morte il passo è breve.</em></p>
<p>Cosa aspetti? Entra anche tu in queste storie sorprendenti! Acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/anatra-arancia-meccanica-racconti-2000/libro/9788806206383" >Anatra all’arancia meccanica</a>.</p>
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		<title>L’esordio di Pennacchi&#8230; riscoperto</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 16:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ri-esce oggi <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/mammut-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804610717">Mammut</a>, il primo libro di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_pennacchi+antonio-antonio_pennacchi.htm">Antonio Pennacchi</a>, vincitore dell’ultima edizione del Premio Strega con <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/canale-mussolini-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804546757">Canale Mussolini</a> e autore anche, tra gli altri, de <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/fasciocomunista-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804603047">Il fasciocomunista</a>, da cui il regista <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/regista-daniele_luchetti.htm">Daniele Luchetti</a> ha tratto il film <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/fratello-figlio-unico-daniele-luchetti/dvd/7321958025062">Mio fratello è figlio unico</a>.<br />
Un’uscita insolita, si potrebbe pensare. In realtà, attuale più che mai,  il romanzo di Pennacchi torna a raccontarci gioie e dolori, fatiche e  speranze di quella classe operaia che “doveva fare la rivoluzione” e  invece si è avviata inesorabilmente all’estinzione, proprio come i  mammut nella preistoria... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/02/15/l’esordio-di-pennacchi-riscoperto">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/mammut-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804610717" ><img class="size-full wp-image-5560 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/02/mammut.jpg" alt="" width="96" height="150" /></a>Ri-esce oggi <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/mammut-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804610717" >Mammut</a>, il primo libro di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_pennacchi+antonio-antonio_pennacchi.htm" >Antonio Pennacchi</a>, vincitore del Premio Strega 2010 con <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/canale-mussolini-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804546757" >Canale Mussolini</a> e autore anche, tra gli altri, de <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/fasciocomunista-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804603047" >Il fasciocomunista</a>, da cui il regista <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/regista-daniele_luchetti.htm" >Daniele Luchetti</a> ha tratto il film <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/fratello-figlio-unico-daniele-luchetti/dvd/7321958025062" >Mio fratello è figlio unico</a>.<br />
Un’uscita insolita, si potrebbe pensare. In realtà, attuale più che mai, il romanzo di Pennacchi torna a raccontarci gioie e dolori, fatiche e speranze di quella classe operaia che “doveva fare la rivoluzione” e invece si è avviata inesorabilmente all’estinzione, proprio come i mammut nella preistoria. Una grande epopea operaia scritta nel 1987, quando lo stesso Pennacchi, come Benassa, il suo protagonista, era operaio in Fulgorcavi. Storia di fabbrica e di conflitti sindacali, di un tempo in cui gli operai erano davvero “uno per tutti e tutti per uno”, un tempo in cui si alternavano la rivolta radicale e la solidarietà più sentita, l’odio e l’insofferenza per il lavoro organizzato e, insieme, l’orgoglio per la potenza delle macchine e la forza del progresso&#8230; <em>Mammut</em> è un romanzo di formazione che conserva intatta la sua forza e la sua illuminante sagacia, in più quella capacità, tipica solo dei classici, di essere esemplare.</p>
<p>Nell’Introduzione a questa ultimissima edizione, l’autore ci racconta la storia del suo romanzo, tra sconfitte ma anche soddisfazioni, un insegnamento a non far cadere la propria passione, a crederci fino in fondo, anche se sembra di avere tutti contro:</p>
<p><em>Ho cominciato a scrivere Mammut la sera del 3 novembre 1986 all’età di trentasei anni compiuti e cinque mesi dopo che era morto mio padre. L’ho scritto a penna – con una penna stilografica a cartucce blu comprata alla Standa – su tre quadernoni rossi. Man mano che andavo avanti, ogni tanto lo battevo a macchina. Ho finito il 26 giugno del 1987.<br />
L’ho riguardato, ricorretto, fatte le fotocopie, rilegato da solo ogni volume con il vinavil, riempito il bagagliaio della macchina, caricati moglie e figli – Marta e Gianni erano ancora piccoli: Gianni tre anni, Marta nove – e partiti tutti per Milano ai primi di luglio con la Fiat 127 gialla a fare il giro degli editori. Mi pensavo – che ne so – che se ci andavo di persona era meglio. Comunque è stata la prima e unica nostra vacanza e ci siamo divertiti. “Mo’ vedrai quando papà diventa ricco” dicevo ogni tanto ai miei figli di dietro […].<br />
Invece no. Ai primi di ottobre sono cominciate ad arrivare le lettere: “Non rientra nella nostra linea editoriale”. Ed è andata avanti così per otto anni. Non naturalmente che io per otto anni – vuoi da solo o vuoi con tutta la famiglia – abbia continuato a presentarmi di persona a suonare ai campanelli delle case editrici. “Ma chi è, ancora quello?”, pare facessero tutti quanti. No, oramai m’ero fatto furbo e glielo spedivo per posta. E ogni volta che tornava indietro glielo rimandavo. Certo gli cambiavo il titolo, mica ero stupido. Ma tu immagina quelli, quando rileggevano le prime pagine: “Ancora questo?”. Per otto anni. Loro a spedirmelo e io a rimandarglielo. 55 rifiuti alla fine, da 33 editori diversi. Tutti gli editori italiani dai più grossi ai più piccoli. Nessuno escluso […].<br />
Poi finalmente è capitato tra le mani di Ornella Mastrobuono, che era all’epoca editor di Donzelli, e – chissà com’è – all’improvviso è piaciuto a tutti. Un successo di critica unanime all’uscita […].<br />
È l’unico dei miei libri – mi verrebbe da dire “figli” – che non voglio più toccare. Non bastano gli otto anni che ci ho già speso? Io è lì che ho imparato il mestiere…</em></p>
<p>Acquista online<em> </em><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/mammut-pennacchi-antonio-mondadori/libro/9788804610717" >Mammut</a>.<em><br />
</em></p>
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		<title>Torna l&#8217;estremo Philip Roth&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:48:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Il primo caso di polio quell’estate si verificò agli inizi di giugno,  subito dopo il Memorial Day, in un quartiere italiano povero dall’altro  capo della città rispetto al nostro. Dall’angolo sudoccidentale di  Newark, nella zona ebraica di Weequahic, noi non ne venimmo a  conoscenza, e non venimmo a conoscenza nemmeno dei casi successivi, una  decina, sparpagliati in quasi tutti i quartieri tranne il nostro...</em> <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/02/01/torna-lestremo-philip-roth/">continua a leggere</a> <em><br />
</em></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/nemesi-roth-philip-einaudi/libro/9788806200947" ><img class="size-full wp-image-5177 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/02/Nemesi.jpg" alt="" width="93" height="150" /></a><em>Il primo caso di polio quell’estate si verificò agli inizi di giugno, subito dopo il Memorial Day, in un quartiere italiano povero dall’altro capo della città rispetto al nostro. Dall’angolo sudoccidentale di Newark, nella zona ebraica di Weequahic, noi non ne venimmo a conoscenza, e non venimmo a conoscenza nemmeno dei casi successivi, una decina, sparpagliati in quasi tutti i quartieri tranne il nostro. Solo il 4 luglio, quando in città si registravano già quaranta casi, sulla prima pagina del quotidiano della sera comparve un articolo dal titolo Autorità sanitaria allerta i genitori contro la polio&#8230;</em><em><br />
</em></p>
<p>Inizia così l’ultimo “estremo” romanzo di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_roth+philip-philip_roth.htm" >Philip Roth</a>, l’autore americano di origine ebraica che vanta, tra i numerosissimi riconoscimenti, il Premio Pulitzer nel 1997 per <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/pastorale-americana-roth-philip-einaudi/libro/9788806174118" >Pastorale americana</a> e i recenti, e prestigiosi, premi PEN: il PEN/<em>Nabokov Award</em> del 2006 e il PEN/<em>Saul Bellow Award for Achievement in American Fiction</em>. Un curriculum il suo che di certo non passa inosservato, se si considera anche che Roth è l&#8217;unico scrittore americano vivente la cui opera viene pubblicata in forma completa e definitiva dalla <em>Library of America</em>.<br />
<em>Nemesi</em> è la storia di un fallimento. Fallimento inteso in senso passivo, traguardo inevitabile di un processo che condanna gli individui e l’umanità intera, che tenta disperatamente di resistere alla forza degli eventi. Il fallimento è quello di Bucky Cantor, giovane e vigoroso atleta che vive con frustrazione l&#8217;esclusione dal teatro bellico a fianco dei suoi contemporanei a causa di un difetto della vista. È la Newark del 1944, quando in Europa e nel Pacifico infuria la guerra e nella città esplode un’epidemia di poliomielite… A Weequahic, il quartiere ebraico, il ventitreenne Cantor si ritrova a fare l’animatore di un campo giochi: subito, mosso dalla delusione e dall’avvilimento per non poter partecipare alla guerra, quasi come per espiare una colpa della quale si sente macchiato, si dedica anima e corpo ai ragazzi, combattendo così la sua guerra privata contro la malattia, nel tentativo di opporsi alla catastrofe. Il giovane vive il suo ruolo di insegnante di ginnastica come se badare ai ragazzi – i “suoi” ragazzi – fosse il suo modo di prestare servizio per la patria: ai primi casi di polio si rifiuta di chiudere il campo, anzi fa di tutto per evitare il diffondersi del panico che modificherebbe paurosamente lo stile di vita degli abitanti di Newark. Ma questo non basta a fermare il contagio. In breve tempo, anche due bambini che erano soliti frequentare il campo sportivo vengono presi da febbre e dolori. Quando un altro ragazzo si ammala e muore, Cantor ne è devastato, sente su di sé l&#8217;ingiustizia e arriva ad arrabbiarsi contro Dio che chiama &#8220;assassino a sangue freddo di bambini&#8221;. <em>Nemesi</em> mette in scena un uomo di polso e sani principi che, pur armato di una forza instancabile e delle migliori intenzioni per far fronte alla terribile sventura che si è – quasi fatalmente – abbattuta su di loro, è trascinato lentamente verso il fondo… Roth dà magistralmente forma a tutte le più piccole sfaccettature di ogni emozione che una simile sciagura può causare: paura, panico, angoscia, rabbia, confusione, sofferenza e dolore. Fra le pagine di questo dramma si agitano le cupe domande che, martellanti e ossessive, ricorrono nei precedenti romanzi: <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/everyman-roth-philip-einaudi/libro/9788806192228" >Everyman</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/indignazione-roth-philip-einaudi/libro/9788806195861" >Indignazione</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/umiliazione-roth-philip-einaudi/libro/9788806200923" >L&#8217;umiliazione</a>. Quali sono le scelte che imprimono una svolta fatale alla nostra esistenza? In che modo un individuo può contrastare la forza inesorabile degli eventi? Come difendersi da una catastrofe se ci spinge giù fino a schiacciarci?</p>
<p>Qual è la tua risposta? Prima… Acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/nemesi-roth-philip-einaudi/libro/9788806200947" >Nemesi</a>.</p>
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		<title>La donna messa in scena da Stefano Benni</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 14:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Otto monologhi tutti al femminile: questo, in sintesi, l’ultimo libro di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_benni+stefano-stefano_benni.htm">Stefano Benni</a>, <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/beatrici-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807018312">Le Beatrici</a>, subito disponibile su <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/">libreriauniversitaria.it</a>! Il testo è già stato rappresentato a teatro nel maggio scorso. E allora meglio riformulare: otto monologhi <em>per</em> voce femminile. Nella sua nota a termine del libro, infatti, l’autore precisa che “<em>Beatrici</em> è uno spettacolo-laboratorio tenutosi al Teatro dell’Archivolto, a  Genova, in cui cinque giovani attrici di talento hanno messo in scena  monologhi inediti”. Quali sono questi personaggi femminili?... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/01/25/la-donna-messa-in-scena-da-stefano-benni">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/beatrici-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807018312" ><img class="size-full wp-image-4987 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/01/Beatrici.jpg" alt="" width="95" height="150" /></a>Otto monologhi tutti al femminile: questo, in sintesi, l’ultimo libro di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_benni+stefano-stefano_benni.htm" >Stefano Benni</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/beatrici-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807018312" >Le Beatrici</a>, subito disponibile su <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/" >libreriauniversitaria.it</a>! Il testo è già stato rappresentato a teatro nel maggio scorso. E allora meglio riformulare: otto monologhi <em>per</em> voce femminile. Nella sua nota a termine del libro, infatti, l’autore precisa che “<em>Beatrici</em> è uno spettacolo-laboratorio tenutosi al Teatro dell’Archivolto, a Genova, in cui cinque giovani attrici di talento hanno messo in scena monologhi inediti”. Quali sono questi personaggi femminili nei quali Stefano Benni si è calato, scovando e dando voce ai sogni delle donne, ma anche alle loro debolezze, ansie, vizi e virtù? Le protagoniste di questa originalissima <em>pièce</em> teatrale sono una suora assatanata, una donna ansiosa e una in carriera, una vecchia bisbetica e una sognante, una giovane irrequieta, un’adolescente crudele e una donna-lupo. Otto rappresentanti del “gentil sesso” molto diverse fra loro nell’indole e nell’età ma tutte “creature” della Beatrice di Dante. È proprio come se Dante, colpito da una folgorazione, incontrasse Beatrice e Beatrice gli si moltiplicasse davanti come una meravigliosa, fascinosa creatura a più teste dal simpatico e inconfondibile accento toscano:</p>
<p><em>Una ragazza vestita con un bell’abito medioevale sta leggendo i tarocchi su un tavolino. Canta: “Fior di vaniglia, il tempo passa e nessuno mi si piglia. Si sposan tutte quante e a me mi tocca di aspettar Dante”.<br />
Oh, è curiosa la vita nel Medioevo. Che poi Medioevo lo dite voi, io dico milleduecentottantaquattro, poi voi lo chiamerete come vi pare, le epoche gli si dà nome dopo. Le dittature, ad esempio, se ne parla male solo dopo, intanto tutti se le puppano. Volete vedere?<br />
Io sono Beatrice che il futuro predice, leggo le carte quindi so tutto del futuro </em><em>[…</em><em>] Canappione gliene stanno capitando di tutti i colori coi guelfi e i ghibellini e i bianchi e i neri e così via…<br />
Chi è Canappione? Scusate, io l’Alighieri lo chiamo così, mia madre dice “non t’azzardare che è un grande poeta importante”, però c’ha grande e importante pure il naso, via, c’ha un becco che pare una poiana, pare… una caffettiera, anche se non è ancora stata inventata.<br />
Insomma, lui fa il poeta ma inveisce e si incazza e mette tutti all’inferno, e ce l’ha con Pisa e con Arezzo, e con i papi e con gli arcivescovi. Mi sa che prima o poi lo fanno fuori, lo metton fuori dal palinsesto a legnate.<br />
Mi dispiacerebbe? Oh, lo dico a voi in confidenza. Io a quello non lo sopporto… </em></p>
<p>Dalle parole di una Beatrice incontenibile e irruente, che sbatte in faccia a Dante tutta la sua femminilità – <em>io sono una donna, mica una serenata&#8230;</em> – Stefano Benni dà vita a uno “spartito” di voci, un’opera unica nel suo genere, fra teatro e racconto. Proprio a teatro, non sui libri, è scattata nell’autore la molla per <em>Le Beatrici</em>, quando un gruppo di giovani e abili attrici ha chiesto a Benni di scrivere qualcosa per loro. E lui, come ha dichiarato in una recente intervista, ci ha provato. E, diciamo noi, ci è riuscito bene. Nel prestare la voce alle sue Beatrici, l&#8217;autore è stato accompagnato da letture ispiratrici, come Cechov, che Benni ritiene un grande creatore di personaggi femminili, un vecchio volumetto sulla vita di Beatrice e <em>Dondolo </em>di Beckett, che si è rivelato un prezioso aiuto mentre dava forma a <em>Vecchiaccia</em>.<br />
Così l’autore di romanzi che hanno accompagnato generazioni di amanti lettori di tutte le età, da <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/bar-sport-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807814341" >Bar Sport</a> a <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/saltatempo-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807817489" >Saltatempo</a>, da <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/achille-pie-veloce-benni-stefano/libro/9788807818257" >Achille piè veloce</a> a <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/margherita-dolcevita-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807819308" >Margherita Dolcevita</a>, fino ai più recenti, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/grammatica-dio-storie-solitudine-allegria/libro/9788807721182" >La grammatica di Dio</a> e <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/pane-tempesta-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807017919" >Pane e tempesta</a>, torna dal suo pubblico per parlare di donne, anzi, molto di più, per far parlare le donne.<br />
Tra un monologo e l’altro, il volumetto presenta anche poesie e ballate scritte nell’arco di una decina di anni, che fanno parte di un altro spettacolo portato a teatro da Stefano Benni, <em>Apparizioni</em>.</p>
<p>Qual è la vostra Beatrice? Per trovarla, acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/beatrici-benni-stefano-feltrinelli/libro/9788807018312" >Le Beatrici</a>.</p>
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		<title>Seguiamo le tracce della “mappa del destino”…</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 10:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Glenn Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Il libro delle anime]]></category>
		<category><![CDATA[la Biblioteca dei Morti]]></category>
		<category><![CDATA[La mappa del destino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo i successi de <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/biblioteca-morti-cooper-glenn-tea/libro/9788850222452">La biblioteca dei morti</a> e <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libro-anime-cooper-glenn-nord/libro/9788842916604">Il libro delle anime</a>, <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_cooper+glenn-glenn_cooper.htm">Glenn Cooper</a> torna in libreria con un nuovo travolgente romanzo, <em>La mappa del destino</em>, un mix accattivante di <em>suspense</em>,  pericolosi segreti ed enigmi da risolvere. Tutti ingredienti, questi,  scritti ormai nel DNA dell’autore, laureato in Archeologia a Harvard,  poi dottore in Medicina, infine sceneggiatore e produttore  cinematografico. Una versatilità e una passione per ciò che del passato  deve essere riportato alla luce (anche quando si tratta di una scoperta  scomoda, rischiosa) che ha saputo trasferire nei suoi libri... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/01/21/seguiamo-le-tracce-della-“mappa-del-destino”…">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/mappa-destino-cooper-glenn-nord/libro/9788842916710" ><img class="size-full wp-image-4929 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/01/Mappa-del-destino.jpg" alt="" width="98" height="150" /></a>Dopo i successi de <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/biblioteca-morti-cooper-glenn-tea/libro/9788850222452" >La biblioteca dei morti</a> e <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libro-anime-cooper-glenn-nord/libro/9788842916604" >Il libro delle anime</a>, <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_cooper+glenn-glenn_cooper.htm" >Glenn Cooper</a> torna in libreria con un nuovo travolgente romanzo, <em>La mappa del destino</em>, un mix accattivante di <em>suspense</em>, pericolosi segreti ed enigmi da risolvere. Tutti ingredienti, questi, scritti ormai nel DNA dell’autore, laureato in Archeologia a Harvard, poi dottore in Medicina, infine sceneggiatore e produttore cinematografico. Una versatilità e una passione per ciò che del passato deve essere riportato alla luce (anche quando si tratta di una scoperta scomoda, rischiosa) che ha saputo trasferire nei suoi libri.<br />
Siamo catapultati nella Francia di fine Ottocento, nei dintorni del piccolo villaggio di Ruac, destinato a diventare lo scenario di una storia in cui mistero, oscure cospirazioni, amore e morte si intrecciano in un legame indissolubile che incolla il lettore fino all’ultima pagina.</p>
<p>Nessuno, meglio dell’autore, può guidarci all’interno della caverna in cui tutto ha inizio:</p>
<p><em>Périgord, Francia, 1899. I due uomini avanzavano a fatica, ansimando, sul terreno sdrucciolevole, col pensiero rivolto alla cosa sconvolgente che avevano appena visto.<br />
Il temporale di fine estate li aveva colti di sorpresa, avvicinandosi alla valle mentre loro stavano esplorando la caverna. Adesso la pioggia battente sferzava le pareti di arenaria, scivolando sulle rocce. E tutta la valle del Vézère era nascosta da una bassa cortina di nubi.<br />
Appena un’ora prima, dalla cima della parete, Édouard Lefevre, un insegnante, aveva mostrato il paesaggio al giovane Pascal, suo cugino, indicando le guglie della chiesa che spiccavano contro un superbo cielo azzurro, i raggi del sole che facevano scintillare la superficie del fiume e i campi di orzo che si estendevano a perdita d’occhio. Tuttavia, una volta riemersi dalla caverna, dopo aver usato l’ultimo fiammifero, i due uomini si erano trovati di fronte uno spettacolo completamente diverso, come se un pittore, dopo aver dipinto quel paesaggio luminoso, avesse deciso di ricominciare da capo, stendendo un velo grigio sulla sua opera…</em></p>
<p>La meravigliosa e, allo stesso tempo, sconvolgente scoperta fatta dai due turisti costa loro la vita: i due vengono, infatti, aggrediti e uccisi dagli abitanti di Ruac, che, spietati, sono pronti a tutto pur di fermare chiunque voglia indagare sul loro segreto. Un segreto che risale a 30.000 anni fa, rimasto velato attraverso la Storia, dall’epoca dei templari fino all’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale.<br />
Più di un secolo dopo quell’inspiegabile assassinio, toccherà a Luc Simard, archeologo di lunga carriera (non può non richiamarci alla mente il mitico Indiana Jones), sciogliere gli intrecci: l’occasione è data dal ritrovamento, in seguito all’incendio della biblioteca dell’abbazia benedettina di Ruac, di un vecchio manoscritto, datato 1307, per buona parte cifrato, in cui – ed è questa la cosa più sconcertante – l’autore, un monaco dell’abbazia, dichiara di avere duecentoventi anni… Affascinato dai disegni contenuti nel manoscritto, Simard, seguendo le indicazioni di una mappa, arriva alla stessa caverna esplorata dai turisti ottocenteschi. Ed è qui che capisce di essere davanti a qualcosa di grandioso: un complesso di grotte interamente decorate con splendidi dipinti rupestri e, ancor più straordinaria, è l’ultima caverna, la decima, dove sono raffigurate alcune piante, un soggetto inedito nell’arte preistorica. Determinato a scoprire il legame tra i disegni preistorici e l’enigmatico manoscritto rimasto nascosto per settecento anni, Simard dovrà fare i conti con la crescente ostilità degli abitanti di Ruac, perché l’inizio delle ricerche sarà anche l’inizio di una serie di morti sospette&#8230;</p>
<p>Cosa significano quelle raffigurazioni? Cosa vogliono tenere celato gli abitanti dello strano paesino? C’è solo un modo per saperlo… Acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/mappa-destino-cooper-glenn-nord/libro/9788842916710" >La mappa del destino</a>.</p>
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		<title>Giallosvezia: La stella di Strindberg</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 10:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Brown]]></category>
		<category><![CDATA[Jan Wallentin]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Uscirà <strong>domani</strong> nelle librerie italiane <em>La stella di Strindberg</em> di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_wallentin+jan-jan_wallentin.htm">Jan Wallentin</a>, l’ultimo sorprendente romanzo della serie dei gialli svedesi, che, dopo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_larsson+stieg-stieg_larsson.htm">Stieg Larsson</a> e la sua trilogia Millennium sugli <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/uomini-odiano-donne-millennium-trilogy/libro/9788831707046">Uomini che odiano le donne</a>, sta riscuotendo un successo diventato ormai un vero e proprio fenomeno letterario.<br />
E pare che quello che si annuncia come “il nuovo e clamoroso caso  editoriale proveniente dalla Svezia” (così lo ha accolto la critica) non  deluderà le aspettative... <a href="http://www.paperback.it/blog/2011/01/18/giallosvezia-la-stella-di-strindberg">continua a leggere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/stella-strindberg-wallentin-jan-marsilio/libro/9788831707930" ><img class="size-full wp-image-4903 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/01/Stella-di-Strindberg1.jpg" alt="" width="101" height="150" /></a>Uscirà <strong>domani</strong> nelle librerie italiane <em>La stella di Strindberg</em> di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_wallentin+jan-jan_wallentin.htm" >Jan Wallentin</a>, l’ultimo sorprendente romanzo della serie dei gialli svedesi, che, dopo <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_larsson+stieg-stieg_larsson.htm" >Stieg Larsson</a> e la sua trilogia Millennium sugli <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/uomini-odiano-donne-millennium-trilogy/libro/9788831707046" >Uomini che odiano le donne</a>, sta riscuotendo un successo diventato ormai un vero e proprio fenomeno letterario.<br />
E pare che quello che si annuncia come “il nuovo e clamoroso caso editoriale proveniente dalla Svezia” (così lo ha accolto la critica) non deluderà le aspettative. Primo romanzo del giornalista della TV svedese, Jan Wallentin, già paragonato a <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_brown+dan-dan_brown.htm" >Dan Brown</a>, <em>La stella di Strindberg</em> è stato<strong> </strong>il libro più conteso alla Fiera del Libro di Londra nel marzo scorso, in vetta alle classifiche in Svezia e in corso di pubblicazione in ben venti Paesi. Siamo proprio noi, al di fuori della Scandinavia, tra i primi fortunati lettori di questo libro che si promette già ricco di avvincenti avventure…</p>
<p>Lasciamoci trasportare all’interno di questa fitta trama dalle parole dell’autore:</p>
<p><em>A ogni passo gli stivali di gomma di Erik Hall sprofondavano sempre di più. Aveva le gambe indolenzite da un pezzo, ma ormai non poteva mancare molto.<br />
Grosso e pesante come un culturista, con tre borsoni da sub, non c’era niente di strano che il muschio imbevuto d’acqua che copriva il terreno gli cedesse sotto i piedi. Quello che era strano era che il buio fosse sceso così in fretta, da quando aveva richiuso il cofano della macchina sulla piazzola. Allora, guardando oltre la cunetta, il limitare della foresta gli era sembrato chiaro e invitante. Adesso invece, dopo una camminata di un’ora, una nebbia densa come latte fluttuava tra i cespugli. Ma non si era pentito.<br />
Quando intravide la radura oltre gli ultimi tronchi si fermò, indeciso per un attimo. Ma poi vide i resti del vecchio recinto, monconi mezzi marci che spuntavano come dita ammonitrici a circondare la bocca del pozzo. Attraverso i veli bianchi della foschia percorse gli ultimi metri sull’erba e si lasciò scivolare lungo il pendio che portava all’imbocco della miniera… </em></p>
<p>È all’interno di questa vecchia miniera allagata che un sommozzatore dilettante si imbatte in un cadavere la cui morte risale ad almeno cento anni prima. Precisamente a quando la sfortunata spedizione artica <em>Andrée</em>, composta dal fotografo svedese Nils Strindberg (1872-1897) e da Andrée e Knut Fraenkel, che prevedeva l’esplorazione del Polo Nord a bordo di un pallone aerostatico, finisce drammaticamente con la morte dei tre esploratori. È questo tragico fatto storico la “molla” che ha ispirato la fantasia Jan Wallentin. Sul corpo scoperto dal sommozzatore c’è uno strano oggetto, una croce ansata che rappresenta il simbolo egiziano della vita. Il ritrovamento non può che interessare l’astuta curiosità di Don Titelman, un eccentrico esperto di miti e simboli religiosi in possesso anche di una spiccata e particolare inclinazione per psicofarmaci e stupefacenti vari. Braccato da una potente e spietata società segreta che brama di avere questo oggetto misterioso, Titelman è costretto a fuggire per l&#8217;Europa. Se vuole salvarsi, dovrà svelare il segreto della croce, un mistero antico e pericoloso che, dopo una serie di sorprendenti rivelazioni, lo porterà proprio tra i ghiacci artici sulle tracce della spedizione guidata da Niels Strindberg nel 1897.<br />
Una documentazione storica molto solida e la creatività propria di un racconto fantastico si fondono dando vita e forma a <em>La stella di Strindberg</em>, in parte thriller, in parte romanzo d’avventura, una disperata ricerca della conoscenza (tema da sempre caro alla letteratura) che attraversa, tra immaginazione, colpi di scena e attenzione realistica, la storia dell’Europa del ventesimo secolo.</p>
<p>Vuoi scoprire anche tu cosa si nasconde dietro questa croce misteriosa? Acquista online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/stella-strindberg-wallentin-jan-marsilio/libro/9788831707930" >La stella di Strindberg</a>.</p>
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		<title>L&#8217;amore di Lapierre: l&#8217;India</title>
		<link>http://www.paperback.it/blog/2011/01/13/lamore-di-lapierre-lindia-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 13:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique Lapierre]]></category>
		<category><![CDATA[India mon amour]]></category>
		<category><![CDATA[La città della gioia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Esce<strong> oggi</strong>, giovedì 13 gennaio, l’ultimo capolavoro di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_lapierre+dominique-dominique_lapierre.htm">Dominique Lapierre</a>, il celebre giornalista francese de <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/citta-gioia-lapierre-dominique-mondadori/libro/9788804416777">La città della gioia</a>, bestseller tradotto in trenta lingue e venduto in dieci milioni di copie.<br />
Vi proponiamo in anteprima l'<strong>incipit</strong>...<strong> </strong><a href="http://www.paperback.it/blog/2011/01/13/lamore-di-lapierre-lindia-2/">continua a leggere</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/india-mon-amour-lapierre-dominique/libro/9788842816812" ><img class="size-full wp-image-4768 alignleft" src="http://www.paperback.it/wp-content/uploads/2011/01/India_Lapierre1.jpg" alt="" width="98" height="150" /></a>Esce <strong>oggi</strong>, giovedì 13 gennaio, l’ultimo capolavoro di <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_lapierre+dominique-dominique_lapierre.htm" >Dominique Lapierre</a>, il celebre giornalista francese de <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/citta-gioia-lapierre-dominique-mondadori/libro/9788804416777" >La città della gioia</a>, bestseller tradotto in trenta lingue e venduto in dieci milioni di copie.</p>
<p>Vi proponiamo in anteprima l&#8217;<strong>incipit</strong>:</p>
<p><em>Avevano appena portato il dessert, una magnifica tarte tatin. Il mio ospite si tolse gli occhiali dalla montatura di tartaruga e mi contemplò con il suo sgurdo da miope.<br />
&#8220;E ora, Dominique, quale argomento storico sceglierà per il prossimo libro con il suo amico Larry Collins?&#8221;<br />
Quell&#8217;uomo dalla voce calda era stato il mio maestro e il mio modello nei quattordici anni in cui avevo lavorato come inviato speciale del settimanale Paris Match. Gli articoli e le corrispondenze di Raymond Cartier raccontavano ogni settimana gli avvenimenti mondiali con un&#8217;ampiezza di visione e una dovizia di informazioni che appassionavano milioni di lettori. Aveva apprezzato il successo di Parigi brucia? e approvato la mia decisione di lasciare Paris Match per cimentarmi in un&#8217;avventura letteraria e storica come quelle che lui stesso amava vivere tra le sue grandi inchieste su temi di attualità.<br />
Dopo aver raccontato la guerra civile spagnola in &#8230; Où tu porteras mon deuil, avevo appena pubblicato con Collins Gerusalemme! Gerusalemme! Le nostre lunghe ricerche sulla nascita dello stato di Israele ci avevano messo ko.<br />
&#8220;Lei sa, Raymond, che sono pochi gli argomenti ai quali valga la pena di dedicare quattro anni della propria vita&#8221; dissi. &#8220;Avrebbe un&#8217;idea da suggerirmi?&#8221;<br />
Cartier aggrottò le sopracciglia e si avvicinò come per farmi una confidenza.<br />
&#8220;Mio caro Dominique, quando avevo la sua età andai in un villaggio sperduto nel Nord dell&#8217;India&#8221;&#8230; </em></p>
<p><em>India mon amour</em> racconta l’amore, la passione e la devozione di un giornalista per un Paese verso il quale ha dedicato vita e lavoro. Un’avventura cominciata nei primi anni Settanta, quando Dominique Lapierre, insieme a Larry Collins, con il quale formava una coppia eccezionale, arriva a Nuova Delhi per scrivere la storia dell’indipendenza dell’India dall’Impero britannico. Così, al volante di una vecchia Rolls-Royce Silver Cloud nera e grigia, acquistata poco prima a Londra mentre si recava a intervistare l’ultimo vicerè dell’impero delle Indie, lord Louis Mountbatten, pronipote della regina Vittoria, inizia la sua inchiesta che avrebbe portato nel 1975 alla pubblicazione con Larry Collins di <em>Stanotte la libertà</em>, il racconto della straordinaria vicenda di Gandhi con interviste esclusive ai protagonisti: dai maharaja ai terroristi che avevano aiutato l’estremista indù Nathuram Godse a uccidere il 30 gennaio 1948 il Mahatma. Con il passare degli anni l’entusiasmo per l’India rimane vivo in Lapierre, che ritorna nel Paese del quale continua a raccontare passo a passo ogni esperienza, dall’incontro con Madre Teresa di Calcutta alle condizioni tragiche delle bidonville. Incontri toccanti che lo porteranno a impegnarsi in programmi concreti contro le condizioni di estrema povertà, come la fondazione con la moglie della <em>Cité de la Joie</em>, l’associazione umanitaria grazie alla quale l’autore sovvenziona da trent&#8217;anni cliniche, scuole, mense e centri di riabilitazione. E parte del ricavato delle vendite di India mon amour sarà devoluto all’associazione per aiutare i bambini malati di Calcutta.<br />
Con <em>India mon amour</em> Lapierre ci consegna una testimonianza unica e imperdibile della vitalità e del fascino di questo Paese, conosciuto troppo spesso per le guerre politiche e religiose che lo dilaniano e del quale ci regala, invece, misteri e scorci inediti.<br />
Il volume è corredato da un apparato fotografico di oltre cento immagini rappresentative dell&#8217;esperienza dell&#8217;autore.</p>
<p>Vuoi esplorare anche tu questo fantastico mondo? Acquista subito online <a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/india-mon-amour-lapierre-dominique/libro/9788842816812" >India mon amour</a>.</p>
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